Cappella templare Montsaunès II - Affreschi Pareti - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Cappella templare Montsaunès II - Affreschi Pareti

Montsaunès
PITAGORISMO TEMPLARE
 
Il concetto alla base dell’insegnamento pitagorico fatto proprio dai Templari è quello l’Armonia che si consegue dall’equilibrio degli opposti. Scriveva Filolao: “Ciò che mantiene la salute è l’equilibrio delle potenze: umido-secco, freddo-caldo, amaro-dolce e così via; invece il predominio d’una di esse genera malattia, perché micidiale è il predominio di un opposto sull’altro[1]. Come per i Pitagorici, così fu per i Templari individuare gli squilibri, e di favorire il ritorno all’equilibrio, all’Uno spirituale.
 
La dualità è espressa dagli opposti, pitagoricamente dal numero Due. L’espansione avviene per moltiplicazione, il prodotto del primo numero moltiplicabile che è Due: 2 x 2 = 4, la prima forma della Diade raddoppiata è il Quadrato. Il Quadrato per i Pitagorici rappresenta la sintesi dei Quattro Elementi[2]. Il Quaternario riflesso del mondo sensibile (della Materia), è propriamente quello che Pitagora intende con la parola Cosmo, formato da Fuoco, Aria, Acqua, e Terra. Nel Quadrato le due diagonali incrociandosi individuano 4 Triangoli isosceli con vertice retto (90°) al centro della figura. In un quadrato di lato due e superficie quattro, i quattro triangoli hanno altezza 1, base 2, rapporto altezza-base 1:2, superficie 1. Il rapporto 1:2 per i Pitagorici esprime l’ottava musicale, l’Armonia.   

Figura 1. Il Quadrato diviso in quattro parti – Decorazioni Cappella Templare di Montsaunès  
 
I Templari adottarono questo simbolismo della dualità raddoppiata all’infinito accostando coppie di triangoli bianchi e rossi armonici per formare tanti quadrati in modo particolare a Montsaunès.
Il Quadrato, per i Pitagorici era considerato spirituale, mentre il Rettangolo era considerato materiale. Anche il Quadrato come il Triangolo è generato dalla madre di tutte le figure, la Vesica Piscis. Per il raddoppio del Quadrato si ottiene la prima coppia, un Rettangolo di lati in rapporto 1:2, fatto da un quadrato chiaro e un quadrato scuro. Il Doppio Quadrato, cioè il Rettangolo 1/2, racchiude il segreto del numero aureo: infatti, la sua diagonale vale √5.

Figura 2. Il Doppio Quadrato affiancato
 
Per genesi successiva si originano altre coppie (dette Sigizie dagli Gnostici) di quadrati. La Dottrina Pitagorica delle “coppie di opposti”, si fonda sul fatto che ogni Elemento Cosmico, come il Fuoco, l’Aria, l’Acqua e la Terra, partecipando delle qualità e dei difetti dei loro Primari, è Duale, nella sua natura, Bene e Male, Spirito (Forza) e Materia, ecc.; e ciascuno quindi è allo stesso tempo Vita e Morte, Salute e Malattia, Azione e Reazione.
                      
Poiché la creazione, avviene per espansione, moltiplicazione, aumentando le coppie di quadrati sino a riempire le superfici si ottengono due tipi di pavimenti a scacchiera a seconda se i quadrati sono e non sono ruotati di un ottavo di giro.

Figura 3. Disposizioni di 12 coppie di quadrati
 
Disponendo i quadrati ruotati di 1/8 di giro, la superficie ricoperta anziché essere di multipli di numeri interi è di multipli di numeri irrazionali, perché la diagonale del quadrato è la radice quadrata di due √2, un numero irrazionale o incommensurabile. Questa disposizione richiede di dividere in due i quadrati dei quattro bordi. A fianco la disposizione di 24 quadrati in modo ruotato e in modo normale. Il pavimento della cattedrale gotica di Notre-Dame di Parigi è realizzato a quadrati chiari e scuri ruotati.
 
Disponendo i quadrati non ruotati si ottiene un pavimento a scacchiera bianco e scuro, presente fin dai tempi dell’antico Egitto. Sulle pareti della Cappella Templare di Montsaunès si ritrova un gran numero di affreschi a scacchiera sia a quadrati orizzontali sia a quadrati ruotati utilizzati anche come cornici o motivi separatori.
 
I Templari adottarono il simbolismo della dualità espressa visivamente tramite coppie di triangoli e quadrati chiari e scuri: le Sigizie degli Gnostici. Gli Gnostici come gli Ebrei presero molto dalla religione di Zoroastro[3] dei Parsi (Pharsi = Farsi) da cui la setta ebraica dei Farisei, soprattutto il dualismo; vi è dunque un collegamento tra l’insegnamento ebraico, gnostico e templare.
 
Oltre al simbolismo geometrico i Templari adottarono il simbolismo numerico dei pitagorici, e in particolar modi insisterono nelle loro rappresentazioni misteriche sui numeri primi. I numeri primi sono gli “atomi dell’aritmetica”, gli elementi di base con cui si costruiscono tutti gli altri numeri naturali: non derivano da altri, ma li producono tutti. I numeri primi sono simili tra loro, come noi umani, ma non uguali; come tra noi, esistono numeri che possiedono qualcosa di particolare di unico: sono i numeri primi. La loro unicità e la loro regola, è che sono divisibili solo per se stessi e, per Uno, il numero da cui tutto ha origine, e cui tutto ritorna, ma mai sono il risultato di un prodotto (generazione) tra numeri comuni, mortali; il che li rende misterici, finché il loro segreto non sia individuato come quell’unico punto dove la foglia, sospinta dal vento impedì al sangue del drago di bagnare la schiena di Sigfrido per renderlo invulnerabile. Quell’unico punto della schiena dove l’eroe fu trafitto e ucciso nella foresta dei Nibelunghi.

[1] Filolao di Crotone era un discepolo di Pitagora.
[2] Secondo Plutarco e Damascio, i Pitagorici affermavano che il Quadrato, si manifestava attraverso i Quattro Elementi simbolizzati da Afrodite, che era l’Acqua generatrice, da Hestia, che era il Fuoco, da Demetra che era la Terra e da Hera che era l’Aria.
[3] Zoroastro è anche Zeru-Babel, o lo Zoro o Nazar di Babilonia. Il cabalismo e lo gnosticismo derivarono dallo zoroastrismo.
SAINT-CHRISTOPHE-DES-TEMPLIERS NAVATA LATO OVEST
 
Figura 1. Parete Ovest
 
Entrando nella navata dalla Porta Ovest, e volgendolo sguardo sulla parete d’ingresso si osserva il magnifico rosone che stranamente non è centrato rispetto ai due cerchi che lo contengono, formati da mattoni rossi. Il rosone è formato da 13 cerchi. Nella saga del Graal e di Re Arthur, il tredicesimo posto vuoto è riservato al cavaliere predestinato, il capo dei dodici. Il posto vacante è pericoloso, per chi lo occupa indegnamente, sotto di esso si spalanca l’abisso o viene folgorato da sette mani di fuoco. In un altro racconto il seggio è d’oro costruito da una donna sovrannaturale. Sei cavalieri hanno tentato di sedervisi, ma sono inghiottiti da una voragine. Parsifal si siede, rimbomba un tuono, la terra si squarcia, ma egli resta tranquillo al suo posto.
 
