Dottrina Segreta e Fisica Quantistica - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Dottrina Segreta e Fisica Quantistica

Sapienza Antica e Scienza Moderna
La prima pubblicazione del libro “Dottrina Segreta e Fisica Quantistica” risale ai primi mesi del 2013, a distanza di tre anni, l’autore ha deciso di ampliare la parte riguardante l’aspetto materia e forma, dalla galassia alla più piccola particella “omicron” nella Materia Radice dello Spazio, cui è stato dato il nome di Koilon, una sostanza incredibilmente densa. Sono aumentati i riferimenti alle Stanze di Dzyan e le interpretazioni con le ultime scoperte o ipotesi nel campo della fisica. L’autore ha rimosso gli argomenti attinenti alle Monadi umane, cioè all’evoluzione della coscienza, preferendoli trattare in modo chiaro e facendo grande uso di grafica, in altro scritto riguardante la futura Scienza dello Spirito.

Lo scopo è di colmare la frattura esistente tra la coscienza umana e quella superumana o divina, ma per operare in modo corretto occorre conoscere come siamo fatti, cioè la natura dei nostri apparati fisici intendendo il corpo vitale, il corpo emozionale e il corpo mentale, tutti formati da materia a diversa densità. Ecco spiegata l’importanza di questa prima trattazione riguardante le particelle o bolle nell’oceano quantico. L’antica sapienza che permette di creare una via un collegamento tra la coscienza ancorata nel cervello e quella del Sé reale o spirituale che caratterizzerà l’inizio di questo millennio, è nota come scienza dell’Antahkarana, detta in termini cristiani, è la via di ritorno alla Casa del Padre.
 
La Dottrina Esoterica può benissimo essere chiamata … la “Dottrina del Filo”, poiché come il Sutratma nella filosofia Vedanta, essa attraversa e lega insieme tutti gli antichi sistemi filosofici e religiosi, e … li riconcilia e li spiega. Non solo concilia i diversi sistemi in apparente conflitto, ma segue le scoperte della scienza esatta moderna, mostrando che alcune sono necessariamente corrette, poiché sono confermate negli Archivi antichi[1]. In esoterismo, gli atomi sono chiamati vibrazioni, che riempiono l’immensità dello Spazio e con le loro vibrazioni continue costituiscono quel Movimento che fa andare perpetuamente le ruote della Vita.
 
[1] H.P. Blavatsky Dottrina Segreta I, Dèi Monadi ed Atomi.
SAPIENZA ANTICA E SCIENZA MODERNA

Le Scuole di Sapienza in passato s’identificavano completamente con le Scuole Misteriche. Anticamente Scienza, Filosofia, Etica, formavano un corpo unico di insegnamento che era impartito a poche persone in genere negli antichi Templi. Esteriormente era una scuola, un collegio, dove venivano insegnate scienze, arti, etica, leggi, filantropia, internamente si fornivano le prove pratiche che permettevano di catturare i segreti dei fenomeni cosmici. Tutto ciò era noto sotto il nome di Misteri.
 
Vi era in ogni nazione antica degna di chiamarsi civile, una Dottrina Esoterica, un sistema designato con il nome di Saggezza, e coloro che si erano votati alla sua prosecuzione furono dapprima denominati uomini saggi o dotti … Pitagora chiamava questo sistema ή γνώσις τών όντων, la Gnosi o Conoscenza delle cose che sono.
 
In Occidente, Erodoto, Talete, Parmenide, Empedocle, Orfeo, Pitagora, tutti, nella loro epoca, andarono alla ricerca della Saggezza nelle Scuole Misteriche egizie, nella speranza di risolvere i problemi dell’universo. Ammonio Sacca insegnava che la Dottrina Segreta si trovava completa nei Libri di Thot (Ermete), da cui Pitagora e Platone trassero entrambi la loro conoscenza e molta della loro filosofia; e questi libri, egli dichiarava, erano “identici agli insegnamenti dei Saggi dell’Estremo Oriente”. Poiché il nome Thot significa un collegio, un’assemblea, non è per nulla improbabile che i libri siano stati così denominati essendo la raccolta delle dottrine del sodalizio sacerdotale di Memphis. Astronomo, era il titolo dato all’Iniziato che conseguiva il settimo grado, dopo di che egli riceveva il Tau, divenendo oltre che Astronomo anche Guaritore. La grande Iniziazione aveva luogo a Tebe in Egitto. Il padre della medicina moderna, Ippocrate, era sacerdote di Asceplio[1], e come tale era un Iniziato al culto di Esculapio. Il giuramento di Ippocrate[2] fatto dai medici, è un giuramento sodale, da sod o mistero, e nell’antichità veniva fatto dal candidato istruito nelle Scuole Misteriche. In Egitto i Misteri erano noti fin dall’epoca di Menes, i Greci li ricevettero solo quando Orfeo li introdusse dall’India. Secondo Erodoto, Orfeo li aveva portati dall’India, e Orfeo è di gran lunga anteriore a Omero e a Esiodo. Le famose “Quattro, ” le sedi dell’istruzione nell’antico Egitto, sono alla base di ogni conoscenza del mondo occidentale trasmesso dall’Egitto alla Grecia e poi all’Occidente[3].
 
  • Fu nel grande santuario di Tebe che Pitagora, al suo arrivo dall’India, studiò la Scienza Segreta dei numeri.
  • Fu a Memphis che Orfeo volgarizzò la troppo astrusa metafisica indiana a uso della Magna Grecia; e da qui Talete e, secoli dopo, Democrito, appresero tutto quello che sapevano.
  • A Sais spetta tutto l’onore della meravigliosa legislazione e l’arte di governare il popolo, impartita dai suoi Sacerdoti a Licurgo e Solone, che saranno entrambi oggetto di ammirazione per le generazioni future.
  • E se Platone ed Eudosso non fossero mai andati a Eliopoli, molto probabilmente l’uno non avrebbe mai stupefatto le generazioni future con la sua etica, né l’altro con la sua meravigliosa conoscenza della matematica.       
 
Anticamente I filosofi erano scienziati, e la filosofia era una vera scienza, non semplicemente verbosità dialettica com’è oggigiorno. Il termine è composto di due parole greche il cui significato è inteso a indicarne il senso segreto, e dovrebbe essere interpretato come “sapienza d’amore.” Amore non è inteso come “tenerezza”, ma è il termine usato per Eros, il principio primordiale nella divina creazione, sinonimo di πόθος, l’astratto desiderio di procreazione nella Natura, risultante in una perenne serie di fenomeni. Significa “amore divino, ” quell’elemento universale della divina onnipresenza diffuso in tutta la Natura, e che è al tempo stesso la causa principale e l’effetto. La “sapienza d’amore” (o filosofia) significava attrazione e amore di ogni cosa celata dietro il fenomeno oggettivo e la sua conoscenza. Nella sua modestia, perfino Pitagora rifiutava di essere chiamato filosofo (uno che conosce ogni cosa celata nelle cose visibili, causa ed effetto, o verità assoluta), e si definiva semplicemente un saggio, un aspirante alla filosofia, o alla Sapienza d’Amore.[4]
 
Con la chiusura di queste Scuole di Sapienza avvenne la grande separazione da una parta un certo tipo di Scienza e dall’altra parte un certo tipo di filosofia e le grandi Religioni di Stato. Dopo essersi allontanate con venti secoli di separazione, la Dottrina Segreta e la Fisica si ritrovano nuovamente assieme con la Teoria della relatività e la Fisica Quantistica.
 
Figura 1. Helena Petrovna Blavatsky

 
Alla fine del XIX secolo, nel 1888, fu pubblicata in inglese “La  Dottrina Segreta”, per opera di Helena Petrovna Blavatsky. Quest’opera ebbe un’enorme diffusione in tutto il mondo. L’autrice, quando precedentemente scrisse il libro “Iside Svelata”, fece allusione a un libro custodito segretamente in Himalaya, tanto antico che i moderni antiquari non riuscirebbero mai a mettersi d’accordo sulla natura del materiale su cui è scritto. La tradizione afferma che il libro fu trascritto in Senzar,un’antichissima lingua sacerdotale, un cifrario geroglifico.
 
Un manoscritto arcaico - una raccolta di foglie di palma rese inalterabili all’acqua, al fuoco e all’aria mediante qualche processo specifico ignoto – si trova davanti agli occhi dell’autrice.[5]
 
La “Dottrina Segreta” fu scritta facendo riferimento all’antichissimo testo il cui nome in tibetano è Libro di Dzyan, diviso in Stanze e in Shloka. Le Stanze che formano le tesi di ciascuna parte sono tradotte in linguaggio moderno, lasciando stare i vocaboli intraducibili perché la fraseologia arcaica risulterebbe incomprensibile. Nel 1988, al tempo del centenario della pubblicazione della Dottrina Segreta, in un simposio a Culver City, California, leader americano teosofo, Jerry Hejka-Ekins ha osservato:
 
È improbabile che un recensore di libri di ricezione La Dottrina Segreta nel 1888 avrebbe giudicato il lavoro come uno che non sarebbe durato oltre un paio di ristampe. Un lavoro pesante di circa 1500 pagine, pieno di termini filosofici e religiosi dell'Estremo Oriente in contrasto con scienza del diciannovesimo secolo e le sue teorie ora scartate. Ma in qualche modo, dopo un centinaio di anni, la Dottrina Segreta rimane in stampa ed è ancora in fase di studio ...
 
La nipote di A. Einstein, nel 1960 ad Adyar, dichiarò che lo zio teneva sempre una copia della “Dottrina Segreta” sul suo tavolo di lavoro. L’astronomo svedese Gustaf Stromberg intimo di A. Einstein era un seguace degli insegnamenti di H.P. Blavatsky, e forse fu la persona che diede la “Dottrina Segreta” ad Einstein. Psicologi della statura di Campbell e Jung hanno dimostrato profondo interesse per gli scritti teosofici di H.P. Blavatsky. Sylvia Cranston, scrivendo un libro sulla biografia di Helena Blavatsky ci informa che una parte del mondo scientifico è fortemente interessata a quanto riportato nella Dottrina Segreta.
 
L’autrice di questo libro apprese durante una visita a Boston e Cambridge nel 1982 che docenti e studenti di chimica del Massachusetts Institute of Technology (MIT) formulavano progetti per indagare su alcuni insegnamenti de La Dottrina Segreta collegati alle loro specializzazioni. Nel 1988 si venne a sapere tramite il dottor Philip Perchion, uno scienziato che aveva lavorato alla bomba atomica, che docenti e studenti del MIT avevano costituito una società alchemica e studiavano regolarmente La Dottrina Segreta. Perchion disse inoltre che lui e diversi docenti di chimica, perlopiù professori del MIT in pensione, si incontravano periodicamente per discutere La Dottrina Segreta all’Harvard Club di New York.
 
Dopo la pubblicazione della Dottrina Segreta per opera di H.P. Blavatsky, apparve un articolo intitolato “Chimica Occulta” in Lucifer nel 1895, l’anno in cui A. Besant e C.W. Leadbeater iniziarono la loro collaborazione. I risultati delle prime indagini chiaroveggenti furono raccolti e pubblicati nella prima edizione di Chimica Occulta nel 1908, una ristampa del primo materiale fu pubblicata nel 1919. Il complesso delle osservazioni chiaroveggenti degli elementi chimici di Besant e Leadbeater è stato infine raccolto e pubblicato postumo in una terza edizione di Chimica Occulta nel 1951. La capacità di vedere le cose invisibili di piccole dimensioni è uno degli otto siddhi o poteri psichici[6], dello yoga descritti da Patanjali (400 a.C.).
 
Nel 1905 Albert Einstein  pubblicò tre articoli a contenuto fortemente innovativo, riguardanti tre aree differenti della fisica, dimostrò la validità della teoria dei quanti di Planck, espose la teoria della relatività ristretta, che precede di circa un decennio quella della relatività generale. Nel 1926 Schröedinger scrisse una serie di quattro articoli in cui mostrò che una meccanica ondulatoria possa spiegare l’emergere di numeri interi e dei quanti, gli insiemi di valori discreti anziché continui. In meccanica quantistica, lo stato di una particella è descritto da una funzione d’onda stazionaria. Nel 1925 venne pubblicato da A.A. Bailey, il “Trattato del Fuoco Cosmico” il cui contenuto è l’insegnamento fornito dal Maestro D.K. noto come il Tibetano, il trattato rappresenta l’insegnamento più rilevante fornito dal Tibetano nel corso della sua collaborazione trentennale con Alice Bailey. Quest’opera monumentale era stata annunciata alla fine dell’Ottocento dalla Blavatsky, istruita dal medesimo Maestro per la stesura della “Dottrina Segreta”. Il Maestro Djwal Khul è stato l’istruttore sia di A.A. Bailey, e sia di Besant Leadbeater, inoltre i chi dettò gran parte de “La Dottrina Segreta” a H. P. Blavatsky e le mostrò molte illustrazioni, fornendo inoltre la maggior parte dei dati contenuti in quell’opera, pertanto è il personaggio cardine di questa opera.
 
Nella seconda metà del XX secolo la teoria di campo quantistica è stata estesa alla descrizione delle interazioni forti che avvengono all'interno del nucleo fra i quark e gluoni, con la cromodinamica quantistica. Alla fine del 1970 Stephen Phillips, allora studente laureato in fisica presso l’Università della California, conseguì la laurea utilizzando alcuni dei diagrammi riportati in Chimica Occulta. Il dottor Phillips scoprì chele descrizioni chiaroveggenti di Besant e di Leadbeater degli elementi chimici erano completamente in linea con le teorie Quark, Quantum Chromodynamic e delle Super-Stringhe della moderna fisica subatomica. Fornì questi dettagli in un suo libro del 1980, in cui Phillips riconcilia la Chimica Occulta con la fisica moderna dei quark. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare la maggior parte dei fisici, ha considerato seriamente e con interesse il lavoro dei due chiaroveggenti, e il risultato finale è stato un importante validazione tecnica dei dati ottenuti da Leadbeater e Besant. Stephen Phillips ha reinterpretato Besant e Leadbeater precisando che gli Anu non sono gli atomi, ma dei sub-quark. In Chimica occulta Besant e Leadbeater hanno descritto la natura sub-quantica della materia fisica nel 1895,con un secolo di anticipo! L’Anu descritto in Chimica Occulta è stato chiamato UPA (Ultimate-Physical-Atom). Anu è uno dei nomi di Brahmâ, distinto da Brahman, e significa “atomo”: anîyâmsam aniyasâm, “il più atomico degli atomici l’immutabile ed imperituro (achyuta) Purushottama”.
 
L’Idea Divina di Platone, istruito nei Misteri, nel Timeo è descritta muoversi nell’Æther. Nel 19° secolo l’Etere era pienamente accettato nella scienza, per poi nel 20° secolo essere negato e abbandonato! Ora dopo più di cento anni l’Etere torna da protagonista nella fisica. La nuova teoriaCinetica Subquantica” è un nuovo paradigma microfisica che incorpora concetti sviluppati nel campo della teoria dei sistemi e termodinamica di non equilibrio. Invece di cominciare le osservazioni fisiche, la cinetica subquantica inizia postulando una serie di ben ordinati processi di reazione,che collettivamente, compongono quella che viene definito l’Etere di trasmutazione primordiale composto sottili “Etheron”o particelle. David Thomson e Jim Bourassa hanno fondato il Quantum Æther Dynamics Institute e stanno sviluppando indipendentemente un modello eterico che integra e unifica la meccanica quantistica, la teoria della relatività e la teoria delle stringhe.
 
Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, siano capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia si tratti di metri o di miliardi di chilometri. Significa che siamo fondamentalmente UNO, uniti nell’Unico Campo Cosciente e che le “distanze locali” sono solo un’illusione perché la materia non è altro che Pura Coscienza-Energia (Intelligenza) condensata in forme differenti (locali). I fisici quantistici hanno scoperto che la materia è “vuota”, e che materia non è ma un’informazione-pensiero condensata.
 
[1] Imhotep fu divinizzato alla sua morte e per i Greci divenne tutt’uno con Esculapio, il dio della medicina.
[2] “Ippocrate aveva una tale fede nell’influenza delle stelle sugli esseri umani, e sulle loro malattie, che esplicitamente raccomandava di diffidare dei medici che fossero ignoranti di astronomia” (Arago).
[3]Diogene Laerzio scrive che Democrito, il padre dell’atomo, studiò per un tempo considerevole presso i sacerdoti egiziani.
[4] Dottrina Segreta III, 295.
[5] Helena Petrovna Blavatsky, Dottrina Segreta I, Introduzione.
[6] A. Besant e C.W. Leadbeater ammisero di essere stati addestrati per sviluppare i poteri psichici dai Maestri orientali noti ai teosofi sotto il nome di Koot Hoomi e Djwal Khul (abbreviato D.K.) detto anche il Tibetano.
DUE DOTTRINE A CONFRONTO
 
 
La Dottrina Esoterica può benissimo essere chiamata … la “dottrina del filo”, poiché come il Sutratma nella filosofia Vedanta, essa attraversa e lega insieme tutti gli antichi sistemi filosofici e religiosi, e … li riconcilia e li spiega. Non solo concilia i diversi sistemi in apparente conflitto, ma segue le scoperte della scienza esatta moderna, mostrando che alcune sono necessariamente corrette, poiché sono confermate negli Archivi antichi[1]. In esoterismo, gli atomi sono chiamati vibrazioni, che riempiono l’immensità dello Spazio e con le loro vibrazioni continue costituiscono quel Movimento che fa andare perpetuamente le ruote della Vita.
 
La teoria della relatività di Einstein dimostra la relatività dello spazio e del tempo e la loro intima connessione. Non esiste un fluire universale del tempo, la sua valutazione dipende dalla nostra posizione spaziale e dalla velocità alla quale ci spostiamo in rapporto al fenomeno osservato. Le nostre esperienze esistono al di fuori del sistema Newtoniano perché dipendono dalla personale valutazione e questa stessa valutazione dipende dal proprio livello di comprensione e dal punto di osservazione. Nella fisica moderna, la massa non è più associata a una sostanza materiale, e quindi le particelle sono viste come “pacchetti di energia”.
 
Una mattina il giovane Werner Heisenberg[2] scoprì leggendo il Timeo di Platone, una descrizione del mondo matematica e geometrica, rimase affascinato dall’idea che con questi modelli geometrici potrebbe essere possibile descrivere matematicamente l’Universo.
 
Platone ha stabilito definitivamente la strada della fisica moderna perché le unità minime della materia non sono oggetti nel senso consueto del termine: sono forme, strutture - idee, nel senso di Platone - di cui si può parlare solo nel linguaggio matematico … Ma la somiglianza le moderne visioni con quelle di Platone e dei Pitagorici può essere realizzata sempre più. Le particelle elementari nel Timeo di Platone sono finalmente non sostanza ma forme matematiche. “Tutte le cose sono numeri” è una frase attribuita a Pitagora. Le uniche forme matematiche disponibili in quel momento erano tali forme geometriche come i solidi regolari o dei triangoli che formano la superficie. Nella moderna teoria quantistica non vi può essere alcun dubbio che le particelle elementari sono finalmente anche forme matematiche, ma di natura molto più complicata. I filosofi greci pensavano a forme statiche e le hanno trovate nei solidi regolari. La scienza moderna, tuttavia, ha fin dal suo inizio nei secoli XVI e XVII iniziò dal problema dinamico. L’elemento costante nel campo della fisica dai tempi di Newton non è una configurazione o una forma geometrica, ma una legge dinamica. L’equazione del moto resta in ogni momento, è in questo senso eterna, mentre le forme geometriche, come le orbite, cambiano. Pertanto, le forme matematiche che rappresentano le particelle elementari saranno le soluzioni di una legge eterna di moto per la materia. Questo è un problema che non è stato ancora risolto.[3]
 
Heisenberg, nel 1927, con il principio di indeterminazione, ha dimostrato che quello che noi osserviamo non è la verità ma il risultato dell’interazione tra un fenomeno e l’osservazione del fenomeno, in altre parole l’osservatore con la sola osservazione condiziona il fenomeno osservato. Invero è stato addirittura dimostrato che non è necessario osservare un fenomeno per condizionarne il comportamento ma è sufficiente pensare a esso. Heisenberg con Nils Bohr formulò l’interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica.
 
Figura 1. Bohr stemma araldico
 
 
Le connessioni di questo pensiero con la filosofia taoista sono evidenti e non casuali. Al punto che, quando nel 1947 gli fu conferito l’Ordine dell’Elefante, Bohr scelse come stemma araldico il diagramma Tai Chi, il cerchio chiaro e scuro che rappresenta la complementarità dello Yin e dello Yang, e come motto “Contraria sunt complementa” (gli opposti sono complementari).Scegliendo questo simbolo Niels Bohr riconobbe una profonda armonia tra l’antica saggezza orientale e la scienza occidentale moderna[4]. La frase di Bohr riecheggia l’antico adagio buddista secondo cui: “tutte le cose si condizionano l’un l’altra, nulla esiste per sé solo”.
 
Nell’universo della fisica classica, tutto si spiega con i movimenti dei corpuscoli materiali che obbediscono alle leggi in modo meccanico. In tale visione del mondo materialista e determinista, non c’è posto per lo Spirito. La nuova fisica evidenzia che è impossibile capire il funzionamento di una parte senza considerarla integrata con le altre parti. La funzionalità della parte dipende imprescindibilmente dalla funzionalità dell'insieme. Questa considerazione si applica a tutti i sistemi, Uomo e società compresi. Grichka Bogdanov, fisico russo, nel libro di Jean Guitton “Dio e la scienza” dice che:
 
È un fatto che sono sempre più numerosi i fisici che ritengono che l'universo non sia altro che una specie di quadro informatico, una vasta matrice di informazioni. La realtà dovrebbe allora apparire come una rete di interconnessioni infinite, una riserva illimitata di piani e di modelli possibili che s’incrociano e si combinano seguendo leggi che ci sono inaccessibili e che forse non capiremo mai.
 
La fisica dei quanti sta dimostrando che la materia è soltanto la manifestazione di campi di energie e che questi ultimi sono portatori di informazioni. Uno degli aspetti imprevedibili della realtà quantica è la non-separabilità, cioè la totalità indivisibile della realtà. Contrariamente alla fisica classica, la fisica quantica ci permette di assumere una visione della realtà non fondata su una natura materiale ma piuttosto su una Coscienza. La Dottrina Segreta dice che:
 
1.  L’Universo in realtà non è che un’enorme aggregato di stati di coscienza[5].
2.  Ogni atomo dell’universo è dotato di coscienza[6].
 
Degli esperimenti dimostrano che, in certe circostanze, i sistemi quantici cambiano il loro comportamento, quando cambia l’informazione che li riguarda. Essi rispondono a un cambiamento di informazione, come se fosse importante ciò che pensiamo su di essi. Al livello delle particelle elementari, degli stati mentali diventano stati materiali. Il Verbo si è fatto carne. Gli stati non osservati delle onde di potenzialità assomigliano a pensieri. I risultati dei salti quantici sono delle entità materiali. L’attualizzazione è la materializzazione. Tutto ciò che il re Mida toccava si trasformava in oro. Tutto ciò che noi tocchiamo osservandolo si trasforma in materia.
 
L’atomo è divisibile e deve essere composto di particelle o subatomi. [...] È sulla dottrina della natura illusoria della materia e dell’infinita divisibilità dell’atomo che si fonda l’intera scienza dell’Occultismo[7].
 
I fisici che tendono a pensare alla materia come a qualcosa d’inanimato e meccanico sono concettualmente sulla pista sbagliata. Al livello più minuscolo, la materia sembra comportarsi molto più come un qualcosa di biologico e vivente. Ogni atomo, come la monade di Leibniz, è in sé un piccolo universo e manifesta un certo grado di coscienza.
 
Figura 2. Campo senziente Q*
 
 
Per la fisica dei quanti, esiste attualmente un intero Universo che si muove attraverso il panorama di un campo di energia senziente Q*. È quello che Stephen Hawking[8] chiama la Mente di Dio. Il campo di informazione fu chiamato “La Forza” nel film “Guerre Stellari”. Stephen Hawking, nel suo libro “Breve storia del tempo, dal big bang ai buchi neri” rivela che in un primo momento credeva in un “universo aperto” in cui il cosmo fosse destinato a una espansione permanente.
 
“È un’interessante riflessione sul clima generale di pensiero prima del XX secolo il fatto che nessuno avesse mai suggerito che l’universo fosse in espansione o in contrazione. Era generalmente accettato che l’universo o fosse sempre esistito in uno stato immutabile oppure che fosse stato creato in un certo momento finito del passato, più o meno così come lo osserviamo oggi”.
 
Il ricercatore Paul LaViolette[9] crede che la cosmologia degli antichi sia una miglior alternativa che non soffre dei problemi della singolarità[10] del Big Bang. Esaminando da vicino i miti di creazione dell’antico Oriente e del Mediterraneo, Paul LaViolette vede molti parallelismi con le scoperte attuali della fisica. In realtà, le storie antiche sembrano essere un linguaggio quasi codificata della scienza, e che una teoria della cosmologia emerge da queste storie di ordine dal caos.
 
La lingua simbolica, ormai del tutto morta, apparteneva al linguaggio dei Misteri, A. K. Coomaraswamy afferma che ogni simbolo porta con sé molteplici significati, perché è costruito sulla Legge di Corrispondenza e Analogia che lega fra loro tutti i mondi o tutti gli stati di esistenza.
 
Il simbolismo è un linguaggio e una forma di pensiero esatto, una lingua ieratica e metafisica, non una lingua determinata da categorie somatiche e psicologiche. Suo fondamento è la corrispondenza analogica fra tutti gli ordini della realtà e gli stati dell’essere o livelli di riferimento; e perché “questo mondo è ad immagine [specchio] di quello e viceversa”.[11]
 
Paul LaViolette e i suoi colleghi considerano l’universo un’entità in continua espansione e contrazione, senza inizio né fine, proprio come è affermato dall’insegnamento orientale. Gli astronomi hanno riferito oggi di avere confermato l’esistenza di una delle più grandi concentrazioni di galassie e di materia mai scoperte, chiamata “grande attrattore” e distante 150 milioni di anni-luce dalla terra, l’enorme struttura esercita una costante attrazione gravitazionale sulla Via Lattea e su milioni di altre galassie. Nella Dottrina Segreta la realtà Unica assoluta SAT, Esseità piuttosto che Essere, è simboleggiata sotto due aspetti:
 
  • Primo, lo Spazio Astratto assoluto[12], rappresentante la pura soggettività, la sola cosa che nessuna mente umana può escludere da qualsiasi concezione né concepire di per sé.
  • Secondo, il Movimento Astratto assoluto, il Grande Soffio, rappresentante la Coscienza Incondizionata.
   
La Dottrina Esoterica, come il Buddhismo e il Brahmanesimo, insegna che l’Essenza Unica, infinita e sconosciuta, sussiste da tutta l’Eternità, divenendo passiva o attiva in successioni regolari e armoniche. Queste condizioni sono chiamate dalla filosofia indù i Giorni di Brahma quando Egli è “sveglio”, e Notti, quando Egli è “addormentato”. Il precedente Universo si è dissolto nella sua Causa primordiale ed eterna, e si è, per così dire, si è disciolto nello Spazio. Secondo l’Insegnamento orientale, alla fine della Notte Cosmica, quando giunge il Periodo[13] dell’Attività, nella pura Soggettività dello Spazio Astratto[14], si produce una naturale espansione dall’interno verso l’esterno: un flusso dovuto al Movimento del Grande Soffio. Platone chiama Theos questo Grande Soffio, nel Cratilo lo fa derivare dalla parola the-ein, che significa muovere. Ciò che è privo di movimento non può essere Divino. La divinità è assimilata a un incessante movimento, l’Eterno Divenire, un Moto Perpetuo. L’apparizione e la sparizione dell’Universo è rappresentata come un’espirazione e un’inspirazione del “Grande Soffio”, che è eterno e che, essendo Moto, è uno dei tre simboli dell’Assoluto — lo Spazio Astratto e la Durata ne sono gli altri due. Quando il Soffio Divino è inspirato: l’Universo sparisce nel seno dello Spazio, della Grande Madre.
 
La moderna Teoria dell’Inflazione Cosmica afferma che l’universo non è in espansione nello spazio, anzi lo spazio stesso si sta espandendo, trascinando stelle e galassie nella sua scia. Secondo questa teoria tutto l’universo osservabile ha avuto origine, con un processo sviluppatosi per causa-effetto, in una piccola regione. Da dove viene tutta la materia? La teoria della relatività afferma che la materia non può essere né creata né distrutta, quindi se non è stata creata deve essere energia che è stata trasformata in materia. Dov’era l’energia? È sempre esistita e viene periodicamente risvegliata nel Big Bang. Questa Teoria si accorda con quanto affermano gli antichi testi religiosi orientali sui Giorni e Notti di Brahma sull’espirazione e l’inspirazione dell’Universo. Gli scienziati ritengono che il nostro universo esisteva all’interno di un meta-universo o metaverso che è senza tempo ed eterno perché è un vuoto assoluto e totalmente non manifesto, il vuoto, lo zero la non-esistenza. Esistenza negativa non significa che non esiste, vuol dire che esiste al di là dello spazio e del tempo in una realtà che non possiamo nemmeno cominciare a comprendere. L’Infinito è il metaverso, il passivo Creatore, l’Ain Soph della Kabbalah, il Parabrahman dell'induismo, la somma totale di vita positiva e negativa. L’Infinito è una Divinità passiva che fornisce e mantiene la Materia Primordiale e l’Energia del meta-universo necessaria ai suoi Figli, i Logos, per costruire i propri universi.
 
Generalmente dopo un’esplosione c’è una rapida espansione iniziale seguita da un rallentamento graduale. Non così con il nostro universo - la sua espansione sta accelerando, a 14 miliardi di anni dopo il Big Bang! La ragione dell’accelerazione sembra essere un aumento nella quantità di energia oscura[15], che produce un effetto di vuoto conseguente espansione sempre più rapida. Questo afflusso successiva di energia da una fonte più alta non è chiaramente quello che ci si aspetterebbe da un’esplosione. Così il Big Bang sembra essere sotto una sorta di controllo esterno di una Mente Cosmica.
 
Le Stanze di Dzyan descrivono l’espansione della tela dell’Universo sotto l’azione del “Respiro di Fuoco”. L’espandersi ed il contrarsi della “Tela”, cioè la stoffa del mondo, o atomi, esprime qui il movimento pulsatorio; perché la contrazione e l’espansione regolari dell’Oceano infinito ed illimitato sono la causa della vibrazione universale degli atomi. Il Grande Soffio è la fonte della Forza che muove la materia dello Spazio. Il movimento del Serpente Igneo, pittorescamente descritto come il Drago di Fuoco, è oscillatorio come l’onda generata dall’oscillazione armonica di una corda musicale.
 