IL CENTAURO IL CANE E LA CERVA
 
Alla destra del rosone è dipinto un tema molto caro ai Templari, quello della caccia alla cerva da parte di un centauro accompagnato da un cane da caccia, un bracco. Il centauro (lato sud) è raffigurato nell’atto di scagliare una freccia contro una cerva raffigurata nella parte opposta (lato nord, spirituale) del rosone.
 
In Italia ritroviamo il motivo della cerva senza il centauro nei dipinti della Cappella Templare di San Bevignate, e a Lucca. In Austria sul portale dell’ossario templare di Mödling in Stiria (Austria), si può ammirare un rilievo di un cavaliere che insegue un cervo che è inseguito da due cani. In Italia ritroviamo il motivo della cerva e del centauto nei dipinti della Cappella Templare di San Bevignate (solo cerva), e a Lucca nella chiesa di San Michele al Foro e nel Duomo di San Martino dove sono rappresentati all’esterno i motivi cane e cerva, e centauro e cerva. In alto sulla facciata del Duomo un cane opposto alla cerva (come a Montsaunès), tra i due un fiore della vita a 6 petali. Sotto due figure un arco con due serie di triangoli due serie di triangoli orientati in senso opposto.

Figura 2. Il motivo del cane del centauro e della cerva – Lucca e Mödling

Il centauro rappresenta la doppia natura dell’uomo: animale il corpo da cavallo, spirituale il busto umano, è il simbolo della dualità. Il Cane è un animale guida, che spesso conduce la ricerca verso l’Altrove … La ricerca ha luogo nella Foresta, che rappresenta il Labirinto. Il cane è un animale che vede e segue le tracce, guidando gli umani a trovare, per esempio, la terra in cui stabilirsi, in cui fondare un villaggio o una città, in cui costruire un tempio. Egli guida, cammina dinanzi a loro voltandosi di tanto in tanto per vedere se coloro che devono seguirlo sono rimasti indietro o sono a lui vicini. Il Cane conduce anche a trovare il luogo, fino a quel momento perduto e ignoto o di qualcosa che è stato perduto. Il Cane (o una muta di cani) riconosce il colpevole di un crimine, e spesso lo punisce, sbranandolo.
 
Dante nella Divina Commedia colloca i centauri nell’inferno (Inf. XII) in rapporto diretto con il loro carattere violento avuto in vita, come custodi-giustizieri dei violenti contro il prossimo, esecutori della giustizia divina. In realtà questo è solo l’aspetto inferiore del centauro. L’uomo è un animale e, al pari degli animali, possiede la qualità dell’istinto e della risposta istintiva al suo ambiente. Ma l’uomo è anche un essere umano: è razionale, può analizzare, criticare, possiede quel qualcosa che chiamiamo mente, questo è l’aspetto superiore del centauro. Il cervo bianco nella mitologia celtica (ricordiamoci che siamo in Francia) è associato al dio Lugh e alla luce segreta del sole, simbolo dell’Iniziato ai Misteri della vita e della morte, di colui che ha superato le prove di trasformazione e rinnovamento della propria personalità, ottenendo la conoscenza. In moltissime tradizioni questo animale, soprattutto di colore bianco simbolo di purezza, è il mediatore tra il cielo e la terra.
Figura 3. St. Gilles particolare centauro e cerva
 
A St. Gilles[1], nella Camargue, nel VII secolo fu edificato un edificio sacro in un luogo dove un eremita era nutrito dal latte di una cerva. La chiesa divenne un’abbazia benedettina che poi divenne templare, ritroviamo scolpiti nel portale d’ingresso in due cerchi intrecciati il tema del Centauro Sagittario che caccia una cerva. È lo stesso tema di Montsaunès. Il cane non è rappresentato, ha eseguito la sua funzione, centauro e cerva sono uniti in due cerchi intrecciati. I due cerchi sono uniti, la dualità è superata, si apre l’occhio della visione spirituale.
 
 
AFFRESCHI MISTERICI-PITAGORICI
 
In alto a sinistra (lato sud) in un cerchio di circa 40 cm, troviamo il simbolo del Chrisma. La seconda circonferenza esterna contornata da sei triangoli rossi, allineati con le braccia del simbolo, che è inscritto in un quadrato, decorato con piccoli triangoli e quadrati. I diametri dei cerchi che contengono il Chrisma sono in rapporto 8:9, la nota pitagorica RE, il Tono.
Figura 4. Parete Ovest Chrisma
 
All’interno del quadrato 12 triangoli isosceli rossi in sequenza 4+3+3+2, e 4 bianchi isolati, in totale 16. I triangoli e i quadrati hanno entrambi superficie unitaria, cioè uguale a uno. I triangoli isosceli hanno base 2 e altezza uno la superficie di questi triangoli isosceli è uno (2x1/2=1), come quella dei quadrati di lato uno rappresentati sul bordo esterno. Quattro di questi triangoli isosceli formano un quadrato di lato due e superficie quattro. Il lato destro del quadrato ha 5 rettangoli bianchi i cui lati sono in rapporto 1:2; a fianco una striscia divisa in 6 parti disuguali. Il lato sinistro ha due strisce “che sembrano” divise in 5+4 parti. All’esterno il quadrato e le strisce laterali sono contornate da un rettangolo formato con una cornice di quadrati bianchi e rossi. La stranezza o la particolarità di questo rettangolo è la diversa dimensione dei quadrati. Alla base inferiore si hanno 12 quadrati, sei rossi e sei bianchi 6+6=12, a quella superiore, si contano 6 quadrati rossi e 5 bianchi, in totale 11. L’altezza di destra è di 10 quadrati, con l’alternanza regolare di 5 quadrati bianchi e 5 rossi, l’altezza di sinistra è di 6 quadrati rossi e 5 bianchi, in totale 11. Per le due altezze si hanno 5+6=11 quadrati rossi e 5+5 quadrati bianchi. Si è voluto porre l’attenzione sui numeri 5 e 6 e sulla loro somma 11. Undici è il quinto numero primo o incorruttibile.
                                    
Sotto il Chrisma è disegnato un edificio simbolico: “Il Tempio di Salomone”. Il simbolo di questo edificio è collegato in modo intimo ai Templari. In Toscana a Casola in Lunigiana (Massa), nel borgo soprastante la pieve si scorgono le rovine del castello di Codiponte dei Templari, che sul portale mostra la croce templare[2] decussata, con puntale, e affiancata, la simbologia della fortezza.

Figura 5. Simbolo Templare del Tempio-Fortezza
 
L’ingresso del tempio o della fortezza spirituale, posto nella parte centrale, è formato da due colonne sormontate da un arco con 9 pietre. La parte alta un rettangolo con lati interni in rapporto 1:4, è sormontata da cinque piccoli rettangoli o tasselli al cui interno appaiono sbiaditi 2x5 punti. Ai lati del rettangolo centrale due rettangoli, appaiono 2 “Fiori di Lys” a gambo lungo. Per quanto riguarda i Templari, il fiore è citato dal celebre versetto del Cantico dei Cantici (2: 1): “Ego flos campi et lilium convallium” ripetuto e commentato molte volte da San Girolamo a San Bernardo. Quindi non è raro, fino alla fine del 12° secolo, vedere Cristo rappresentato tra gigli o fioroni stilizzati, il cui disegno potrebbe ricordare anche la Trinità del Chrismon (il monogramma di Cristo). Nella religione cattolica, per la sua forma il Fiore a tre petali, l’iris è associato al mistero della Trinità. Il fiore presenta lo stelo eretto, su cui si ergono i tre petali del fiore e, a volte, tre foglie e tre boccioli, che richiamano questo significato di natura mistica e trascendentale. Il giglio candido è un fiore conosciuto fin dall’antichità.
 
Altri due fiori di Lys a gambo corto appaiono in alto sulle due parti laterali dell’edificio, in totale 4 Fiori di Lys, due coppie, una Tetrade. Uno di questi fiori ha in aggiunta ai tre petali quattro pistilli, in totale sette. Ai fianchi una prima colonna con 4 quadrati rossi e 5 bianchi, in totale 8 rossi e 10 bianchi; una seconda colonna con 7 quadrati rossi e 7 bianchi, in totale 14 rossi e 14 bianchi, il numero del Mistero[3]. I due lati verticali hanno ciascuno 4+7=11 quadratini rossi, in totale 22 quadratini, il numero che secondo lo Zohar descrive la Creazione.
 
A destra del Tempio di Salomone e sotto il centauro, appare un rettangolo diviso orizzontalmente in 8 quadrati e verticalmente in 5 quadrati realizzando così di 40 piccoli quadrati a loro volta divisi in due triangoli isosceli da una diagonale. I due triangoli hanno lati 1 e base √2. In basso a sinistra nel rettangolo è delimitato un quadrato di lato 3 che comprende 9 piccoli quadrati diviso in quattro triangoli isosceli dalle due diagonali. I quattro triangoli hanno base 1 e altezza 1/2.
Figura 6. Centauro e rettangolo matematico
 
Abbiamo le sequenze:
  • 1 per il lato del piccolo quadrato;
  • 2 e 3 piccoli quadrati, per il lato verticale del rettangolo sopra il quadrato, la cui somma è 5;
  • 8 quadratini (3 e 5) per il lato orizzontale del rettangolo complessivo.
  • In definitiva si ha il  rettangolo che contiene la sequenza numerica aurea di Fibonacci: 1, 2, 3, 5, 8 di cui ogni numero è la somma dei primi due.
       
Ogni quadratino del rettangolo è diviso da una diagonale, mentre il quadrato di lato 3 è diviso da una doppia diagonale. La figura allude anche alla moltiplicazione araba[4], detta per reticolo: un metodo per eseguire le moltiplicazioni, diffuso in Italia dal Liber Abbaci di Leonardo Fibonacci. Il rettangolo con il suo reticolo ci comunica che i Maestri d’Opera conoscessero oltre ai rapporti aurei, e alla serie aurea dei numeri di Fibonacci, anche la moltiplicazione araba.
 
Gli affreschi nella parte superiore del timpano sono separati da quelli sulla parete inferiore da una cornice formata da un motivo floreale continuo di fiori a tre petali avvolti a spirali opposte che ritroviamo a San Bevignate e nel duomo di San Cristoforo a Barga.  Il motivo floreale tanto caro ai Templari, inizia e termina con tre foglie una specie di fiore di Lys, avvolte a spirali opposte, in totale 6 petali come quelli della Rotas, Rosas templare, o Fiore della Vita.                         
Figura 7. La Doppia spirale
 
Sotto  la cornice floreale abbiamo affreschi di rettangoli mistici, quello di sinistra contenente ruote con fiori a sei raggi, alternati con petali bianchi si fondo rosso e petali rossi su fondo bianco[5]. Si contano nel primo riquadro a sinistra 4 file e 9 colonne, ma essendo l’affresco molto rovinato potrebbero essere 10. A fianco in un secondo riquadro, un’altra serie di ruote sbiadite, si contano 6 ruote orizzontali e si suppongono 4 verticali. Sul lato destro, sotto la cerva, un grande motivo rettangolare a scacchiera quadrati bianchi e rossi. Sotto la scacchiera, si intravvede un’altra scacchiera. Cerva e scacchiera sono fra loro collegati. L’eroe della ricerca del Graal, Parsifal, è guidato da un cane bracco per impadronirsi della “testa” di un cervo bianco, che nel castello della scacchiera deve consegnarla alla bella fanciulla (alias del cervo), la Sapienza Divina, la Betrice della Divina Commedia di Dante. Nei racconti del Graaal, una scacchiera magica appare in Peredur ab Efrawg. Una serie di versioni francesi delle storie sul Graal citano scacchiere simili con pedine semoventi (la Seconda Continuazione del Perceval di Chrétien de Troyes) o con solo una parte che si muovono da sole, mentre le altre vengono mosse dall’eroe.
 
Galvano nel Perceval di Chrétien de Troyes, combatte all’interno della torre contro gli assalitori per difendere se stesso e la Dama, utilizzando una scacchiera come scudo dicendo: “Amica mia, è inutile che mi cerchiate un altro scudo, questo mi basterà”. Galvano, poi, rovescia sul pavimento i pezzi degli scacchi: essi sono dieci volte più grossi dei pezzi normali e sono fatti di duro avorio. Con la spada Excalibur, lo scudo (la scacchiera) e i pezzi degli scacchi, Galvano ha tutte le armi per difendere l’ingresso della torre. Galvano combatte contro gli assalitori che sfondano la porta a colpi d’ascia. La Dama, con grande collera, getta sugli assalitori i pezzi degli scacchi che aveva raccolto. Gli assalitori arretrano.
 
Più in basso sulla stessa parete dell’ingresso, Adamo ed Eva sono vicino a un Albero su cui si avvolge un serpente.

[1] St. Gilles è il luogo mitico della leggendaria battaglia di Ercole contro i Liguri, raccontata da Plinio.
[2] Vedi sito dedicato ai Templari di www.enricocalzolari.it.
[3] Le 14 parti del corpo di Osiride, il Signore della Luce.
[4] Vedi per chiarimenti su Wikkipedia.
[5] La parete Ovest è molto rovinata, dell’ottava fila verticale e della quarta orizzontale si intravvede solo un fiore.
PARETI LATERALI - PRIMA ARCATA
 
Entrando dalla Porta Ovest lo sguardo è attratto in alto all’inizio della volta, da una serie di nicchie affrescate sui due lati della navata sopra la cornice floreale. Per ogni arcata troviamo dipinte 6 nicchie, essendo le arcate quattro abbiamo 24 nicchie per lato, in totale 48 nicchie. Ogni nicchia è formata da una coppia di colonne, una chiara e l’altra semiscura, la dualità, unite armonicamente da un arco, formato da 24 tasselli. In tutte le cattedrali gotiche compaiono i 24 Anziani dell’Apocalisse di Giovanni. Attorno al Trono vi sono ventiquattro Esseri celesti che secondo la mitologia babilonese e persiana costituiscono la corte celeste. Sono anche le 24 classi dei sacerdoti che secondo le Cronache costituiscono il numero dell’organizzazione del culto. Il ventiquattro è il fattoriale del Quaternario: 4!=1×2×3×4=24. A livello pitagorico vi è il triangolo rettangolo di lati 6-8-10 la cui area 8x6/2=24, e il cui perimetro 6+8+10=24, sono uguali, i diritti e i doveri sono perfettamente equilibrati. Questo triangolo ha i lati doppi[1] rispetto al Triangolo Sacro egizio 3-4-5; il numero 24 esprime il raddoppio del numero 12.
 