Figura 3. Il Serpente Igneo dello Spazio infinito
 
 
 
Prima che il nostro globo prendesse la forma ovale (e così pure l’Universo), una lunga striscia di polvere cosmica (o nuvola di fuoco) si muoveva e si attorcigliava nello Spazio come un Serpente, che soffiava fuoco e luce sulle acque primordiali, fino a che, covata la Materia Cosmica, le fece assumere la forma anulare di un serpente che si morde la coda — il che simboleggia non solo l’eternità e l’infinitudine, ma anche la forma sferica di tutti i corpi formatisi nell’Universo da quella nebbia ardente.
 
La tradizione nordica occidentale narra di un Drago di Fuoco che era apparso all’improvviso da una voragine che si era aperta sull’abisso primordiale. Il mito narra che per prima cosa il Drago, si rannicchiò su se stesso chiudendosi come l’uovo generatore per poi si alzarsi in piedi e stendersi in tutta la sua altezza aprendo le braccia, che diventarono gigantesche e possenti ali, dispiegandole in tutta la loro estensione. A questo punto il Drago lanciò il suo possente urlo verso il grande spazio oscuro che lo circondava, tanto forte da risvegliare la vita che esso nascondeva. Il suo urlo rappresenta il primo suono della Natura. Il Drago accennò al suo primo passo di danza. Una citazione che unisce indelebilmente il Drago primordiale alla danza sacra della Kemò-vad, la “danza nel vento”, la danza di Shiva. All’inizio il Drago Fiammeggiante, che come il Dio egizio Non-Rivelato Kneph, che cinge l’urna delle Acque dello Spazio, e la cui testa vi ondeggia sopra,emette un Soffio, un Sibilo, un Suono, che provoca una depressione nelle Acque dello Spazio, intorno alla quale si formerà il corpo sferico dell’Universo.
 
Figura 4. La Danza di Shiva
 
 
Shiva è anche chiamato il «Signore della Danza», la cui danza cosmica è ciò tramite cui l’universo viene manifestato, preservato e infine riassorbito. La danza è simbolo dell’eterno mutamento della natura, dell’universo manifesto, che attraverso una danza scatenata Shiva equilibra con armonia, determinando la nascita, il moto e la morte di un numero infinito di corpi celesti.
 
Quando Shiva inizia a danzare l’Universo si dissolve e la sua energia diminuisce sempre di più fino a concentrarsi in un singolo punto, questo punto lentamente si dissolve, lasciando solo un tenue suono, una vibrazione primitiva, di intensità sempre più debole, per assestarsi a valori impercettibili.
 
L’attività di Shiva, per usare le parole di Ananda Coomaraswamy, è l’immagine più chiara dell’attività di Dio in qualsiasi arte o religione possa vantarsi. Il fisico teorico F. Capra scrive che la danza di Shiva è la danza dell’universo: il flusso incessante di energia che attraversa una infinita varietà di configurazioni che si confondono l’una nell’altra. La danza di creazione e distruzione è la base dell’esistenza stessa. Per i fisici moderni la danza di Shiva è la danza della materia subatomica.
 
« Cinque anni fa ebbi una magnifica esperienza che mi avviò sulla strada che doveva condurmi a scrivere questo libro. In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. […] Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; «vidi» scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti; «vidi» gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a quella danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne «sentii» la musica: e in quel momento seppi che questa era la danza di Shiva, il Dio dei Danzatori adorato dagli Indù.[16] »
 
Secondo Fritjof Capra, il fisico non deve osservare ma partecipare: “L’idea di «partecipazione invece di osservazione» è stata formulata solo recentemente nella fisica moderna, ma è un’idea ben nota a qualsiasi studioso di misticismo. La conoscenza mistica non può mai essere raggiunta solo con l’osservazione, ma unicamente mediante la totale partecipazione con tutto il proprio essere”.
 
Passando dalla condizione inerziale allo stato di movimento rotatorio, lo Spazio interessato dall’azione del Drago Fiammeggiante, assume una forma sferica. I miti narrano che il Serpente espelle un Uovo, l’Universo, il buco bianco della Scienza. Alla fine della manifestazione il serpente ingoia l’Uovo. La bocca del Serpente è alternativamente un buco bianco e un buco nero nello spazio. I modelli matematici e fisici dell’universo prevedono che dapprima con il Big Bang esso si espanda e poi che la forza gravitazionale prevalga e tutto comincia a contrarsi fino ad implodere nel Big Crunch. Poiché le leggi della fisica sono simmetriche rispetto al tempo, devono esistere singolarità[17] antitetiche ai buchi neri. Mentre un buco nero cattura la materia e la luce che entra nel suo campo gravitazionale, un buco bianco[18] emette luce e materia in modo violento, ma nel quale nulla può entrare. Per la Dottrina segreta, la Gravitazione, è la Regina e sovrana della Materia.
 
Nel 1950, attraverso uno scritto di A.A. Bailey, il Maestro D.K. precisa che il merito della nuova visione dell’Universo non spetta agli esoteristi nonostante le battaglie ideologiche con i custodi ortodossi della Scienza e della Religione il grande impegno profuso da H.P. Blavatsky.
 
I teosofi e altri sono orgogliosi di essere all’avanguardia del pensiero umano, ma ciò non è esatto. H.P.B., iniziato di alto rango, presentò degli insegnamenti precedendo la scienza, ma ciò non vale per altri esponenti teosofici. La scoperta che tutte le forme manifestate sono forme di energia e che quella umana non vi fa eccezione, è un dono della scienza all’umanità e non dell’occultismo. Così pure la dimostrazione che luce e materia sono termini sinonimi è una conclusione scientifica. Gli esoteristi lo hanno sempre saputo, ma con il loro modo aggressivo e sciocco di presentare le verità hanno molto ostacolato l’opera della Gerarchia. Spesso i Maestri hanno deplorato i metodi dei teosofi e di altri gruppi. Quando apparve la nuova presentazione dell’insegnamento occulto, tramite l’ispirata attività di H.P.B., alcuni teosofi (e il loro numero crebbe con il passare degli anni) lo esposero in tale maniera da travisarlo, tanto da offendere la percezione intellettuale della maggior parte dei ricercatori e degli uomini intelligenti[19].
 
La Scienza e lo Spirito stanno convergendo in una consapevolezza unificata, dove le ricerche puramente metafisiche e puramente fisiche della conoscenza diventano perfettamente integrate.
 
[1] H.P. Blavatsky Dottrina Segreta I, Dèi Monadi ed Atomi.
[2] Assieme a Bohr, formulò l’interpretazione della meccanica quantistica. La sua prima formalizzazione della meccanica quantistica, risale al 1925 con:“Il principio di indeterminazione”. Ricevette il Premio Nobel per la fisica nel 1932.
[3]Heisenberg, Fisica e Filosofia: La rivoluzione nella scienza moderna.
[4]Fritjof Capra, IL Tao della Fisica.
[5] S.D., II, 633; I, 70, 626.
[6]S.D., I, 105; II, 709, 742.
[7] H.P. Blavatsky,  La Dottrina Segreta I, pag. 519-20.
[8] Fisico e cosmologo inglese (Oxford 1942). Ha studiato presso le Università di Oxford e Cambridge. Nonostante un grave handicap dei movimenti e della parola, è divenuto professore di matematica e fisica teorica a Cambridge e ha conseguito importanti risultati scientifici elaborando una teoria della relatività quantizzata per spiegare alcuni fenomeni cosmologici, quali il Big Bang e i Buchi Neri.
[9]Paul A. LaViolette, Ph.D, è l’autore di The Talk della Galassia, Terra Under Fire, Genesi del Cosmo (Al di là del Big Bang), cinetica di Subquantum, ed editore di una visione sistemica dell'uomo.
[10]Una singolarità è un punto dello spazio-tempo (considerato come una stessa entità geometrica) in cui la forza gravitazionale diviene infinita e quindi la teoria della Relatività Generale di Einstein non a spiegare più nulla.
[11] Ananda K. Coomaraswamy, Il Grande Brivido, pag. 162, Adelphi. Ananda K. Coomaraswamy è stato l’esempio perfetto di quella fusione fra Oriente e Occidente che pochissimi sono riusciti ad attuare. In più di mille pubblicazioni, fra il 1904 e il 1947, ha toccato i più svariati temi del pensiero, dei riti, della simbolica e dell’arte occidentali e orientali.
[12] Lo Spazio Astratto nel catechismo Senzar è chiamato la Radice della Materia.
[13] Il Tempo Infinito è chiamato Kala.
[14] I filosofi della più antica Scuola di Buddhismo che esiste ancora in Nepal, speculano soltanto sulla condizione attiva di questa Essenza, e non vogliono teorizzare sul potere Astratto ed Inconoscibile nella sua condizione passiva.
[15] L’attuale “Modello Standard” dei fisici afferma che l’universo è composto di circa il 4%, la materia visibile, il 23% di materia oscura e il 73% di energia oscura. Questa materia ed energia oscura è l'energia-materia dei piani di Materia delle cosmogonie indù e buddiste e delle dimensioni nascoste spaziali della teoria delle stringhe.
[16]  Fritjof Capra, Fisico e teorico dei sistemi è saggista di fama internazionale - Il Tao della fisica, Adelphi, 1993, pp. 11-12.
[17]Una singolarità gravitazionale è un punto dello spazio-tempo in cui il campo gravitazionale ha tendenza verso un valore infinito. L’universo ha avuto inizio con una singolarità gravitazionale (il Big Bang) e avrà fine con essa.
[18]Albert Einstein e Nathan Rosen furono i primi a parlare di buco bianco come d’ipotetica controparte di un buco nero.
[19] A.A. Bailey, Telepatia e veicolo eterico
LA STRUTTURA DELLA MATERIA SECONDO LA SCIENZA
 
Le due grandi figlie della fisica e matematica del novecento: la relatività generale e la meccanica quantistica si scontrarono dividendo la comunità scientifica in schieramenti opposti. A. Einstein aveva capito che non viviamo in un universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate. La teoria della relatività di Albert Einstein ha superato la legge dell’inconciliabilità delle contraddizioni dualistiche quando ha dimostrato all’umanità che massa e energia sono manifestazioni diverse della stessa cosa, ovvero quando ha compreso che la luce è sia onda sia particella, realtà che si integrano invece che escludersi reciprocamente.
 
Secondo la Teoria dei Quanti sia la luce che le particelle che costituiscono gli atomi e cioè gli elementi fondamentali  che compongono la materia  sono costituite da minuscoli concentrati di energia detti quanti, che  hanno una duplice natura: ondulatoria e corpuscolare. Le particelle subatomiche che formano la materia, si manifestano soltanto all’atto dell’osservazione. All’atto dell’osservazione, una particella prende vita occupando una delle possibilità, solitamente quella che ci aspettiamo. Se due particelle si fanno interagire per un certo periodo e quindi sono separate, quando si sollecita una delle due in modo da modificarne lo stato, istantaneamente si manifesta sulla seconda una analoga sollecitazione a qualunque distanza si trovi rispetto alla prima. Tale fenomeno è detto “Fenomeno dell’Entanglement”.
 
Secondo la Teoria delle Stringhe e delle superstringhe, le ipotesi di natura corpuscolare e ondulatoria della materia non sono alternative. La Teoria delle Stringhe è stata proposta inizialmente nel secolo scorso negli anni sessanta, come un modo teorico per conciliare i due schieramenti della meccanica quantistica e della relatività generale
 
I fisici della teoria delle super stringhe, sono convinti di avere finalmente intrapreso la strada giusta, dopo decenni di sforzi alla ricerca della teoria in grado di unificare la fisica. Grazie a due svolte decisive realizzate rispettivamente nel 1968 e nel 1995. La prima ad opera di un italiano, Gabriele Veneziano, e di una sua brillante intuizione. Poniamo che la realtà ultima del mondo, sosteneva e sostiene il fisico teorico torinese, non sia costituita da particelle puntiformi, ma da stringhe, da piccole corde. Il dr. Deepak Chopra, nel suo libro “Quantum Healing”, scrive: “Le particelle subatomiche più fini sarebbero onde di forma, vibrazioni chiamate superstringhe, cioè corde ultrasensibili, perché reagiscono esattamente come le corde di un violino”. Se applichiamo a queste cordicelle le leggi della meccanica quantistica le stringhe iniziano a vibrare. A suonare, come corde di violino. E a ogni modo di vibrazione, a ogni nota di quelle corde del violino cosmico, corrisponde una particella o una forza della Natura.
 
Figura 1. Stringhe
 
 
La teoria delle stringhe, talvolta definita teoria delle corde, è una teoria della fisica che ipotizza che la materia, l’energia e in alcuni casi lo spazio e il tempo siano in realtà la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto stringhe. La teoria delle stringhe afferma che la materia è composta di minuscole corde vibranti in uno spazio multidimensionale, e la realtà del mondo sia costituita da piccole corde, da stringhe, infinitamente piccole, che si estendono nello spazio a una dimensione. A un livello più microscopico, la materia appare composta di particelle che in realtà sono aggregati di cariche energetiche. La moderna teoria delle stringhe non nega il ruolo essenziale delle particelle, ma ritiene che esse non siano puntiformi, ma siano costituite da un sottile filamento di energia, centinaia di miliardi più piccolo di un nucleo atomico.
 
La teoria ipotizza che gli elettroni e i quark dentro un atomo non sono oggetti a zero dimensioni ma stringhe a una dimensione. Queste stringhe si possono muovere e vibrare, dando alla particella in causa uno spin (rotazione), una massa, un sapore ed una carica. Un filamento di energia che è paragonabile a una cordicella, come quella di un violino, in continua vibrazione. Ogni particella contiene un filamento, una stringa che danza, vibra, suona, oscilla. Alla base della teoria delle stringhe c’è l’ipotesi che le particelle siano increspature di uno spazio-tempo a multi dimensioni nel quale solo tre più il tempo si sono espanse mentre le altre sono rimaste collassate alla dimensione alla grandezza di Planck di 10-33 metri.
 
La teoria delle stringhe sostiene che associate ad ogni punto dello spazio-tempo composto di Quattro dimensioni (tre per lo spazio più una per il tempo) e che ve ne siano raggomitolate altre Sei dimensioni, in totale Dieci, la Tetractis Pitagorica!  Quindi, secondo la teoria delle stringhe, sei (o più) dimensioni nascoste dello spazio deve esistere oltre la nostra percezione. È interessante notare il parallelo con altri sei piani di esistenza, sette con il nostro piano fisico che è il più basso.
 
Figura 2. La materia secondo la teoria delle stringhe
 
 
I diversi ordini di grandezza della materia secondo la Teoria delle stringhe:
 
1. Materia macroscopica
2. Struttura molecolare (atomi)
3. Atomo (neutrone, protone, elettrone)
4. Elettrone
5. Quark
6. Stringhe
 
I quark[1], fino ad oggi sono considerati particelle elementari, cioè indivisibili, i mattoni fondamentali delle particelle sub-atomiche. A complicare le cose, tra le particelle agiscono alcune forze che a loro volta sono esercitate come scambio di particelle: i tre quark che si trovano nei protoni, per esempio, sono tenuti insieme da un continuo scambio di particelle-colla, i gluoni (glue in inglese significa colla).
 
Ogni singola particella contiene in sé un componente di Spirito, che è quella componente che gli dà Vita. Tale Spirito si trova nel nucleo di tale particella, nucleo che consiste di un Apparato Solare, cioè una sorta di fuoco interiore presente nel singolo quark (particella).
 
Le particelle studiate dai fisici, sono simili ai pianeti o alle stelle, ruotano attorno a un loro asse proprio come uni trottola, da qui la parola “spin”, che in inglese significa girare come una trottola. Ma a differenza dei pianeti, delle stelle o delle trottole, che possono ruotare a una qualsiasi velocità per una massa data, le particelle sono costrette a ruotare a certe precise velocità, dipendenti esse stesse dalla massa della particella. Bisogna che la loro energia di rotazione, moltiplicata per il loro periodo di rotazione, sia sempre un multiplo della metà di una quantità che svolge un ruolo fondamentale nella Natura, e che si definisce costante di Planck. Questo prodotto si chiama spin, ma perché tutto questo ha un’importanza nei meccanismi spirituali? Lo spin +1 memorizza lo stato ON, lo spin -1 memorizza lo stato OFF.
 
 
Figura 3. Spin opposti
 
Questo moto rotatorio attorno al proprio asse si manifesta nei due sensi: destrorso e sinistrorso, fornendola carica positiva e negativa, la particella e l’antiparticella.
 
L’Uno di Pitagora è Androgino, cioè contiene sia il positivo sia il negativo, si polarizza nella Diade. La polarizzazione divide in due campi opposti le bolle o vortici. La polarizzazione delle bolle avviene perché hanno opposto senso di rotazione interno al proprio asse, una ruota in modo centrifugo o Rajas, l’altra ruota in modo centripeto o Tamas. L’equilibrio sul proprio asse è Sattva. L’azione della forza centrifuga causa l’espansione dell’Universo, viceversa quella  della forza centripeta ne causa la contrazione. Si prendano due trottole e si facciano ruotare una in senso orario e, l’altra in senso inverso (discorde, in simmetria speculare) si osserva che respingono. Se invece si scontrano girando ambedue in senso orario o antiorario (concorde) l’energia si trasforma in calore per attrito e smettono di ruotare cadendo a terra.  La versione destrogira del neutrino è, la sua controparte di antimateria, cioè l’antineutrino. La condizione di simmetria sferica, mostra che, la differenza ciò che i fisici chiamano universi paralleli è lo “spin” che diversifica la materia dall’antimateria. Per ogni particella esiste dunque una corrispondente particella di massa uguale ma carica opposta cui è stato dato il nome di antiparticella.  L’antimateria si produce ogni qual volta, dal vuoto quantistico, si produce materia. Inoltre ogni volta che una particella di materia ne incontra una di antimateria, si annichilano in pura energia.
 
Nell’Universo la quantità di materia è perfettamente identica a quella dell’antimateria in modo che la somma algebrica delle due grandezze, corrisponda sempre a zero, nel rispetto del principio che Nulla è creato e Nulla è distrutto. Nel trasformarsi delle cose la materia compare o si crea sempre, in quantità uguale alla sua antimateria, questa è la Legge Pitagorica della Diade. Il rapporto relativo tra questo duplice aspetto consiste nella differenza dei loro Spin, uno destrogiro ed uno sinistrogiro e, sulla direzione del moto. Si è formata una Grande Matrice Cosmica. In matematica, informatica, l’algebra booleana o reticolo booleano, è un’algebra astratta che opera essenzialmente con i soli valori di verità ON e OFF, positivo e negativo, 0 e 1 che sono uno il complementare dell’altro. Su questa logica è fondata la matematica binaria booleana che è alla base dei sistemi informatici.
 
Nella fisica quantistica il vuoto quantistico è definito come lo stato più basso di energia di un sistema le cui equazioni obbediscono alla meccanica ondulatoria e alla relatività speciale. Esso è molto più dello stato di un sistema in realtà. Si tratta di un vasto campo di energia che non è elettromagnetica o gravitazionale in senso classico, nemmeno nucleare. Diversamente, è la fonte originante delle forze elettromagnetiche, gravitazionali e nucleari conosciute e dei campi, è la fonte stessa della materia. Le definizioni tecniche del vuoto quantistico puntano ad un mare continuo di energia in cui le particelle di materia sono sottostrutture specifiche. Il vuoto quantistico coincide con la Materia Primordiale della filosofia orientale, il dal greco vuoto descritto da Annie Besant in Chimica Occulta.
 
Secondo i calcoli di Paul Dirac, tutte le particelle in stato di energia positiva hanno controparti d’energia negativa (a oggi tali “antiparticelle” sono state scoperte sperimentalmente per ogni particella conosciuta).Il campo di punto zero del vuoto quantistico è un mare di Dirac: un mare di particelle nello stato di energia negativa. Queste particelle non sono osservabili e i fisici le chiamano virtuali,in effetti, non sono finte per nulla. Il vuoto quantistico alla temperatura dello zero assoluto (zero gradi Kelvin, -273 °C) contiene una densità estrema di energia: l’Energia di Punto Zero. John Wheeler e Richard Feynman della Princeton University l’hanno valutata in 1094 gr/cm3. Infatti, l’equivalente in materia usando la famosa equazione di Einstein E=m*c2 è di 1094 gr/cm3! Questo valore di cm cubico è maggiore di quello riferito alla totale massa dell’universo intero, ciò significa che l’universo materiale non è limitato alle nostre attuali conoscenze. Si è calcolato che una tazzina di energia di punto zero è sufficiente a portare tutti gli oceani al punto di ebollizione.
 
Dato che il mondo reale della materia, in altre parole energia legata in massa, è molto meno energetico del vuoto, l’universo osservabile non è un condensato solido che fluttua sopra il vuoto, ma come un insieme di bolle in esso sospeso. In termini di energia, il mondo materiale non è una solidificazione del vuoto quantistico, ma una sua diluizione.
 
Un gruppo di fisici russi ha un significato particolare. Anatoly Akimov, G.I. Shipov, V.N. Binghi e collaboratori, hanno sviluppato una teoria sofisticata che chiamano vuoto fisico. Nella loro teoria il vuoto è un vero campo fisico che si estende nell’universo. Akimov e il suo gruppo considerano il vuoto quantistico come un mezzo che trasporta onde di torsione universali. Il campo di torsione riempie tutto lo spazio. La teoria del campo di torsione prende forma diversa del modello originale del mare di Dirac con elettroni e positroni: il campo dell’energia del vuoto è visto come un sistema di pacchetti d’onda rotanti di elettroni e positroni (piuttosto che come mare di coppie di elettroni e positroni). Come risultato, Akimov e colleghi, vedono il vuoto come mezzo fisico che può assumere vari stati di polarizzazione. Data la polarizzazione di carica, il vuoto si manifesta come campo elettromagnetico. Data la polarizzazione da materia, esso si manifesta come campo gravitazionale. Data la polarizzazione di spin, il vuoto si manifesta come campo spin. Tutti i campi fondamentali conosciuti alla fisica corrispondono a specifici stati di polarizzazione del vuoto,quindi la suddetta “teoria dei campi di torsione del vuoto fisico” può affermare che tutti gli oggetti, dai quanti alle galassie, creano vortici nel vuoto. I vortici creati dalle particelle e altri oggetti materiali sono portatori d’informazione, che legano gli eventi fisici quasi istantaneamente.

 
[1] Il nome quark è l’abbreviazione di qu(estion) (m)ark, “punto interrogativo”.
 
LA FISICA DEI QUARK
 
I quark, a oggi considerati particelle elementari, cioè indivisibili, sono uno dei mattoni fondamentali delle particelle sub-atomiche. Il nome quark è l’abbreviazione di qu(estion) (m)ark, “punto interrogativo”.
 
Figura 1. Quark e antiquark
 
 
In natura esistono sei tipi di quark (up, down, charme, strange, top, bottom), con i relativi antiquark, le cui interazioni (dette forti, per la loro notevole intensità e perché agenti a piccole distanze) spiegherebbero la struttura di tutte le altre particelle. Per ciascuno di questi quark esiste il corrispondente quark di antimateria (antiquark). I quark charme, strange, top, bottom, avendo una grande massa, non sono stabili, hanno una vita molto breve e possono essere osservati solo negli esperimenti dei laboratori di fisica ad alte energie come il CERN di Ginevra. Infine i quark hanno l’insolita caratteristica di avere carica elettrica frazionaria, di 2/3 o -1/3, diversamente dagli elettroni, che hanno carica “-1”, e dai protoni, che hanno carica “+1”. Si ritiene che i quark non esistano da soli ma solo in gruppi di due o tre.
 
Dato che la carica elettrica dei quark è frazionaria (1/3 o 2/3) della carica dell'elettrone[1](-1), la loro combinazione quark-antiquark risulta neutra (essendo cariche identiche ma di segno contrario), mentre le combinazioni di tre quark possono generare varie combinazioni, come 0 (neutrone), +1 (protone), -1 (antiprotone, cioè l’antiparticella del protone). Un protone, composto di due quark up e un quark down: -1/3 + 2/3 + 2/3 = 1, mentre il neutrone è costituito da due quark down e 1 quark up:-1/3 - 1/3 + 2/3 = 0.
 
  • Se i leptoni fossero animali, si potrebbero raffigurare come gatti, perché vivono solitari, in libertà assoluta.
  • Se i quark fossero animali, si potrebbero immaginare come elefanti, perché viaggiano sempre in gruppo per formare altre particelle come neutroni e protoni.
   
La materia che conosciamo, cioè quella che esiste sulla Terra, è però costituita solo da due leptoni e da due quark, che costituiscono quella che è chiamata prima generazione di particelle. Che fine fanno allora tutte le altre particelle quando nascono? Decadono, ossia si trasformano in tempi brevissimi in altre particelle (quelle che vivono più a lungo durano qualche centomillesimo di secondo) in una catena di mutazioni che si conclude con i due quark "up" e "down", o con l’elettrone e il neutrino elettronico che secondo la fisica, formano tutta la materia dell’universo stabile.
 
Nella cromodinamica quantistica (QCD: Quantum ChromoDynamics), a ciascun quark è assegnato un colore. I colori vanno considerati come una nuova carica, che genera il campo di forza nucleare (in analogia con la carica elettrica che genera il campo elettromagnetico). Il termine di colore, come quello di sapore, serve a distinguere le proprietà dei diversi quark.
 
  • I quark esistono in tre colori rgb: rosso, verde, e blu.
  • Gli anti-quark sono dotati di anti-colore: antirosso, antiblu e antiverde che vengono rappresentati come ciano, magenta e giallo.
  • I mesoni e I barioni, che sono costruiti di quark, non hanno colore.
  • La sovrapposizione dei tre colori (rosso, verde, blu) dei quark dà luogo ad assenza di colore.
       
Anche la sovrapposizione dei tre anticolori dà luogo ad assenza di colore. Una proprietà fondamentale della nuova dinamica è che tutti gli adroni hanno carica di colore globale nulla, per cui il colore dei quark deve neutralizzarsi: nel caso del mesone, il quark e l’antiquark che lo compongono devono avere colore opposto, nel caso del barione, i tre quark devono essere di colori differenti, la cui combinazione deve dare carica di colore nulla. La legge che proibisce ai sistemi naturali di avere una carica di colore impedisce ai quark singoli di esistere in modo indipendente.
 
Figura 2. Cromodinamica quantistica
 
 
Ora, quali sono i tipi di quark che troviamo nei protoni e nei neutroni? Presto detto: un protone contiene due quark  Up e un quark Down; il neutrone contiene due quark Down e un quark Up. Sia il protone, sia il neutrone hanno colore neutro, sono cioè composti di un quark “Rosso”, uno “Verde” e uno “Blu” (rosso+verde+blu=bianco, colore neutro). Tra particelle dotate di carica di colore l'interazione è molto forte, tanto da meritarsi il nome d’interazione forte. Dato che questa interazione tiene insieme i quark a formare gli adroni, la sua particella mediatrice è stata chiamata gluone: è così brava a incollare i quark l’uno all’altro! La loro carica elettrica è zero, il loro spin è 1 e generalmente si assume che abbiano massa zero. I gluoni sono responsabili della stabilità del nucleo atomico. Un quark porta un colore, un antiquark porta un colore, un gluone porta un colore e un anticolore. Le particelle con carica di colore non si possono trovare isolate. Per questo motivo, si dice che i quark (che hanno carica di colore) sono confinati con altri quark in gruppi (gli adroni). Questi gruppi sono di colore neutro. Per la Legge della Simmetria o della Diade, tutte le combinazioni di quark devono avere una carica di colore nulla, risultato che si può ottenere o mescolando tre quark con i tre diversi colori, come nel caso di protoni e neutroni, o unendo un quark e un antiquark, come nei mesoni.

 
[1] Elettrone massa 0,511(MeV/c2). Approssimando i calcoli, un elettrone è grande circa 10-11 m, mentre un quark è dell’ordine di 10-18 m. Dunque, un quark è decisamente più piccolo.
 
SIMMETRIA - LEGGE DELL’UNIVERSO
 
Perché ogni cosa, dagli esseri umani, agli animali, alla materia, mostra aspetti simmetrici? L’Universo è un sistema isolato così che nessun elemento interno è “privilegiato” rispetto all’altro, e non può operare un cambiamento, senza che cambi esso stesso in senso opposto quindi, somma algebrica dei cambiamenti sempre uguale a zero, questa è sia legge di causa ed effetto e sia il concetto di simmetria. Ad esempio, il lancio della palla che passa da una persona all’altra causa l’effetto di far arretrare la persona che la riceve, lo stesso effetto però, ha come causa anche, l’arretramento della persona che l’ha lanciata ed il sistema si evolve in modo simmetrico. La quantità di materia ed antimateria è identica e la somma algebrica del tutto è sempre uguale a zero. La simmetria, insieme alla geometria, svolse una funzione importante nella scienza, nella filosofia e nell’arte dei Greci che la identificarono con la bellezza, l’armonia e la perfezione. La scoperta di schemi di simmetria nel mondo delle particelle ha portato molti fisici a credere che essi rispecchino le leggi fondamentali della natura e che possano spiegare la struttura della materia.
 
Quando furono previsti teoricamente i quark, Werner Heisenberg commentò:
 
Anche se i quark si potessero trovare, per quanto ne sappiamo potrebbero a loro volta essere divisi in due quark e un antiquark eccetera e pertanto non sarebbero più elementari di un protone. [...] Dovremmo abbandonare la filosofia di Democrito e il concetto di particelle elementari fondamentali. Dovremmo invece accettare il concetto di simmetrie fondamentali, che è un concetto della filosofia di Platone.
 
I quark sono raggruppati a gruppi di tre che in coppia fanno sei, inoltre ci sono 6 leptoni e 6 quark, per un totale di 12. Il numero Sei è geometricamente rappresentato sia dall’Insegnamento Pitagorico sia da quello Indù da due triangoli rovesciati le cui punte sono i vertici di un esagono. Il numero era considerato dai Pitagorici perfetto perché la somma dei suoi divisori e uguale a quelle del prodotto: 1+2+3=6, 1x2x3=6.
Figura 1. Raggruppamento di particelle a esagono
 
 
Le descrizioni fatte da Leadbeater e Besant in Chimica Occulta, mostrano sette bolle avvolte a spirale chiamate spirille del I ordine. Questa disposizione non tiene però conto che ogni forma in seguito alla polarizzazione primordiale è tutto è duale. La disposizione base delle sette bolle è in due gruppi opposti di tre che si equilibrano nella disposizione ad esagono con una settima bolla al centro che è della qualità di Sattva, neutra, androgina. Le sette bolle o vortici sono immerse nel Koilon, la Materia Radice, una sostanza incredibilmente densa che riempie lo spazio. Il Koilon è graficamente visualizzato con il colore nero che riempie lo spazio. Questa disposizione con due sistemi di rotazione opposti che sono alla base delle forze di attrazione e di repulsione modificano il moto rettilineo in un moto a spirale. La disposizione simmetrica ad esagono, si ritrova anche nell’ottetto di mesoni, e di barioni, in cui particelle e antiparticelle in un diagramma avente per assi i numeri quantici isospin e ipercarica, occupano posizioni opposte ai vertici di un esagono, al centro un’unità doppia di due particelle che coincidono con le proprie antiparticelle.
 