Nella prima arcata lato Nord, nella terza nicchia dall’ingresso, s’intravvede una piccola creatura oscura con un pennacchio armata che guarda minaccioso verso il coro, con un’alabarda nella mano destra, la mano sinistra al fianco, potrebbe tenere un lungo pugnale, che secondo altri è una coda. Rappresenta un Guardiano di Soglia, che sbarra la via agli indegni.
 
Figura 1. Creatura oscura lato nord
 
La base delle colonne poggia su un piedistallo formato da tre gradini. Le colonne terminano con un capitello con un motivo a tre frutti, sembrano tre mele, sormontato da un rettangolo decorato. Tre gradini alla base e tre frutti al capitello. La colonna semioscura riporta sul capitello 7 rettangoli rossi e 7 bianchi, la colonna chiara riporta sul capitello un motivo a 5 foglie. L’inizio e la fine della successione delle sei nicchie sono segnati da una pila di 5 quadrati rossi e 5 bianchi.
 
Sotto la cornice floreale sulla parete laterale lato nord della prima arcata, s’intravvede un gigantesco motivo geometrico rettangolare contenente 29x13,5 quadrati rossi disposti obliquamente. Ritroviamo orizzontalmente ventinove, il decimo numero primo, la somma dei quadrati dei primi tre numeri 22+32+42=29. Verticalmente abbiamo 13,5 quadrati, manca un quadrato per 14,5, la metà di 29. Il rettangolo 29x13,5 è punitivo perché schiaccia un drago o un cane aggressivo che sputa fuoco, forse suggerisce il giudizio della pesatura del cuore o dell’anima umana nella parte sottostante, in questo caso allude all’Ammit egizio, il mostro che annichilisce gli indegni.
Figura 2. Parete Nord prima campata - Cane sputa fuoco - cornice
 
Sotto il motivo rettangolare e il cane sputa fuoco, una cornice di cui s’intravvede parzialmente un motivo formato da triangoli rettangoli con lati in proporzione 1:2 e figure romboidali formate da 6 triangoli rettangoli rossi accanto a 2 triangoli rettangoli rossi e altrettanto bianchi, ogni coppia verticale contiene 8 triangoli rossi e 8 bianchi creando così un quadrato.

Figura 3. Calderone - Pesatura anima  
 
Più in basso a sinistra, troviamo molto sbiaditi degli affreschi che rimandano alle tradizioni celtiche e al sapere proveniente dall’Egitto: un grosso calderone, e a lato la scena della pesatura-giudizio delle anime, dalla tipica connotazione egiziana.
 
Il calderone celtico dell’abbondanza, è il simbolo del ventre cosmico, l’immagine simbolica di un recipiente con proprietà miracolose in grado di produrre un’infinità di alimenti, benefici e vantaggi di ogni genere e contemporaneamente come luogo della trasformazione che permetteva ai vivi di morire e ai morti di rinascere ai diversi livelli di coscienza. Il calderone ribollente di sangue è la forma celtica del Graal, nel quale morivano e rinascevano magicamente gli eroi scozzesi e gallesi, che diventano nella letteratura del Graal, i “Templeisen”, i Templari, i custodi dell’oggetto sacro.

Figura 4. Anubi - San Cristoforo - Arcangelo Michele
 
La scena della pesatura-giudizio delle anime, dalla tipica connotazione egiziana, mostra una figura con la testa canide (Anubi) tenta di influenzare a proprio favore il piatto della bilancia che pesa le anime dei defunti. San Cristoforo rappresentato come un vescovo con la testa di cane (cinocefalo) è l’alias di Anubi il dio egizio con la testa di cane. Cristoforo significa il portatore del Christos, che è per definizione lo psicopompo, colui che porta o conduce l’Anima (dell’Iniziato), e questo era esattamente il ruolo del dio egizio Anubi, cioè di condurre il Defunto per il mondo esterno attraverso il rituale iniziatico di morte e rinascita.
 
La stele di Akbau (XI dinastia), nel Museo del Louvre, mostra una fascia di rilievi che nel loro insieme rappresentano senz’altro la rigenerazione e la rinascita del defunto. In questa fascia di rilievi è rappresentata una figura maschile che porta sulle spalle un fanciullo. Analoghe rappresentazioni si trovano nelle tombe TT 60 (XII din.), TT 82 e TT 92 (Nuovo Regno) nella necropoli di Qurna (Luxor). Alcune immagini templari mostrano Anubi che ha davanti a sé il disco lunare e il suo corpo è leggermente flesso in avanti, esattamente come nelle scene che lo mostrano come imbalsamatore. Altre immagini templari presentano invece Anubi in posizione eretta che tiene tra le mani ad altezza del volto o addirittura sulle spalle il globo lunare[2]. Dalla parte opposta ad Anubi, abbiamo l’Arcangelo Michele.
 
La prima arcata sul lato Sud presenta 6 nicchie vuote. L’inizio e la fine della successione di sei nicchie sono segnati da una pila di 4 quadrati rossi e 4 bianchi, uno in meno del lato Nord che ne ha cinque. Sopra gli archi, una cornice fatta a triangoli rossi opposti che creano 69=2x23 quadrati bianchi che si possono vedere come 4x23 triangoli bianchi che equilibrano i triangoli rossi. Ventitré è il nono numero primo. Sopra il motivo sei riquadri contenenti ruote formate da una corona divisa in sei parti, al cui interno tre coppie di fiori di Lys. Sopra la cornice, sei riquadri contenenti ruote formate da una corona divisa in sei parti, al cui interno si vedono fiori di Lys.
Figura 5. Nicchie campata lato sud
         
I diametri della corona delle ruote sono in rapporto 3/4, ciò significa se al diametro del cerchio esterno diamo valore 1:1 (DO), il diametro del cerchio interno è 3/4 (FA), cioè abbiamo le note DO e FA. I riquadri sono contenuti in sette file-colonne contenenti 4,5 quadrati bianchi (nove triangoli), trattenuti da una doppia linea divisa in quattro parti[3]. Ogni motivo contiene nove triangoli rossi e nove bianchi, per le sette colonne 9x7=63 triangoli. Il numero 6 è scomponibile in 7x32, la discesa del sacro del numero vergine sette nell’ideazione del quadrato del primo numero spirituale. Il settenario dovrà apparire nella campata successiva.
 