Figura 2. Ottetto di particelle
 
 
In fisica la “via dell’ottetto” è un termine coniato dal fisico statunitense Murray Gell-Mann per una teoria che organizza le particelle subatomiche barioni e mesoni in ottetti. La teoria è stata anche presentata indipendentemente dal fisico israeliano Yuval Ne'eman ed ha portato ai successivi sviluppi del modello di quark con l’introduzione dei colori. La via dell'ottetto può essere compresa in termini moderni come una conseguenza delle simmetrie di sapore (u, d, t, s, c, b) tra i vari tipi di quark. Il nome traduce il termine inglese eightfold way che allude al Nobile ottuplice sentiero (Noble Eightfold Path) del buddhismo che è la quarta delle quattro nobili verità e che rappresenta la via alla fine della sofferenza. I mesoni sono costituiti da un quark e un antiquark (up e down); i barioni e gli antibarioni da tre quark disposti a triangolo. Le cariche astratte di queste particelle assumono sempre valori positivi negativi interi (1, 2, …) o seminteri (1/2, 3/2, 5/2 …). Queste cariche chiamate numeri quantici, potrebbero benissimo essere chiamate anche numeri pitagorici.
 
Figura 3. Decupletto barionico
 
Oltre ad organizzare i mesoni ed i barioni con spin 1/2 in ottetti, i principi della via dell’ottetto possono essere applicati anche ai barioni con spin 3/2, formando un decupletto. Si ottiene così un’altra simmetria che descrive la Tetractis Pitagorica rovesciata formata da 10 barioni è il decupletto barionico.
IL SUONO DELL’INIZIO E DELLA FINE DELL’UNIVERSO
 
Inizio e fine sono speculari uno rispetto all’altro.  All’inizio il Drago Fiammeggiante, o Kneph, l’Eterno Dio Non-Rivelato, rappresentato dal Serpente dell’Eternità che cinge l’urna delle Acque dello Spazio, e la cui testa vi ondeggia sopra, emette un Soffio, un Sibilo, un Suono, che provoca una depressione nelle Acque dello Spazio, intorno alla quale si formerà il corpo sferico dell’Universo. La fine è il processo inverso, un riassorbimento, il Soffio inverte la sua direzione in una grande inspirazione, visivamente nello spazio appare un buco nero che risucchia tutto quanto è intorno ad esso.
 
Poiché le leggi della fisica sono simmetriche rispetto al tempo, devono esistere singolarità[1] antitetiche ai buchi neri. Mentre un buco nero cattura la materia e la luce che entra nel suo campo gravitazionale, un buco bianco[2] emette luce e materia in modo violento, ma nel quale nulla può entrare. Per la Dottrina segreta, la Gravitazione, è la Regina e sovrana della Materia.
 
Se consideriamo il buco bianco come la regione da cui materia ed energia emergono in modo molto violento da una singolarità, allora il Big Bang, il fenomeno che ha dato origine all’universo, altro non è che un enorme buco bianco.
 
Come un buco nero è alla base della morte del nostro universo, così un buco bianco è alla base della nascita di questo nostro stesso universo.
 
Shiva è anche chiamato il «Signore della Danza», la cui danza cosmica è ciò tramite cui l’universo viene manifestato (Rajas), preservato (Sattva) e infine riassorbito (Tamas). La danza è simbolo dell’eterno mutamento della natura, dell’universo manifesto, che attraverso una danza scatenata Shiva equilibra con armonia, determinando la nascita, il moto e la morte di un numero infinito di corpi celesti.
 
Quando Shiva inizia a danzare l’Universo si dissolve, e la sua energia diminuisce sempre di più fino a concentrarsi in un singolo punto, questo punto lentamente si dissolve, lasciando solo un tenue suono, una vibrazione primitiva, d’intensità sempre più debole, per assestarsi a valori impercettibili.
 
Quando giunge il momento, la Divinità dai Tre Aspetti, riprendendo la sua danza, crea un nuovo Universo, ripercorrendo in senso opposto tutti i passaggi della distruzione: il ritmo della danza fa vibrare lo Spazio, da cui scaturisce un Suono, che si concentra in un Punto denso e di dimensioni infinitesime, il quale continuando a vibrare, aumenta di dimensione fino a esplodere in un nuovo Universo. A questo punto, creazione è compiuta.
 
Il Suono dell’Inizio o del Buco Bianco per la scienza è quello del Big Bang, ossia la radiazione di fondo dell’immane vampata di energia che accompagnò la nascita dell’Universo, secondo la scienza circa 15 miliardi di anni fa. Gli studi in discussione si sono tutti concentrati sull’analisi della radiazione cosmica di fondo a microonde (CMBR o radiazione CMB, da Cosmic Microwave Background). John Cramer dell’Università di Washington ha elaborato al computer le frequenze delle onde che pervadevano l’universo qualche millennio dopo la sua nascita. La simulazione della durata di 100 secondi dell’eco del Big Bang così come si poteva ascoltare 760.000 anni più tardi. Il suono che risulta dalla sovrapposizione delle radiazioni non è udibile perché al di sotto delle frequenze percettibili dall’orecchio. Per renderlo percepibile Cramer ha dovuto alzare la frequenza di un fattore 1026, pari a 100.000 miliardi di miliardi di volte. Durante i 100 secondi di registrazione, le frequenze cadono perché le onde sonore vengono allungate come l'Universo si espande. “Diventa più di uno strumento di basso”, dice Cramer. Dato che il Big Bang non descrive un’esplosione nello spazio, ma un ampliamento dello spazio stesso, il suono dell'Universo primordiale evoluzione non era un botto, ma un lungo, interminabile, ronzio.
 
Il Suono della fine o del Buco Nero è stato scoperto grazie all’osservatorio Chandra, ai Raggi X della NASA: è stata per la prima individuata un’onda sonora proveniente da un buco nero nella costellazione del Perseo localizzata a circa 250 milioni di anni luce dalla terra. Nessun essere umano sarà in grado di ascoltare questa nota, dato che è 57 ottave più bassa della nota DO medio. Siamo alla presenza della frequenza più profonda che sia mai stata registrata da un oggetto nell’Universo ed è più bassa della frequenza limite delle nostre orecchie di un milione di miliardi di volte. Per generare il collasso della materia, la cavità del Buco Nero è necessario un grande ammasso di energia, pari all’energia combinata di 100 milioni di supernova. La maggior parte di questa energia è trasportata dalle onde acustiche e si potrebbe dissipare nei gas delle costellazioni, mantenendo i gas caldi e, probabilmente, prevenendo un flusso di raffreddamento. Se così fosse, il SI bemolle dell’onda acustica, 57 ottave più bassa del DO medio, sarebbe rimasta pressoché costante per qualcosa come 2,5 miliardi di anni.
 
 
IL SUONO ASSOLUTO
 
Lo Spazio è la sola cosa eterna che possiamo immaginarci più facilmente, immobile nella sua astrazione e non influenzato né dalla presenza né dall’assenza in esso di un Universo oggettivo. In qualsiasi senso, esso è senza dimensioni ed esistente per se stesso. Lo Spazio che chiameremo Astratto, non è la Materia come noi la conosciamo, bensì l’essenza spirituale della Materia, chiamata dagli Indù Mulaprakriti e dicono che essa è la Sostanza Primordiale. Nella Dottrina Segreta la realtà Unica assoluta SAT, Esseità piuttosto che Essere, è simboleggiata sotto due aspetti: primo, lo Spazio Astratto assoluto[3], rappresentante la pura soggettività, la sola cosa che nessuna mente umana può escludere da qualsiasi concezione né concepire di per sé. Secondo, il Movimento Astratto assoluto, il Grande Soffio, rappresentante la Coscienza Incondizionata. Il Catechismo esoterico Senzar[4] chiede e risponde:
 
Che cosa è ciò che è sempre?” - “Lo Spazio, l’eterno Anupadaka.” [Senza Genitori] - “Che cosa è ciò che fu sempre?” “Il Germe nella Radice.” “Che cosa è ciò che va e viene continuamente?” - “Il Grande Soffio.” - “Vi sono dunque tre Eterni?” - “No, i Tre sono Uno. Ciò che è sempre è Uno, ciò che fu sempre è Uno, ciò che sempre è, e sempre diverrà è pure Uno: e questo è lo Spazio.
 
Le Tenebre sono Padre-Madre: la Luce il loro Figlio”, dice un antico proverbio orientale. Il “Padre” e la “Madre” sono i princìpi maschile e femminile, il Grande Soffio e lo Spazio Astratto, nella Radice-Natura, i Poli opposti che si manifestano in tutte le cose, l’Universo è il loro Figlio.     
 
DOV’ERA IL SILENZIO? DOVE GLI ORECCHI PER PERCEPIRLO? NO, NON VI ERA NÉ SILENZIO NÉ SUONO; NIENTE, SALVO L’INCESSANTE ETERNO SOFFIO CHE NON CONOSCE SE STESSO (Stanze di Dzyan, II,2).
 
Le Stanze di Dzyan affermano che “Non vi era né Silenzio né Suono, salvo l’incessante Alito Eterno”. Parlare di Suono o di Silenzio in questo non-stato non ha alcun senso. Non é ancora stato dato inizio al mondo della dualità e della contrapposizione e Tutto era Uno. Affinché, vi sia il Suono occorre che vi sia il mezzo attraverso cui il suono viaggi e l’orecchio  per percepirlo. Solo il movimento, l’Eterno Soffio che increspa le Acque dello Spazio senza forma, la Radice della Materia. “Il Soffio Eterno che non conosce se stesso”, significa che l’Infinito non può comprendere il Finito, l’Illimitato non può avere nessuna relazione con il limitato e il condizionato. L’Inconoscibile Motore, o l’Esistente per Se Stesso, è l’Essenza Divina Assoluta. La coscienza implica limitazioni e qualificazioni: qualche cosa di cui si è coscienti, e qualcuno che ne sia cosciente. La Coscienza Assoluta contiene il Conoscitore, la Cosa Conosciuta e la Conoscenza; tutti e Tre in se stessi e in pari tempi Uno solo.

[1] Una singolarità gravitazionale è un punto dello spaziotempo in cui il campo gravitazionale ha tendenza verso un valore infinito. L’universo ha avuto inizio con una singolarità gravitazionale (il Big Bang) e avrà fine con essa.
[2] Albert Einstein e Nathan Rosen furono i primi a parlare di buco bianco come d’ipotetica controparte di un buco nero.
[3] Lo Spazio Astratto nel catechismo Senzar è chiamato la Radice della Materia.
[4] Antichissimo linguaggio misterico fatto per lo più con dei simboli.
IL TRIPLICE RAGGIO-SUONO
 
LA TENEBRA IRRADIA LA LUCE E LA LUCE LASCIA CADERE UN RAGGIO SOLITARIO NELLE ACQUE, NELLA PROFONDITÀ-MADRE. IL RAGGIO DARDEGGIA ATTRAVERSO L’UOVO-VERGINE, IL RAGGIO CAUSA UN FREMITO NELL’UOVO ETERNO, ED ESSO LASCIA CADERE IL GERME NON-ETERNO CHE SI CONDENSA NELL’UOVO DEL MONDO (Stanze di Dzyan, III,3).

Le Stanze di Dzyan affermano che quando giunge il Tempo, appare un Raggio che emerge dalle Tenebre e cade nell’Oceano dello Spazio feconda la Vergine, la Radice Immacolata; lo Spazio interessato dal Raggio assume una forma sferica quella di un Uovo. La Tenebra irradia la Luce e lascia cadere un Raggio nelle Profondità-Madre. L’Uovo Vergine suggerisce l’idea dell’infinito come un cerchio senza fine. Il simbolo di un uovo esprime pure il fatto, che la forma primordiale di qualsiasi cosa manifestata, è sferoidale, essendo la sfera, l’emblema dell’eternità e dell’infinito — un serpente che inghiotte la propria coda. Questo simbolo descrive all’interno dello Spazio Infinito un moto rotatorio che è visualizzato in un uovo, una sfera.
 
Figura 1. Il Serpente che cinge l’urna

 
Nella mitologia egiziana, Kneph, l’Eterno Dio Non-Rivelato, è rappresentato dall’emblema del Serpente dell’Eternità che cinge un’urna d’Acqua (le Acque dello Spazio, e la cui testa ondeggia sopra l’Acqua stessa, fecondandola con il suo Soffio. Kneph è un’altra immagine del Soffio Celato che da Vita all’Acqua che circonda emettendo un Soffio, un Sibilo, un Suono.
 
La Dottrina Segreta, come il Buddhismo e il Brahmanesimo, insegna che l’Essenza Unica, infinita e sconosciuta, sussiste da tutta l’Eternità, divenendo passiva o attiva in successioni regolari e armoniche. Queste condizioni sono chiamate dalla filosofia indù i Giorni di Brahma quando Egli è “sveglio”, e Notti, quando Egli è “addormentato”. Il precedente Universo si è dissolto nella sua Causa primordiale ed eterna, e si è, per così dire, si è disciolto nello Spazio. Secondo l’Insegnamento orientale, alla fine della Notte Cosmica, quando giunge il Periodo[1] dell’Attività, nella pura Soggettività dello Spazio Astratto[2], si produce una naturale espansione dall’interno verso l’esterno: un flusso dovuto al Movimento del Grande Soffio. Platone chiama Theos questo Grande Soffio, nel Cratilo lo fa derivare dalla parola the-ein, che significa muovere. Ciò che è privo di movimento non può essere Divino. La divinità è assimilata a un incessante movimento, l’Eterno Divenire, un Moto Perpetuo.
 
L’apparizione e la sparizione dell’Universo sono rappresentate come un’espirazione e un’inspirazione del “Grande Soffio”, che è eterno e che, essendo Moto, è uno dei tre simboli dell’Assoluto — lo Spazio Astratto e la Durata ne sono gli altri due. Quando il Soffio Divino è inspirato: l’Universo sparisce nel seno dello Spazio, della Grande Madre, allora dormiente “ravvolta nelle sue Vesti Eternamente Invisibili”. Questo Soffio, non può mai cessare, neppure durante le Eternità di Non Manifestazione, dette Pralaya. Lo “Spirito di Dio che si muove sul Caos” è stato simboleggiato, da ogni nazione, con un Serpente Ardente che soffiava fuoco e luce sulle Acque Primordiali (lo Spazio).  Le Stanze di Dzyan descrivono l’espansione della tela dell’Universo sotto l’azione del “Respiro di Fuoco”. L’espandersi ed il contrarsi della “Tela”, cioè la stoffa del mondo, o atomi, esprime qui il movimento pulsatorio; perché la contrazione e l’espansione regolari dell’Oceano infinito ed illimitato sono la causa della vibrazione universale degli atomi. Il Grande Soffio è la fonte della Forza che muove la Materia dello Spazio. Il movimento del Serpente Igneo è oscillatorio come l’onda generata dall’oscillazione armonica di una corda musicale.
 