Sotto l’arcata al lato destro della finestra, una persona in abiti medioevali che sorregge qualcosa tra le mani e sotto una croce templare in un cerchio che sovrasta un motivo da cui escono fasci composti di 10 e 11 raggi. A destra della finestra la figura di un animale.


Figura 6. Prima campata sud parte sinistra e destra

[1] Le terne pitagoriche come la (3, 4, 5) sono dette terne primitive e quelle come la (6, 8, 10) sono dette derivate.
[2] Gilberto Modonesi - http://www.egittologia.net/Portals/0/Articoli_pubblici/GM_ANUBIs.pdf.
[3] I riquadri sul lato opposto, nord, sono contenuti in sette pile-colonne:  quattro pile contenenti 5 quadrati bianchi e dieci triangoli rossi, tre pile contenenti 5 quadrati bianchi e dieci triangoli bianchi. Il lato nord rispetto quello su presenta una crescita di triangoli.
PARETI LATERALI - SECONDA ARCATA
 
Nella seconda arcata lato nord, sei nicchi e sopra sei ruote, contenenti il fiore di Lys. Le ruote continuano ad avere i cerchi esterni in rapporto 1:1 (DO), 3:4 (FA); una ruota ha però tre cerchi, il cerchio più interno ha diametro 1:2 (DO’); si crea il rapporto DO-FA-DO’.  Le sei ruote sono divise da sette strisce formate da 5,5 quadrati bianchi e 11 triangoli rossi. I riquadri con le ruote sono contenuti in sette file-colonne con 7x11=77 triangoli rossi. Le ruote sono separate dalle nicchie dal motivo triangolare che crea quadrati bianchi.
 
L’inizio e la fine della successione delle nicchie sono segnati da una fila di 8 quadrati rossi e 8 bianchi, il doppio della prima arcata. Un solo personaggio con abito rosso, nella quarta nicchia, San Nicola[1], il protettore dei bambini delle vedove e poveri, l’ideale cavalleresco.
Figura 1.
 
Gli affreschi in basso sono molto rovinati, ma lasciano distinguere un Cristo in Maestà circondato da angeli e personaggi, sotto il Cristo, un’evocazione dell’inferno.
 
Sul lato opposto, a sud, sei nicchie anche qui con un solo personaggio, San Martino, di fronte a San Nicola posto sul lato nord. San Martino è il cavaliere romano che divise il suo mantello di ufficiale con un povero. Il Duomo “templare” di Lucca è anch’esso consacrato a San Martino, raffigurato nel portico dietro a un altare dominato da una croce templare rossa. Sia San Nicola e sia San Martino sono raffigurati negli affreschi murali di Montsaunès con abito rosso, il colore templare.
       
Figura 2. Seconda arcata sud - San Martino
 
Sopra le nicchie, sei ruote, cinque contenenti il fiore di Lys, una contenente un fiore a sei petali. La ruota centrale è l’unica che non ha sulla circonferenza i sei triangolini rossi. Le sei ruote non hanno più tutte le corone divise in sei settori, le prime tre ruote hanno le corone divise in sei settori, la quarta in cinque settori, la quinta in otto, la sesta in due corone divise in sette più sette settori, in totale 6+6+6+5+8+14=45. Compare separata dalla prima ruota da una doppia linea divisa in sette parti, una settima figura, un fiore di Lys. I settori delle ruote sono divisi da strisce formate da quadrati bianchi e triangoli rossi. I riquadri con le ruote sono contenuti in sette file-colonne, Il numero dei quadrati dalla prima campata cresce da 4,5 a 5 nella seconda campata. Due file-colonne cambiano il colore dei triangoli da rosso in bianco. Si hanno 70 triangoli suddivisi in 5x2x5=50 triangoli rossi, e 2x5x2=20 triangoli bianchi. I quadrati sono trattenuti da una doppia linea divisa che da quattro parti della prima campata, cresce a cinque parti. Inoltre due pile-strisce hanno i triangoli che hanno subito una trasformazione, da rossi sono diventati bianchi.
 
Sul lato sud alla destra della seconda finestra la figura di un drago, alla cui coda una piccola testa che guarda in direzione opposta alla principale. Sul lato sinistro della finestra, una doppia serie di ruote disposte verticalmente, con una doppia corona formata da tre cerchi, contenenti fiori della vita a sei petali a colori duali. A lato in un rettangolo con rapporto lati 1:2, una croce occitana con 12 piccoli cerchi. Più in basso due riquadri, uno vuoto e l’altro contenente un cerchio con una croce templare rossa.

Figura 3. Arcata lato Sud seconda campata
 
[1] San Nicola è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, che si trova nell'attuale Turchia. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus.
PARETI LATERALI - TERZA ARCATA
 
Nella terza arcata a nord abbiamo rappresentati (senza aureola) 6 personaggi, e cosa molto rara, il Profeta Balaam, e a sud sul lato opposto, un solo personaggio con abito rosso, in totale per la terza campata 7 personaggi. Nel Libro dei Numeri Balaam è descritto come un mago aramaico al quale Balak, re di Moab, chiede di scacciare con la magia della parola gli Ebrei penetrati nel suo territorio. L’Angelo del Signore con la spada in mano fermò Balaam e la sua cavalcatura, un’asina, al passaggio in una stretta gola, dove non era possibile deviare né a destra né a sinistra. Alla vista dell’Angelo, l’asina crollò a terra e il suo padrone, che invece non vedeva nulla, cominciò a bastonarla perché si rimettesse in cammino. Essa ricevette allora dall’Eterno il dono della parola e disse: “Che ti ho fatto, perché tu mi batta così?” Gli occhi del mago furono allora aperti e vide l’Angelo del Signore. In uno dei più famosi confronti nel Midrash, il profeta e mago pagano Balaam e il profeta e mago Mosè sono equiparati. Si dice che i loro poteri sono uguali, che Dio di proposito concesse alle due nazioni un profeta in modo che i Moabiti non potessero protestare che vi fosse solo un messaggero di Dio, e così anche loro avrebbero seguito le sue leggi e obbedito suoi editti. Nella cattedrale di Chartres, Balaam appare nel Portale Nord degli Iniziati, accanto alla Regina di Saba e a Salomone. Balaam è su una colonna, la cui base è un’asina che lo guarda. Ritroviamo a Chartres sul lato sud-ovest il tema dell’asino che suona la lira. Nella rappresentazione corrente, Balaam cavalca un asino un animale contrasté, per dirla esattamente alla francese, la cui testa, cioè, si volge indietro in senso opposto a quello del corpo. Si può accostare questa posizione a quella del cavaliere di destra sull’architrave a spioventi della cattedrale gotica di Leòn. L’asina di Balaam che, al contrario del suo padrone, un profeta, intende meglio di lui la volontà di Dio;  e in questo si mostra un attacco alla Chiesa delle forme, che, badando più alla forma, all’istituzione ufficiale, si era allontanata dai valori spirituali. Balaam è anche il personaggio dell’Asino d’oro di Apuleio, Lucio che decade da uno stato umano alla forma asinina per aver voluto adoperarsi mago oscuro senza sapere nulla del lato spirituale di quest’arte. Lucio verrà riportato alla forma umana grazie all’intervento di Iside, che lo inizierà ai suoi Misteri. Non basta perché leggiamo nel secondo Libro di Samuele che quando David prese possesso di Jebu collocò in cima al colle della città l’Arca dell’Alleanza. “1. Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele, in numero di trentamila. 2. Poi si alzò e partì con tutta la sua gente da Baalà di Giuda, per trasportare di là l’arca di Dio, sulla quale è invocato il nome, il nome del Signore degli eserciti, che siede in essa sui cherubini. 3. Posero l’arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Abinadàb che era sul colle”. L’Arca ha dimorato per anni in un villaggio vicino, Baala. Forse non dovremmo essere sorpresi dalle denominazioni geografiche del luogo che evoca per noi Baal, Balan, Balaam!
 
Figura 1. Terza arcata nord Profeti

La serie dei profeti è aperta e chiusa da due affreschi formati da 2x8 triangoli isosceli rossi e altrettanti bianchi. Sopra una cornice fatta con lo stesso motivo formata da un numero incompiuto di triangoli, una coppia di 65,5 triangoli rossi. La prima arcata in alto conteneva sei riquadri, la seconda sette, ma il settimo era contenuto in uno dei sei. Nella terza arcata, sette riquadri con altrettante ruote tutte diverse. Le file-colonne di triangoli rossi e bianchi si riducono a sei, per un totale di 60 triangoli rossi e altrettanti triangoli bianchi. Il numero sessanta implica il conteggio del tempo, quello della creazione di un modo spirituale simbolicamente vegliato dai Profeti sottostanti.
 
Si possono osservare due sequenze formate da tre ruote separate da un fiore a 12 petali bianchi su fondo rosso, i cui diametri esterni esprimono musicalmente 1:1 il DO, e 8:9 il RE. Le serie da sinistra a destra esprimono una crescita. La prima serie è contornata da piccoli triangoli bianchi; la prima ruota all’esterno ha 5 triangoli disposti a pentagono, all’interno di una corona circolare ha una coppia di 19 triangoli bianchi[1], nel cerchio interno nulla; la seconda ruota all’esterno ha 6 triangoli, nella corona un diverso motivo formato da 30 triangoli, il cerchio interno contiene tratteggiato un fiore a sei petali; la terza ruota all’esterno ha 6 triangoli, la corona divisa con tre linee in sei parti, il cerchio interno contiene tratteggiato il motivo a sei bracci del Chrisma.

Figura 2. Particolare terza ruota
 
La seconda serie di tre ruote esprime le trasformazioni del fiore di Lys. La prima ruota ha esternamente a destra una stella a 8 punte. La corona interna ha un motivo a serpentina triangolare. La seconda ruota ha esternamente a sinistra una stella a 8 punte. La corona interna ha un motivo a settori, si contano 47 settori. Quarantasette è il quindicesimo numero primo[2]. Il numero 47 è anche un numero riproduttore della sequenza Fibonacci, partendo dai numeri quattro e sette, e poi continuando la sequenza con un numero che è la somma dei precedenti: 4, 7, 11, 18, 29, 47. La sequenza Fibonacci è simbolicamente raffigurata sulla parete Ovest a destra del Chrisma. La terza ruota all’esterno ha 4 triangoli, la corona divisa con tre linee in quattro parti. Le nicchie contenenti i profeti sono formate da colonne alterne e sormontate da un arco formato da 24 tasselli.

Figura 3. Terza arcata nord      
 
Sotto le nicchie, un’arcata contenente un disegno rettangolare di 12x6 quadrati divisi dalle diagonali in quattro parti: due triangoli rossi e due triangoli bianchi. Le diagonali nei poligoni sono strumenti di generazione, nel Quadrato sono 2 che incrociandosi individuano 4 Triangoli con vertice al centro della figura. Le diagonali nei poligoni sono strumenti di generazione, nel Quadrato sono 2 che incrociandosi individuano 4 Triangoli con vertice al centro della figura. Secondo i Pitagorici la Diade, la Materia, il numero DUE, rappresenta la polarità, per raddoppio forma il Quadrato.

Figura 4. Il Quadrato diviso in quattro parti
 
Secondo Plutarco e Damascio, i Pitagorici affermavano che il Quadrato attraverso l’angolo retto riuniva la potenza di Rhea, di Afrodite, di Demetra, di Hestia e di Hera. Significa che Rhea, la Madre degli Dèi, la fonte della durata, si manifestava attraverso le modificazioni dei Quattro Elementi simbolizzati da Afrodite, che era l’Acqua generatrice, da Hestia, che era il Fuoco, da Demetra che era la Terra, e da Hera che era l’Aria. Il Quadrato rappresenta la sintesi degli elementi. Il Quaternario riflesso del mondo sensibile (della Materia), è propriamente quello che Pitagora intende con la parola Cosmo, formato da Fuoco, Aria, Acqua, e Terra. Al centro e sopra il motivo rettangolare contenente i quadrati, è raffigurato un Triangolo rettangolo isoscele[3] contenente il fiore di Lys. Il triangolo con rapporto base altezza 2:1, ha le stesse proporzioni dei triangoli contenuti nel quadrato.
 
Abbiamo nel rettangolo in totale 72 quadrati composti di 144 triangoli rossi e 144 triangoli bianchi! Quando è descritta la Gerusalemme celeste, si legge che la misura delle mura che la circondano è di 144 cubiti. Il numero 144 in tipologia significa sicurezza. Nel Salmo 144, Davide elenca ciò che il Signore è per lui: rocca, fortezza, alto ricetto (scampo) e scudo. Quando Davide dovette fuggire da Saul, si nascose nella grotta Adullam (nascondiglio), che in ebraico ha anch’essa il valore numerico 144. Il numero 144 (2x72) appartiene alla successione di Fibonacci, è il valore dell’angolo fra due lati del Decagono, è il quadrato di 12. Il valore 144 è anche il numero delle Ore del giorno e della notte metaforicamente designate per la creazione del mondo: 24 ore x 6 giorni = 144 ore[4]. La cornice è formata da 14 per 32 quadrati bianchi, il numero totale è 14+14+32=60 quadrati bianchi. Sessanta è l’unità di misura del tempo. Secondo Plutarco, il Dodecaedro deve essere considerato come struttura del Tutto. Il dodecaedro è formato da 12 pentagoni per un totale di 60 lati. Il prodotto dei tre lati del Triangolo Sacro 3x4x5 = 60 fornisce l’unità di misura del tempo, il numero del Cielo.
 