“In princìpio, prima che la Madre divenisse Padre-Madre, il Drago Fiammeggiante si muoveva solo nell’Infinitudine”.[3]
 
Nello Spazio Astratto Oscuro appare un Punto, il Germe o la Vita. Un Punto da cui scaturisce il Suono Assoluto, il Padre di tutti i Suoni, che attraversando lo Spazio infinito di Materia indifferenziata produce Un Raggio di Luce splendente. I Pitagorici affermavano che il Suono è prodotto dal movimento, il Primo Movimento è il Grande Soffio, Theos che crea il Suono Assoluto, la Luce è conseguente al Suono. Fiat Lux e Luce fu, afferma l’Insegnamento Cristiano, prima il Suono poi la Luce. Il Primo Suono e il Primo Raggio di Luce sono rappresentati dal Punto nel Cerchio ¤. Il cerchio intero è l’Unità divina da cui tutto procede e cui tutto ritorna.
 
Si dice pure che la Monade Pitagorica dimora nella solitudine e nelle tenebre come il “Germe”. Il Punto nel Cerchio è il Logos Immanifestato, corrispondente a Vita Assoluta e Suono Assoluto.
 
Figura 2. Il Suono Assoluto
 

 
La Coscienza Assoluta contiene il Conoscitore, la Cosa Conosciuta e la Conoscenza; tutti e Tre in se stessi e in pari tempi Uno solo. La Prima Triade, è una pura astrazione metafisica cui viene dato il nome di: AUM per la tradizione indù, AIN per la tradizione caldea. Il Suono è la vibrazione generatrice AUM che ha dato vita all’Universo.
 
Dapprima l’Unità celata, lo Spazio Astratto Assoluto, poi un Soffio, un Raggio di Energia Sonora, il primo suono “A”, che causa una depressione simile a una sottocoppa. Appare al centro del Cerchio il Punto Primordiale che non ha né limiti né attributi, l’UNO nella Sfera della Materia dell’Universo. Il Punto, il centro del Cerchio appare come un Punto di Fuoco. La rotazione della Sfera-Uovo diventa più rapida.
 
Prima della creazione manifesta, c’è una creazione muta. Chiamiamo parola il suono della nostra voce, ma senza l’aria invisibile che ispiriamo prima di parlare e l’adattamento muscolare della bocca non vi sarebbe alcun suono. Tutto quello che suona, si produce con l’azione di quello che non suona. Questa è l’azione dell’Uno, il Primo Logos il cui simbolo è il Cerchio con un Punto di Fuoco al centro sta a significare anche la produzione di calore nel cuore della Materia, il momento della prima attività rotatoria. Il Grande Soffio, causa un movimento circolare, di inconcepibile rapidità vorticosa. Il Grande Soffio è la fonte della Forza che muove la materia dello Spazio.
 
A questo stadio il punto di luce al centro del vortice di fuoco diventa più attivo; il moto rotatorio lo fa ardere più brillantemente, ed esso proietta raggi di fuoco in due direzioni che sembrano scindere il vortice in due. Il moto è molto accelerato, e la fiamma che divide il vortice scatta avanti e indietro stimolando il fuoco del centro stesso, finché un punto di molto maggior splendore è raggiunto[4].
                                                                      
Figura 3. Il Vortice Primordiale
 

 
Gli Orfici, narrano che dall’Uovo balzò fuori il Figlio del Vento (lo Spirito) e della Notte (lo Spazio), un Dio con due ali d’oro, Eros-Phanes. L’Uovo del Mondo viene spezzato in due, l’immagine è di una Bocca Aperta, allora tramite il potere di Vâch viene pronunciata la Parola dalla quale esce la Voce, il Verbo di Dio.
 
Lo covò (l’Uovo Cosmico), ed avendolo covato, la sua bocca si spaccò come un uovo. Dalla sua bocca venne la Parola, dalla Parola, il Fuoco.[5]
 
Passando dalla condizione inerziale allo stato di movimento rotatorio, lo Spazio interessato dall’azione del Drago Fiammeggiante, assume una forma sferica. I miti narrano che il Serpente espelle un Uovo, l’Universo, il buco bianco della Scienza. Alla fine della manifestazione il serpente ingoia l’Uovo. La bocca del Serpente è alternativamente un buco bianco e un buco nero nello spazio. I modelli matematici e fisici dell’universo prevedono che dapprima con il Big Bang esso si espanda e poi che la forza gravitazionale prevalga e tutto comincia a contrarsi fino ad implodere nel Big Crunch. Per la Dottrina segreta, la Gravitazione, è la Regina e sovrana della Materia.
 
Il Punto Centrale vibra, tracciando un Diametro orizzontale nel Cerchio[6]; il Suono vibrando nella Materia dello Spazio diviene visibile come un Raggio brillante che squarcia le Tenebre. La vibrazione polarizza la Sostanza Universale, nasce il Bipolo. I Due Poli generano le linee di forza sulle quali è intessuta la tela di un universo. L’Universo Manifestato è dunque pervaso dalla dualità che è, per così dire, l’essenza stessa della sua Esistenza come Manifestazione. Il Suono inizia a differenziarsi nella prima coppia AU, rappresentata dalle due ali del Cigno dell’Eternità. La A, la prima lettera in ogni alfabeto, si pronuncia spalancando la bocca, e risuona nella gola. La seconda sillabaU”, si pronuncia cominciando a chiudere la bocca, Il suono “U” trasferisce la sensazione vibratoria alla parte posteriore della bocca. Lo Spazio freme, la vibrazione polarizza la Sostanza universale, le particelle primordiali si aggregano e si differenziano, il Suono diventa “AU”. L’immagine della Bocca si apre e si chiude equivale all’oscillazione del Diametro centrale del Cerchio dell’Universo. Questa è l’azione del Secondo Logos il cui simbolo è il Cerchio diviso in Due, segna la rotazione attiva e l’inizio della mobilità e produce la susseguente estensione dell’influenza del Punto Positivo entro la sfera di materia, così che la sua sfera d’influenza si estende dal centro alla periferia.
 
L’Uno la Monade, è Androgino, positivo e negativo che si polarizza nella Diade. Il Punto Centrale vibra, tracciando un Diametro orizzontale nel Cerchio[7]; il Suono diventa duplice”AB”, vibrando nella Materia dello Spazio diviene visibile come un Raggio brillante che squarcia le Tenebre. La parola di due sillabe è la Parola creativa che si manifesta nella Polarità della creazione, come Spirito e Materia, Positivo e Negativo, Suono e Silenzio, Maschio e Femmina. La vibrazione polarizza la Sostanza Universale, nasce il Bipolo Elettrico: “La Forza Astratta Duale che dimora nei mondi  senza forma”. I Due Poli generano le linee di forza sulle quali è intessuta la tela di un universo. L’Universo è dunque pervaso dalla dualità che è, per così dire, l’essenza stessa della sua Esistenza come Manifestazione.
 
Figura 4. La polarizzazione CosmicaÉ
       
                              

              
A questo stadio il punto di luce al centro del vortice di fuoco diventa più attivo; il moto rotatorio lo fa ardere più brillantemente, ed esso proietta raggi di fuoco in due direzioni che sembrano scindere il vortice in due. Il moto è molto accelerato, e la fiamma che divide il vortice scatta avanti e indietro stimolando il fuoco del centro stesso, finché un punto di molto maggior splendore è raggiunto[8].
 
Il Diametro primordiale è La Diade di Pitagora, raffigurata dai Due Punti estremi di un segmento di retta. Il Diametro è la linea di separazione fra due diversi stati di materia:
 
1. Uno più denso visualizzato dal semicerchio inferiore a cui sia da il nome di Materia (Prakriti), le Acque dell’Abisso Celeste.
2. Uno più sottile a cui si da il nome di Spirito (Purusha), visualizzato dal semicerchio superiore.
 
PADRE-MADRE TESSONO UNA TELA, IL CUI LEMBO SUPERIORE È FISSATO ALLO SPIRITO — LA LUCE DELLA TENEBRA UNA — E L’INFERIORE AL SUO ESTREMO OSCURO, LA MATERIA; E QUESTA TELA È L’UNIVERSO, INTESSUTO DELLE DUE SOSTANZE FATTE IN UNA, LA QUALE È SVABHÂVAT[9].
 
Svabhavat è la sostanza ed il materiale del mondo o, meglio, ciò che è dietro di esso - lo spirito e l'essenza della sostanza. Il nome deriva da Subhava ed è composto da tre parole - su, buono, perfetto, bello, attraente; sva, sè; bhava, essere o stato dell’essere. Da essa procede tutta la natura ed in essa tutto ritorna alla fine dei cicli di vita. In Esoterismo è chiamata “Padre-Madre”. È l'essenza plastica della materia. Svabhavat è un termine del Buddhismo settentrionale che letteralmente significa “l’autodivenire”, ed equivale al termine Padre-Madre delle Stanze di Dzyan.
 
Il Punto Centrale vibra orizzontalmente per effetto del Suono “AU e contemporaneamente perpendicolarmente alla prima direzione per effetto del SuonoM”, formando una Croce nel cerchio, simbolo del Terzo Aspetto della Divinità, il Demiurgo di Platone Crocefisso nello Spazio.
 
Il Cerchio diviso in quattro. Giungiamo ora al punto in cui il centro è straordinariamente attivo, con la croce entro la sua periferia che gira come la ruota stessa, producendo un effetto di grande bellezza e attività[10].
 
Solo alla fine del terzo stadio, il triplice Suono “A-U-M” è pienamente manifestato e differenziato. La Monade, l’Uno, per Pitagora torna nel Silenzio dopo aver emanato la Triade. Il Cerchio diviso in Quattro è la Croce a bracci uguali dello Spirito Santo dei Cristiani, la raffigurazione della Materia Intelligente e Attiva. Indica la quarta qualità quadridimensionale della materia, e la penetrazione del Fuoco in quattro direzioni.
 
Visualizzando la sfera in sezione, vediamo un cerchio, in cui agisce la Mente creatrice per mezzo dell’Elettricità Cosmica, chiamata Fohat, il Serpente Igneo che simbolicamente attraversa il Cerchio con una linea verticale, poi una orizzontale, ed infine lo mette in moto. “Fohat congiunge i due poli o le due linee di fuoco dell’Elettricità e del Magnetismo in uno stretto abbraccio,” cioè le racchiude temporaneamente entro limiti definiti nell’Universo Eterico.
 
Figura 5. Il Cerchio diviso in quattro la croce cosmica
 


[1] Il Tempo Infinito è chiamato Kala.
[2] I filosofi della più antica Scuola di Buddhismo che esiste ancora in Nepal, speculano soltanto sulla condizione attiva di questa Essenza, e non vogliono teorizzare sul potere Astratto ed Inconoscibile nella sua condizione passiva.
[3] Libro di Sarparâjni.
[4] A.A. Bailey, il Trattato del Fuoco Cosmico, 171.
[5] Aitareya Upanishad, I, 4.
[6] Questo Diametro è il Primogenito, il Logos, il Suono, il Verbo, la Parola.
[7] Questo Diametro è il Primogenito, il Logos, il Suono, il Verbo, la Parola.
[8] A.A. Bailey, il Trattato del Fuoco Cosmico, 171.
[9] Stanze di Dzyan III, 10.
[10] A.A. Bailey, il Trattato del Fuoco Cosmico, 171.
LA CROCE NELLA MATERIA - LA MANIFESTAZIONE DI FOHAT

Quando la Croce nel Cerchio, simbolo del Terzo Logos, lo Spirito Santo o Mente Creativa, cade nella manifestazione, allora il simbolo del Cerchio o della Materia Incontaminata, scompare e rimane solo la Croce a bracci uguali. Lo Spirito, simbolizzato dal braccio verticale, cade nella Materia simbolizzata dal braccio orizzontale e la vivifica. È il simbolo della Causa Creatrice. Appare il mondo materiale, Cielo e Terra generano il Figlio, il cui corpo è l’Universo. Platone parla del secondo potere della divinità: “Che imprime sé stesso in forma di croce sull’universo”. La croce nell’antichità simboleggiava il congiungimento dell’eclittica con l’equatore celeste.
 
Il Demiurgo è il fattore di tutte le cose, e lavora sul mondo manifesto per mezzo di Fohat, il Serpente di Fuoco, l’Elettricità Cosmica[1]. Fohat è il Costruttore dei Costruttori, Uno e Sette, lo Spirito dell’Elettricità che è la Vita dell'Universo. Nell’antico Egitto Fohat era Tum il Dio solitario negli infiniti spazi cosmici, uscito dalla dea Nut, cioè dalla Materia del Caos Cosmico. Tum è descritto come Forza Duale, nel Libro Egizio dei Morti.
 
O Atum[2]! Uscito dalla Grande (Madre) che è il grembo delle Acque, il Grande Abisso dello Spazio luminoso attraverso Due Eoni.
 
Fohat è chiamato nel suo stato primitivo (cioè non manifestato) “Daiviprakriti”, Luce Primordiale nella Materia (Prakriti), in altri termini la Luce del Logos. Dalle Tenebre Eterne emerse la Luce periodica che proiettò un raggio, Fohat (lo Spirito Santo dei Cristiani), il quale penetrò e fecondò la Materia cosmica indifferenziata (Mulaprakriti). Dal punto di vista cosmico Fohat è innanzitutto l’energia dirigente del Principio del Suono. Quando è in manifestazione esso è “il Verbo”.
 
  • Nel Cosmo Non Manifestato Fohat è una Forza Creativa Potenziale, un’Idea Astratta. Ma quando il Figlio divino “emerge”, diventa Forza propulsiva, potere attivo, che è la causa per cui Uno diventa Due, poi Tre, ecc.
  • Nel Mondo Cosmico diventa un potere occulto, elettrico e vitale, l’Elettricità Cosmica, la Forza che sotto la Volontà del Logos Creatore, unisce e raggruppa tutti gli atomi elementari, tutte le forme. Esso è il potere elettrico vitale personificato.

Fohat è quel misterioso legame fra la Mente e la Materia, il principio animatore che elettrizza ogni atomo, dandogli vita: è l’essenza dell'elettricità cosmica. Vibrando in seno alla Sostanza inerte, Fohat la sospinge all’attività e dirige le sue differenziazioni primarie della Coscienza Cosmica. Esso è l’Intelligenza che vitalizza e dirige il Fluido elettrico, o vitale, dell’Universo, l’energia elettrica sempre presente, nonché l’incessante potere creativo e distruttivo.
 
Figura 1. La Croce dei campi elettromagnetici
 
 
La fisica afferma che l’onda elettromagnetica si sviluppa quando il campo elettrico e il campo magnetico hanno direzione perpendicolari tra loro. Fohat è il “ponte” per mezzo del quale le Idee esistenti nel “Pensiero Divino” sono impresse nella Sostanza Cosmica come Leggi della Natura. Fohat è così l’energia dinamica dell’Ideazione Cosmica, è il mezzo intelligente, il potere che guida ogni manifestazione, il Pensiero Divino trasmesso e reso manifesto dagli Architetti del mondo visibile.
 