A destra del motivo rettangolare, una nicchia quadrata con lati in rapporto 1/1 (DO), alta quanto le due nicchie precedenti, con colonne fatte con 10 tasselli, sormontata da un arco diviso in 16 pietre-tasselli. A lato una ruota formata da una corona circolare contenente 6 cerchi che s’intersecano. Assumendo come valore del diametro esterno uno, il diametro interno del cerchio della corona è 3/4 (FA). Il diametro dei sei cerchi è 1/3 del diametro esterno, terza armonica. A sinistra del rettangolo una coppia di nicchie vuote contenute in un rettangolo di proporzioni interne 4/3 (FA). L’altezza della colonna fino all’arco è fatta con 10 tasselli. Sotto come sopra l’arco, il ricorrente motivo a onda che ricorda il mare e i pesci. Al di sotto gli affreschi sono praticamente scomparsi.

Figura 5. Particolari terza arcata nord  
 
La terza arcata lato sud riporta sei nicchie, ma con un solo personaggio alla terza, Sciber (o Sceber) con abito rosso. Da una fotografia effettuata prima del restauro si legge alla seconda nicchia la scritta Imago, ma immagine di chi, perché la nicchia è vuota? Prima della nicchia successiva compare la critta Traddi. Queste due scritte non compaiono dopo il restauro.

Figura 6. Foto storica Nicchie Terza arcata Sud  
 
Sotto la cornice floreale, in alto a sinistra e sopra l’arco, una piccola nicchia le cui colonne sono formate ciascuna da 10 tasselli e con l’arco con 18 tasselli (la fotografia non permette di determinare il numero in modo univoco.  Dentro la nicchia, un albero con sette rami e tre radici madri che a loro volta si suddividono in 8 radici all’interno di una base rettangolare con i lati in rapporto 1/7.

Figura 7. Albero a 7 rami  terza arcata Sud  
 
[1] Il diciannove è l’ottavo numero primo.
[2] La radice ottava di 47 è il numero aureo 1,618...
[3] Solo il Triangolo Equilatero e il Quadrato sono scomposti con Triangoli Rettangoli, tutti gli altri poligoni sono scomposti in Triangoli Isosceli.
[4] Il moto giroscopico dell’asse terrestre che determina la precessione impiega 25776 anni per compiere una rotazione completa, mentre il moto di anticipo sul punto vernale, chiamato precessione degli equinozi, ne impiega 25920=144x180 per compiere un giro completo, durante il quale il Sole transita su ognuna delle 12 stazioni dello zodiaco per 2160 anni, spostandosi lentamente da una costellazione all’altra. Calcolando ora la differenza dei due periodi processionali, si scopre che essa è pari a 144 anni (25920-25776).
PARETI LATERALI - QUARTA ARCATA
 
Nella quarta arcata, quella adiacente al coro, 6 nicchie per lato riportano dipinti con le aureole intorno alla testa i 12 Apostoli. Osservando il lato sud, sopra le nicchie, il ricorrente motivo a triangoli affacciati, due file di 67,5 cioè 135 triangoli rossi che creano 67,5 quadrati bianchi.  Il numero 135 è scomponibile in 5x33, cinque è il numero dell’uomo, tre è il numero spirituale per eccellenza, elevato al cubo perché proiettato nelle forme solide. Sopra sette ruote contenenti fiori di Lys.
 
Figura 1. Quarta arcata lato sud
 
Più in basso, all’interno dell’arco in alto a sinistra, un disegno complesso. Sotto una copertura a triangolo formata da 8+8 tasselli, tre colonne con tre fiori di Lys, disposti a triangolo. Alla base delle colonne tre nicchie, sopra uno spazio bianco. Seguono in altezza sulle due colonne laterali 4 piccoli quadrati rossi e 4 bianchi, e sulla colonna centrale con 5 rossi e 4 bianchi e a differenza delle laterali una nicchia, poi altri 4 piccoli quadrati rossi e 4 bianchi, seguono due rettangoli armonici 1/2 che formano un quadrato bianco, su cui appoggia il fiore di Lys. Sopra gli otto quadrati delle due colonne laterali, sono posti due piccoli rettangoli armonici da cui parte un collegamento orizzontale per le tre colonne. Seguono due rettangoli armonici che formano un quadrato, quali basi per i fiori di Lys. La colonna centrale risulta più alta di 6 quadrati rispetto alle colonne laterali.
 
Figura 2. Particolari lato sinistro quarta arcata Sud
 
A sinistra una figura rettangolare formata lateralmente da due quadrati rossi e bianchi e internamente da un rettangolo ampio per 4 quadrati, in totale 6 quadrati. In verticale 5 quadrati rossi e 4 bianchi e rettangoli bianchi alti quanto 4 quadrati. In altezza 13 quadrati, la figura rettangolare ha un rapporto 8/13.
 
La figura rettangolare appoggia su una specie di scacchiera di 12x17 quadrati. Il numero dei quadrati rossi è 27+37=64, il numero dei quadrati bianchi è 72+66=138. Un cerchio con una croce templare è parzialmente sovrapposto in basso alla scacchiera.
         
Figura 3. Geometrie quarta arcata Sud
 
Sul lato destro della finestra, un’altra scacchiera, ma con quadrati ruotati a rombo, 8x11 rombi, all’interno di due file orizzontali di rombi bianchi sono raffigurati fiori di Lys!
 
Sul lato Nord sei nicchie con gli Apostoli. Al di sopra di una striscia di 2x68 triangoli rossi[1] sei riquadri senza le grandi ruote, separate da strisce verticali di una coppia di 5,5 triangoli rossi, in totale 11x7=77 triangoli, si assiste a un’ulteriore crescita.  I sei riquadri sono divisi in tre settori, uno bianco e due con motivi a onde formati da 2x6 semicerchi. Due settori in alto hanno 2x4 semicerchi e due fiori della vita creati dalla coppia dei due semicerchi. In un terzo settore le onde si sono trasformate in un motivo a sei fiori a tre petali.

Figura 4. Nicchie quarta arcata lato nord
 
In alto nell’arco a sinistra della finestra, una nicchia con colonne alte sei piccoli rettangoli, con il capitello, il settimo e un arco di 10 tasselli. All’interno un fiore di Lys. A lato un rettangolo formato da una cornice realizzata con una doppia fila di triangoli rossi che creano quadrati bianchi 9,5x12 contenente un Chrisma. Il Chrisma è contenuto in una corona circolare di diametri in rapporto 4/5 (MI). L’interno della corona circolare contiene un motivo intrecciato di onde tipico delle rappresentazioni templari, è visualizzato anche sui bracci orizzontali nel Chrisma del Portale Sud.
                
Figura 5. Particolari quarta arcata lato  nord
 
In alto a destra un rettangolo diviso in due, con cornici formate da quadrati divisi in quattro parti dalle diagonali. L’altezza è di 9 quadrati, la larghezza complessiva è di 21 quadrati. Il primo rettangolo contiene un disegno geometrico con al centro un rombo (un quadrato ruotato) con quattro archi di cerchio; ai quattro lati sono disposti quattro rettangoli bianchi con i lati in rapporto 1:2, uniti da quattro triangoli isosceli rossi di lati Uno, con rapporto 1:2 di altezza e base. I quattro vertici della figura sono occupati da un triangolo isoscele di base Due. La figura contiene 18 quadrati di lato uno, se divisi in quattro tramite le diagonali, si realizzano 72 triangoli isosceli.
 
Il secondo rettangolo contiene in un doppio cerchio (corona) di diametri 1:1 (DO) e 3:4 (FA) un secondo Chrisma. Ai vertici interni del rettangolo vi sono quattro triangoli isosceli rossi di lati uno, cioè la metà di un quadrato di lato uno, usando la stessa misura della figura a sinistra. L’interno della corona contiene due serie di triangoli rossi opposti tra loro. A destra un fiore di Lys non più contenuto in una nicchia come lo è sul lato sinistro.

In basso a sinistra una cornice contenente ruote con fiori a sei e otto petali. Si contano 9 ruote in orizzontale e forse 4 in verticale[2]. La prima fila contiene 4 ruote a otto petali con corolla centrale e 5 ruote a 6 petali: 3 petali bianchi su fondo rosso, 2 petali rossi fondo bianco. Nella seconda fila, aumenta il numero dei vortici a sei petali: 5 ruote a 6 petali e 3 ruote a 8 petali. La cornice è una variazione di quella già vista nella prima arcata, è formata da triangoli rettangoli con lati in proporzione 1:2 e figure romboidali formate dall’unione 6+2 triangoli rettangoli rossi che formano un rettangolo e da 2 triangoli rettangoli rossi in alto e in basso, in totale 10 triangoli rossi, e da spazi romboidali bianchi pari a 6 triangoli bianchi.

Figura 6. Particolari cornice


[1] Sul lato Sud una coppia di 67,5 triangoli rossi.
[2] La quarta fila non si vede eccetto una piccola frazione di ruote.
NAVATA PARETE EST
 

Figura 1. Particolari affreschi monofore lato Est

Il timpano Est (lato coro) ha in alto presso la volta, tre finestre disposte a triangolo, separate da due croci patenti templari. Sopra la volta della finestra verso parete nord, delle stelle, una ruota con cinque bracci curvi come le seconda ruota della quinta fila, con una corona composta di 27 settori. Sopra la volta della finestra verso la parete sud, delle stelle, e una ruota realizzata con una corona al cui interno un tratteggio. In cerchio interno contiene un fiore della vita a sei petali bianchi, in cerchio rosso, la sintesi. Sulla volta della finestra centrale s’intravvedono quattro stelle e 4x2=8 cerchi.

Figura 2. Vista complessiva affreschi monofore lato Est
 
Le tre finestre separate da due croci templari, sono affrescate in alto con una corona con 16 settori a forma di mattoni rossi e bianchi terminanti con due fiori di Lys. Sotto le croci due punte di frecce simili a quelle viste sotto la croce templare della prima volta, all’ingresso. Ai lati sono affrescate in modo diverso. La finestra nord due colonne riempite di puntini rossi.  La finestra lato sud con due colonne con motivo serpentino ciascuna con 8+8 triangoli opposti rossi. La finestra centrale ciascuna con due colonne con 9 triangoli rossi, sui bordi 9 cerchietti bianchi disposti in modo diverso: a nord 1+5+3, a sud 1+4+2+1.
 
Sul lato destro in alto un triangolo al cui interno troviamo il Fiore di Lys a Tre petali. I lati di questo particolare triangolo divino sono in proporzione base 4, lati 3, le cui somme danno tre numeri 6-7-10. Sotto due rettangoli, il primo dominato dai numeri 3 e 6, contenente una ruota a sei bracci curvi circondato da tre cerchi; il secondo dominato dal numero 4 e 3, contenente una ruota con otto bracci curvi che disegnano una croce templare bianca a bracci curvi su fondo rosso circondato da tre cerchi. I due rettangoli sono separati da una striscia con 6 quadrati bianchi e 12 triangoli rossi, sei per lato. Separato dalle figure precedenti, da un motivo a quadrati bianchi e triangoli rossi, un settore diviso in cinque parti, di cui la quarta parte contando dal centro è un quadrato apparentemente simile a quello del timpano dell’ingresso, o lato Ovest.

Figura 3. Timpano destro lato Est
 
Ritroviamo nel quadrato un doppio cerchio contenente anziché il simbolo del Chrisma della parete ovest, un fiore a otto petali chiari emanati da una corolla rossa il cui diametro è 1/3 rispetto a quello esterno, terza armonica. Il cerchio esterno emana 29 piccoli raggi. Ritroviamo nuovamente il numero 29, il decimo numero primo! La circonferenza esterna è inscritta in un quadrato decorato all’interno con 16 triangoli rossi in sequenza 3+4+4+5, e 4 triangoli bianchi isolati. Ai quattro vertici del quadrato troviamo un triangolo diviso in due, uno rosso e l’altro bianco, la dualità. In totale altri 4 triangoli rossi in equilibrio con i quattro triangoli bianchi. Infine, il quinto settore, un rettangolo.
 
Nel settore sottostante, un rettangolo armonico con lati in rapporto 1:2, cioè un doppio quadrato diviso in due diagonali. I Maestri d’Opera Templari, c’informano che il punto di partenza è sempre, il quadrato, le diagonali e le divisioni del quadrato che conducono, al triangolo isoscele, il cui angolo alla base è di 63° 26’, e la cui base è uguale all’altezza, il triangolo della famiglia della Sectio Aurea.

Figura 4. Il rettangolo armonico e i triangoli della famiglia della Sectio Aurea
 
Separato da un doppio motivo a onda o serpentino, formato da due periodi di oscillazioni di due onde una opposta all’altra, abbiamo l’ultimo settore con tre figure geometriche legate all’armonica. Al centro è rappresentato il modello armonico a torre appuntita visto prima. A destra vi è una crescita di sette triangoli la cui base è il doppio dell’altezza, attaccati alla figura del modello armonico per indicare le frequenze acustiche. A sinistra la figura è composta di quattro circonferenze divise da un diametro orizzontale, sormontate da un piccolo cerchio rosso. Il diametro nei quattro cerchi indica la corda che vibra nel mondo della manifestazione, indicando i primi quattro suoni, emessi dalle quattro circonferenze: DO-FA-SOL-DO’. Il cerchio scuro al di fuori dei quattro cerchi chiari, indica la Radice del Suono, che non può essere udita nei mondi fisici.
 
Sul lato sinistro, verso la parete nord, in alto troviamo due colonne unite da un arco fatto con 16 tasselli. Questo modello è ripreso nelle nicchie che ritroviamo sui lati Nord e Sud della navata, con la differenza che quest’archi sono formati da 24 tasselli. Sotto due rettangoli vuoti con i lati in proporzione 3/10. Ritroviamo la striscia con sei quadrati bianchi e sei triangoli rossi per lato, ma a differenza del lato destro, la striscia non separa i rettangoli, ma è posto a sinistra.

Figura 5. Timpano sinistro lato Est
 
Scendendo ritroviamo altri tre settori, e sopra l’arco del coro, un viso stilizzato che sembra femminile. A lato anziché ritrovare il quadrato con i triangoli del lato destro, abbiamo un abbozzo, un inizio di dipinto, apparentemente abbandonato, o un’opera incompiuta. Seguono due strisce vuote a rimarcare che il lavoro deve essere ancora compiuto.

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