È Fohat che attraversa il Cerchio con una linea verticale, poi una orizzontale, ed infine lo mette in moto. La Croce in movimento, la Svastica, è l’emblema dell’attività di Fohat, della continua rivoluzione delle “ruote”, e dei Quattro Elementi, i Sacri Quattro, nel loro significato mistico e cosmico. Il movimento di Fohat è turbinoso, circolare. La Croce in movimento, la Svastica, è l’emblema dell’attività di Fohat, della continua rivoluzione delle “ruote”. È considerata il secondo simbolo più sacro dell’induismo, dopo il simbolo OM che rappresenta il Suono sacro. Il simbolo della svastica con 4 lati è un archetipo che indica le rotazioni del tempo e della coscienza.
 
Figura 2. La Croce Mobile
 
 
La svastica rivolta verso destra descrive il verso di rotazione “in senso orario”, rivolta verso sinistra descrive il verso di rotazione “in senso antiorario”. In una griglia di 5x5 la svastica è formata da 17 quadrati.
 
La Svastica con i suoi Quattro bracci ripiegati ad angolo retto, si riferisce al continuo moto e alla rivoluzione dell’invisibile Cosmo delle Forze. Nel Cosmo visibile è il moto rotatorio della materia dell’Universo: le galassie stesse ci appaiono come spirali generate dal moto rotatorio a cui è sottoposta la materia dello Spazio. A livello planetario indica la rotazione della Terra, nei cicli di tempo: i Saros e gli Yugas; la rotazione degli assi del mondo e delle cinture equatoriali.[3]
 
La Forza Astratta Duale quando deve operare nel Cosmo, si trasforma nelle gerarchie Creatrici, gli Elohim biblici. Tutto si manifesta a coppie, l’Uno si scinde in Due, la Forza Duale, la Forza  Elettrica positiva-negativa, ma anche Luce e Ombra che coesistono sempre insieme finché durerà l’Universo materiale.
 
Pitagora considerava la Divinità, il Logos, come il Centro dell’Universo e la Sorgente dell’Armonia. Questa Divinità era il Logos. Uno dei simbolo gnostici per rappresentare il Logos è il Serpente[4] che con il suo movimento indica l’oscillazione di una corda musicale.
 
Il simbolo cinese del T’ai Chi T’u, della Suprema Polarità, visualizza il segreto motore dell’Universo. La linea di separazione fra il Chiaro e l’Oscuro è una Serpentina, un Serpente composto di due semicirconferenze di diametro che è la Metà del Cerchio, rapporto di ottava. Il T’ai Chi T’u va pensato in perpetua rotazione, cosa che insieme alla sua forma circolare simboleggia l’evoluzione continua e la ciclicità della natura. Il T’ai Chi T’u può essere visto in più aspetti: l’oscillazione di una corda musicale, l’azione di Fohat, il Serpente dello Spazio che mette in rotazione la Sfera celeste.
 
Figura 3. Il T’ai Chi T’u
 
 
Detto in termini misterici, Fohat volge in direzioni contrarie, con le sue due mani, il “seme” e il “latte rappreso”, o la Materia Cosmica; in parole più chiare, mischia delle particelle in uno stato estremamente attenuato, e delle nebulose.
 
Nel mito indù del frullamento dell’Oceano primordiale, il “Latte rappreso” è la materia cosmica. La Via Lattea è l’Essenza Radiante che si coagula e si espande per tutte le Profondità dello Spazio. È la Materia primordiale nella sua forma iniziale. Quella misteriosa fascia del cielo che chiamiamo Via Lattea (D. S. II. 250) è in stretta relazione con il prana cosmico, ossia vitalità o nutrimento cosmico, che vitalizza il sistema eterico solare. Fohat volge in direzioni contrarie, con le sue due mani, il “seme” e il “latte rappreso”, o la Materia Cosmica; in parole più chiare, mischia delle particelle in uno stato estremamente attenuato, e delle nebulose.
 
Il perno o l’asse del frullamento è rappresentato da Vishnu, la personificazione della Legge Eterna, che periodicamente chiama in attività il Cosmo, o, nella fraseologia allegorica, che estrae dall’Oceano Primitivo, o Caos Illimitato, l’Amrita dell’Eternità, riservata soltanto agli Dèi e ai Deva; e in tale opera egli deve servirsi sia degli Dei e sia dei Demoni dell’Induismo popolare. Ogni elemento cosmico è contemporaneamente buono e cattivo, E secondo la filosofia Indù nell’Oceano Primordiale, si mantengono latenti sia Amrita, il Succo che dona immortalità, sia Visha, il Veleno che porta alla morte. Questo concetto è espresso nell’allegorico Sbattimento dell’Oceano celeste, come si sbatte alternativamente nei due sensi il latte nella zangola per fare il burro per opera degli Dèi. L’intera allegoria è altamente filosofica.
 
La figura tradizionale mostra tre demoni da un lato e tre divinità dall’altro, due gruppi di tre con il settimo al centro che li equilibra entrambi. Daiviprakriti, la Luce del Primo Logos, il Non-manifestato, nella sua differenziazione diventa Fohat, e poi i suoi Sette Figli. La corda usata è il re dei Naga, un serpente a sette teste, Fohat, per indicare la natura ondulatoria del movimento nell’oceano di latte.
       
Figura 4. Frullatura dell’Oceano Primordiale – Pramantha e Arani
 
La Svastica con la sua rotazione attorno a un perno centrale è l’originatore del Fuoco per Frizione. Infatti, la Svastica è anche correlata a Pramantha, un perno, un bastoncino usato dai Brahmini per produrre il fuoco attraverso frizione. Arani è la base formata da una croce di legno di mimosa fissata al suolo con quattro perni, su cui è sfregato con moto alterno, provocato da una cordicella, un bastoncino di legno di ficus religiosa. La rotazione alterna produce l’attrito necessario all’accensione del fuoco in un foro provocato al centro della croce di mimosa. Pramantha ed Arani (la Svastica) sono i genitori di Agni, il Fuoco.
 
COME LE COSTRUISCE (LE RUOTE, I VORTICI) FOHAT? EGLI RADUNA LA POLVERE IGNEA. EGLI FA GLOBI DI FUOCO, CORRE ATTRAVERSO E INTORNO A LORO, INFONDENDOVI LA VITA, QUINDI LI METTE IN MOTO; ALCUNI IN UN MODO, ALTRI DIVERSAMENTE. ESSI SONO FREDDI, EGLI LI FA ROVENTI. ESSI SONO ASCIUTTI, EGLI LI RENDE UMIDI. ESSI BRILLANO, EGLI, VENTILANDO, LI RAFFREDDA. (DZYAN VI, 4)
 
H.P. Blavatsky[5] spiega che Fohat è la forza costruttiva dell’Elettricità Cosmica, una forza duale e che si dice metaforicamente che Fohat, dalla testa di Brahma, “dal Cervello del Padre e dal Seno della Madre”, e che si sia quindi trasformato in Maschio e Femmina, cioè polarizzato in elettricità positiva e negativa. Egli ha Sette Figli che sono suoi Fratelli. Fohat è costretto a rinascere continuamente ogni volta che uno dei suoi “Figli-Fratelli” vengono a troppo stretto contatto — per abbracciarsi oppure per combattersi. Per evitare ciò, egli unisce e lega insieme quelli di natura diversa e separa quelli che hanno un temperamento simile. Ciò si riferisce naturalmente all’Elettricità generata mediante Frizione (Fuoco per Frizione), e alla legge di attrazione fra due oggetti di polarità opposta ed a quella di repulsione fra due oggetti di polarità simile. I sette Figli-Fratelli rappresentano e personificano però le sette forme di magnetismo cosmico, chiamate, nell’Occultismo: le “Sette Radicali”, la cui progenie cooperante ed attiva comprende, fra le altre energie, l’Elettricità, il Magnetismo, il Suono, la Luce, il Calore, la Coesione, ecc.
 
L’espandersi e il contrarsi della “Tela”, cioè la stoffa del mondo, visualizzano il movimento pulsatorio; perché la contrazione e l’espansione regolari dell’Oceano Illimitato, sono la causa della vibrazione universale degli atomi. L’Essenza Radiante si coagula e si espande per tutte le Profondità dello Spazio. L’Essenza Radiante si coagula e si espande in Grumi Bianco-Latte. Questa materia, radiante e fredda allo zero assoluto a -273°, al primo risvegliarsi del movimento cosmico si dissemina nello Spazio e, vista dalla Terra, appare simile a grumi o masse di latte cagliato. Questi sono i semi dei mondi futuri, la “stoffa stellare”. Da un punto di vista astronomico, l’Essenza Radiante che si coagula e si espande in Grumi Bianco-Latte è la Via Lattea, la Stoffa del Mondo, o Materia Primordiale, i “Grumi” sono la sua prima differenziazione. Lo stesso concetto è espresso dall’allegoria indù degli Dèi “che sbattono l’Oceano di Latte” come si sbatte il latte nella zangola per fare il burro.
 
Le Pleiadi sono il gruppo centrale del sistema della simbologia siderale. Esse si trovano nel collo della costellazione del Toro, considerata in Astronomia, il gruppo centrale del sistema della Via Lattea. la presenza di un corpo centrale nella Via Lattea, un punto invisibile e misterioso, il Centro sempre celato di attrazione del nostro Sole e dell’intero nostro Sistema. Anche la scienza è forzata ad accettare l’esistenza astronomica di questo “Sole Centrale” degli occultisti, perché non può negare nello Spazio siderale la presenza di un corpo centrale nella Via Lattea[6], un punto invisibile e misterioso, il centro sempre celato di attrazione del nostro Sole e dell’intero nostro Sistema. Il “Sole Centrale” è semplicemente il centro della Elettricità della Vita universale; il serbatoio nel quale questa radiazione divina, già differenziata all’inizio di ogni creazione, è concentrata. La rotazione sul proprio asse delle Sfere di materia, è visibile tanto nel caso di un minuscolo atomo di sostanza, quanto di un pianeta rotante sul suo asse, quanto di quella di un sistema solare.
 
Proprio come la terra e gli altri pianeti sono unità nel sistema planetario, così il sole e molte migliaia di altri soli o stelle sono unità nel sistema galattico, la cui struttura è formata dai nugoli di stelle che noi chiamiamo La Via Lattea. Essa è formata da un ammasso sferico di stelle detto alone, molto addensate verso il centro, attraversato da una specie di disco, costituito da stelle e materia diffusa. A sua volta, il disco, che ruota attorno al centro, ha una struttura a spirale con bracci partenti dal nucleo. In base agli studi più recenti pare che la nostra Galassia sia una galassia spirale, composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra (come un magnete) dalla quale si dipartono i bracci di spirale che seguono un andamento logaritmico. Un’équipe internazionale di astrofisici guidata da ricercatori italiani, esaminando una grande mole di dati di archivio sui miliardi di stelle che compongono il disco della nostra Galassia, ha trovato che queste si distribuiscono seguendo una forma “ad onde” successive, come quelle che si formano sulla superficie di uno stagno in cui sia caduto un sasso. Ecco come si pensava che apparisse la nostra Galassia se avessimo potuto vederla dall’esterno: nella nota galassia detta “Sombrero” il disco stellare appare perfettamente piatto e simmetrico.
 
Figura 5. La Via lattea - Sombrero Galaxy M104
 
 La Scienza e lo Spirito stanno convergendo in una consapevolezza unificata, dove le ricerche puramente metafisiche e puramente fisiche della conoscenza diventano perfettamente integrate. Il primo impulso, il Suono Primordiale emanato dal Grande Soffio, causa un movimento circolare, di inconcepibile rapidità vorticosa creando così nel Materia Primordiale o Radice, un numero incalcolabile di vortici che assumono la forma di piccole sfere simili a bolle d’aria nell’oceano, ognuna determinata dalla propria divina energia, e circondato di materia spaziale.  

[1] La Forza in tutte le sue infinite manifestazioni. Nei libri buddisti tibetani, questa Luce del Logos viene chiamata Fohat, ed è citata come lo strumento di Avalokiteshvara cioè il Demiurgo.
[2] Atum era denominato anche Tem, Temu, Tum e Atem.
[3] H. P. Blavatsky, La  Dottrina Segreta, vol. II.
[4] E l’Eterno disse a Mosè fai un serpente ardente e mettilo su un’asta. Numeri 21:4-9.
[5] Dottrina Segreta I, Cosmognesi.
[6] Giorgio de Santillana dedica un capitolo del suo “Il Mulino di Amleto” ai miti che si richiamano alla Via Lattea  e scrive: Tra una reincarnazione e l’altra, le anime degli uomini, dimorano nella Via Lattea.
I VORTICI GLI ANU ELEMENTARI

Per la filosofia esoterica, all’origine, esiste soltanto una Sostanza perfettamente Omogenea, enormemente densa indifferenziata, cui si è dato il nome di Mulaprakriti o Materia Radice. A questa Materia o Æther, è stato dato da Annie Besant il nome occidentale di Koilon, dal greco Vuoto.  Sembra un Vuoto, perché contiene tutte le coppie di opposti, ed ogni coppia, affermandosi, all’occhio della ragione si annichila e svanisce - un vuoto per le nostre menti. Questa Materia Radice, una sostanza incredibilmente densa, il Koilon, si trova in uno stato di perfetto equilibrio, cioè di riposo assoluto chiamato in oriente Pralaya.
 
ALLORA SVABHÂVAT MANDA FOHAT A CONSOLIDARE GLI ATOMI. OGNUNO È UNA PARTE DELLA TELA. RIFLETTENDO COME UNO SPECCHIO IL “SIGNORE AUTO-ESISTENTE”, OGNUNO A SUA VOLTA DIVIENE UN MONDO[1].
 
Secondo gli Insegnamenti dei Misteri in origine, nella solidità dell’apparente “nulla” apparve un qualcosa di simile a bollicine uniformi, come quando dell’aria viene soffiata nell’acqua. Esse erano in moto casuale e nelle loro collisioni qualche volta si respingevano e qualche volta si attraevano e formavano gruppi. Sembra che la reciproca distanza era connessa all’attrazione ed il moto alla repulsione. Quest’inizio dell’evoluzione, perché è proprio ciò, è stato chiamato Il Grande Respiro che una volta cessato, porta via tutta la creazione. Il termine involuzione è correlato alla costruzione della forma, alla moltiplicazione, il respiro verso l’esterno, mentre l’evoluzione è la respirazione verso l’interno o ritorno alla Natura, la vera idea di Dio.
 
La dottrina arcaica quando afferma che Fohat consolida gli atomi, significa che infonde energia in essi. “Fohat dissemina se stesso mentre disperde la materia in atomi”. La Dottrina Segreta ci spiega che il Serpente di Fuoco chiamato Fohat, “scava infiniti vuoti nello spazio”.                                                                                                   
    

Figura 1. Koilon
 
Le bolle vuote nel Koilon sono il quantum foam, la schiuma quantistica descritta dalla fisica teorica. Schiuma quantistica, noto anche come spazio-tempo in schiuma, è un concetto di fisica quantistica proposto dal fisico John Wheeler per descrivere il mare bolle microscopiche di energia-materia. A queste bolle nel Koilon, Michele Giannone[2] ha dato il nome di Omicron, perché la lettera “O” è il simbolo dei corpi sferici dell’universo. Ogni bolla è creata dal Grande Soffio è contemporaneamente un Suono e un punto di Luce nelle Tenebre. Gli Indù quando danno a Brahma il nome di Anu, Atomo, riconoscono la divinità anche nella più minuscola forma, un’Anima, non necessariamente un’anima incarnata, ma un Jiva, come lo chiamano gli Indù, un centro di Vitalità Potenziale. LA MATERIA È ETERNA, divenendo atomica ANU nei suoi aspetti solo periodicamente.
 
Quando una particella si muove, la sua bolla corrispondente deve muoversi attraverso il denso Koilon e questo causa resistenza. Questa resistenza si manifesta come inerzia nella particella, e dall’inerzia la massa.
 
Aiuta a pensare l’universo come una immagine speculare di un’altra realtà (l’anti-universo) in cui lo spazio vuoto non è vuoto ma è pieno di denso Koilon, e dove le particelle non sono materia, ma sono bolle vuote. Se il nostro universo è esistenza positivo, poi l’anti-universo è esistenza negativa vedi figura.
 
Nessun filosofo antico ha mai dissociato lo Spirito dalla Materia o la Materia dallo Spirito. Tutto si è originato dall’Uno e procedendo dall’Uno, deve alla fine ritornare all’Uno. Non vi è Spirito che non sia avviluppato di Materia; non vi è Materia che non sia animata dallo Spirito. Materia è limitazione e senza limitazione non esiste coscienza. Coscienza è percezione di una limitazione, di una dualità. Il Logos si manifesta come una Unità nella sfera di materia sottilissima che Lo avvolge. La sostanza omogenea e incomprensibile il Koilon, mediante turbini, vortici fohatici, manifesta delle bolle turbinanti, che appaiono come particelle infinitesimali “particelle Omicron”.
 
I vortici ricoperti di materia primordiale non sono il Koilon, bensì la sua assenza. Ciò che appare solido è in realtà è Il Soffio, la Forza di Fohat che apre spazi vuoti nel Koilon, vincendo la tremenda pressione dello Spazio. La Dottrina Segreta insegna che la Materia, non è altro che un’aggregazione di forze atomiche (D.S, III, p. 388). Materia e Spazio sembrano aver scambiato il posto: il vuoto è diventato solido e il solido vuoto. L’universo fisico ci appare come una immagine speculare di un’altra realtà dove lo spazio vuoto non è vuoto, ma è pieno di Koilon denso, e in cui le particelle sono delle piccole sfere o bolle vuote. Le particelle propagandosi con velocità impensabili interagiscono aggregandosi in forme più complesse rispetto alle particelle originarie.
 
La Dottrina Segreta dice che:
 
1. L’Universo in realtà non è che un’enorme aggregato di stati di coscienza[3].
2. Ogni atomo dell’universo è dotato di coscienza[4].
 
Che cos’è la Coscienza per la Sapienza Antica? È la Vita limitata dalla Materia, e senza limitazione non esiste Coscienza che è percezione di una limitazione, di una dualità. Viene dato il nome di Vita alla coscienza rivolta verso l’interno, e il nome di Coscienza, alla Vita rivolta verso l’esterno. Vita e Coscienza sono identiche, due nomi per la stessa cosa. Quando la nostra attenzione è fissata sull’Unità diciamo Vita; quando è fissata sulla molteplicità diciamo Coscienza, l’Uno si riflette sulla Materia diventando i Molti[5].
 
  • La Vita, il Logos, è il Sé.
  • La Materia è il Non-Sé
  • La loro reciproca Relazione è la Coscienza.L
     

Figura 2. La Bolla Primordiale
 
Ogni bolla è creata dal Grande Soffio è contemporaneamente un Suono e un punto di Luce nelle Tenebre. Gli Indù quando danno a Brahma il nome di Anu, Atomo, riconoscono la divinità anche nella più minuscola forma, un’Anima, non necessariamente un’anima incarnata, ma un Jiva, come lo chiamano gli Indù, un centro di Vitalità Potenziale. È noto anche per la scienza la materia sia fatta molto più da “vuoti” che da “pieni” e secondo le visioni dell’esoterismo in ogni atomo, e nella più infinitesima particola di materia che vogliamo considerare si rinnovano da dentro le dinamiche del vuoto, dell’energia e della creazione, continuamente, istante dopo istante, su tutti i piani. Ogni oggetto, vivo o inanimato che sia, infinitesimo o gigantesco, elementare o complesso, ha la sua parte materiale, la sua energia, i suoi corpi sottili, la sua anima e la sua essenza spirituale a un livello di auto-coscienza proporzionale alla sua complessità biologica ed esistenziale.
 
Fohat è l’energia dinamica dell’Ideazione Cosmica, il mezzo intelligente, il potere che guida ogni manifestazione, il Pensiero Divino. Egli è il misterioso legame fra la Mente e la Materia, il principio animatore che elettrizza ogni atomo, dandogli vita. È il ponte per mezzo del quale le Idee, i modelli esistenti nel Pensiero Divino sono impressi nella Sostanza Cosmica come Leggi di natura. Dallo Spirito, dall’Ideazione Cosmica, deriva la nostra Coscienza; dallo Spazio Oscuro, dalla Sostanza Cosmica provengono i diversi veicoli nei quali quella Coscienza è individualizzata e giunge all’auto-Coscienza. Non vi è Spirito che non sia avviluppato di Materia; non vi è Materia che non sia animata dallo Spirito. Materia è limitazione e senza limitazione non esiste Coscienza, che è percezione di una limitazione, di una dualità. Il Logos si manifesta come una Unità nella sfera di materia sottilissima che Lo avvolge.
 
Nella fisica quantistica il vuoto quantistico è definito come lo stato più basso di energia di un sistema le cui equazioni obbediscono alla meccanica ondulatoria e alla relatività speciale. Esso è molto più dello stato di un sistema in realtà. Si tratta di un vasto campo di energia che non è elettromagnetica o gravitazionale in senso classico, nemmeno nucleare. Diversamente, è la fonte originante delle forze elettromagnetiche, gravitazionali e nucleari conosciute e dei campi, è la fonte stessa della materia. Le definizioni tecniche del vuoto quantistico puntano ad un mare continuo di energia in cui le particelle di materia sono sottostrutture specifiche. Il vuoto quantistico coincide con la Materia Prakriti della filosofia orientale.
 
Il campo quantistico della fisica subatomica è visto come un mezzo continuo presente ovunque nello spazio. Le particelle sono soltanto condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che vanno e vengono e di conseguenza perdono il loro carattere individuale. A. Einstein diceva: “ Noi possiamo considerare la materia costituita dalle regioni dello spazio nelle quali il campo è estremamente intenso[6]. Il Campo è la sola realtà, se sostituiamo la parola campo alla parola Spazio della Dottrina Segreta, avremo espresso lo stesso concetto.
 
Il Fisico Fritjof Capra[7], fa notare che nella filosofia cinese, l’idea del campo è implicita nella nozione del Tao, il Vuoto e senza forma, che tuttavia produce tutte le forme. Nel Tao dimora il Ch’i, che significa Etere, parola usata per indicare il “Soffio vitale” che anima il Cosmo. Dice Chang Tsai:
 
Quando il Ch’i si condensa ci appare come cosa visibile e allora ci sono le forme. Quando si rarefà, la sua visibilità si annulla e allora non ci sono le forme.
 
Quindi il Ch’i si condensa e si rarefà ritmicamente producendo tutte le forme che si dissolvono nel Tao, nel Koilon, con un comportamento di tipo ondulatorio (movimento serpentino) dipendente dall’alternarsi di Due Forze Fondamentali, lo Yin e lo Yang. La presenza della materia come la vediamo noi, è solo una perturbazione dello stato perfetto del campo in quel punto. Ordine e simmetria devono essere ricercate nel campo.
 
La temperatura dello zero assoluto (-273 °C), è la linea di base che impedisce il movimento che porta all’aggregazione o alla creazione: è letteralmente il fondo dell’universo. La parola sanscrita “Avitchi” (che significa senza onde) descrive lo stato indifferenziato nell’elemento base di esistenza, si riferisce chiaramente al non-vibrazionale del condensato di Bose-Einstein.
 
La Monade, l’Uno Nascosto, di Pitagora dopo aver creato l’Uno, il Due, Il Tre torna nel Silenzio, cioè il Grande Soffio dopo aver circoscritto col suo movimento circolare una porzione dello Spazio che diventerà l’Universo, emana Tre suoi Aspetti, detti in Occidente Logos. Come lo Spirito, la Vita, si differenzia in Tre Aspetti, così pure la Materia Primordiale, la Radice della materia, il Koilon, sotto l’azione del Grande Soffio, si differenzia in Tre Attributi detti in oriente Guna.

[1] Stanze di Dzyan, III, 12.
[2] “Koilon, per una teoria unitaria della Materia e dell’Universo”. Antonio Giannone Editore, Palermo.
[3] S.D., II, 633; I, 70, 626.
[4]S.D., I, 105; II, 709, 742.
[5] A. Besant, Studio sulla Coscienza.
[6] Citato da F. Capra, Il Tao della Fisica.
[7] F. Capra, Il Tao della fisica.
I TRE FUOCHI
 
La nostra Terra e l’uomo (sono) il prodotto dei Tre Fuochi[1].
 
I nomi di questi tre Fuochi in sanscrito sono Pavâka, Pavamâna e Shuchi, corrispondono al “Fuoco Elettrico”, al “Fuoco Solare” e al “Fuoco prodotto da Frizione”. Nella sua natura essenziale il Fuoco è triplice. Questi tre Fuochi, spiegati sui piani umano e cosmico, sono Spirito, Anima (Coscienza) e Corpo (Materia). Ogni sistema sia esso cosmico o solare, è la manifestazione della Vita e dell’Energia di una grande Esistenza Cosmica che, in mancanza di un termine migliore per il nostro sistema, è chiamato Logos Solare.
 
1.  Il Fuoco interno o Fuoco d’Attrito. Aspetto dell’Ideazione Cosmica, il III Logos. Il Creatore.
 
“In ogni atomo c’è calore interno e calore esterno, il respiro del Padre (Spirito) ed il respiro (o calore) della Madre (materia)”. (Dottrina Segreta. I, 112). È il Fuoco vitalizzante interno. Questi fuochi animano e vitalizzano il sistema solare oggettivo.
 
2.  Il Fuoco della Mente o Fuoco Solare. Aspetto dell’Amore-Saggezza Cosmico, il II Logos. Il Conservatore.
 
“Il Fuoco della Conoscenza consuma ogni azione sul piano dell’illusione; perciò coloro che l’hanno ottenuto e sono liberati sono chiamati “Fuochi”. (Dottrina Segreta. I, 114).
 
3.  Il Fuoco dello Spirito o Fuoco Elettrico. Aspetto della Volontà Cosmica, il I Logos. Il Distruttore.
 
Alza la testa, o Lanu; vedi tu una o innumerevoli luci al di sopra di te ardere nel cielo oscuro della notte?”. “Io percepisco una Fiamma sola, o Gurudeva, e vedo innumerevoli scintille non separate che in essa risplendono”. (Dottrina Segreta, I, 145).
 
Per quanto è attinente alla materia, il Fuoco per Attrito è il grande fuoco interno che anima e vitalizza il tutto, muovendo dal centro alla periferia. Governa la Legge di Economia ed è la causa del moto rotatorio, e quindi della forma sferoidale di tutto ciò che esiste.
 
Il Fuoco Solare, conduce all’espansione ed al ritorno finale al centro del suo sistema, governa la Legge di Attrazione e Repulsione. Utilizzando il moto rotatorio di tutti gli atomi, il Fuoco Solare aggiunge il proprio moto periodico a spirale, e muovendosi lungo un’orbita o traiettoria sferoidale (che gira intorno ad un punto focale centrale in spirale sempre ascendente), è la base del movimento ciclico a spirale. Riunisce gli atomi in forme.
 
Il Fuoco Elettrico governa la Legge di Sintesi ed è la base del movimento sistemico, che può esser meglio definito come una progressione nello spazio.
 
Il Fuoco latente nella Materia che è in sé il prodotto di una precedente manifestazione della stessa Identità cosmica, è messo in moto dal desiderio di quella stessa Identità per percorrere ancora una volta la ruota della manifestazione. Questo “Fuoco per Attrito” della Materia, produce calore ed irradiazione, e provoca la reazione dell’opposto il “Fuoco Elettrico” dello Spirito. Qui abbiamo l’immagine delle Stanze di Dzyan del Raggio che colpisce ed attraversa la Materia, poiché l’azione del Fuoco Elettrico è sempre verso l’avanti. Il Raggio Unico, “Fuoco Elettrico”, cade nella Materia. Questo è il matrimonio cosmico del Padre e della Madre. Ha per risultato la fusione di questi due fuochi e la produzione dell’espressione di fuoco che chiamiamo “Fuoco Solare”. È prodotto così il Figlio. L’Intelligenza Attiva e la Volontà sono unite, e l’Amore-Saggezza, dopo essere stato perfezionato con l’evoluzione, ne sarà il frutto.
 
Da questi tre Principi o Fuochi creativi fondamentali, in gradazione successiva, derivano in ordinata sequenza gli innumerevoli universi che contengono un numero incalcolabile di stelle e sistemi solari manifestati. Il sistema solare oggettivo, è il risultato della fusione dello Spirito (Fuoco Elettrico) con la Materia (Fuoco per Attrito), e l’emanazione del Sole nel tempo e nello spazio dipendono dall’adeguamento della materia e della forma alla vita che in esse dimora.
 
Il Fuoco per Attrito la causa rotazione degli atomi, per mezzo di quest’azione tutte le sfere diventano differenziate e formano successive unità atomiche:
 
La repulsione è prodotta dall’azione rotatoria, ed è il fondamento della separazione che impedisce il contatto tra un atomo e tutti gli altri, che mantiene i pianeti in luoghi fissi dello spazio, stabilmente separati tra loro, che li mantiene ad una certa distanza dal loro centro sistemico, e che del pari impedisce ai piani e sottopiani di perdere la loro identità materiale. Si può vedere qui il principio dell’eterno conflitto tra Spirito e Materia, che è caratteristico della manifestazione; uno degli aspetti lavora sotto la Legge di Attrazione, e l’altro è governato dalla Legge di Repulsione. Il triplice Fuoco si manifesta come:
 
1.  Elettricità e produzione della Luce. Il mistero di Brahma della Mente divina. È il segreto del terzo aspetto. È latente nel Sole Fisico. L’elettricità, è sostanza di polarità unica.
 
2.  Polarità, o ’impulso all’unione degli opposti la sessualità universale. È il segreto del secondo aspetto. Il Pater Spirito è positivo, attrattivo, la Mater Materia è negativa, cioè generativa. È latente nel Cuore del Sole, cioè nel Sole Soggettivo.
 
3.  L’Essenza del Fuoco stesso, la dinamica forza sistemica centrale. È il segreto del primo aspetto. È latente nel Sole Centrale Spirituale.
 
Non conosciamo nessun fenomeno della natura che sia del tutto senza rapporto col magnetismo o con l’elettricità, poiché dove c’è moto, calore, attrito, luce, c’è il magnetismo ed il suo alter ego l’elettricità, appare sempre, sia come causa oppure come effetto – o piuttosto entrambi, se andiamo a fondo della manifestazione fino all’origine. Tutti i fenomeni di correnti terrestri, di magnetismo terrestre e d’elettricità atmosferica sono dovuti al fatto che la Terra è un conduttore elettrico, il cui potenziale cambia continuamente grazie alla sua rotazione ed al moto orbitale annuo, al conseguente raffreddamento e riscaldamento dell’aria, alla formazione di nubi e di pioggia, di tempeste e di venti ecc.
 
Il Sole non è né solido né liquido e neanche un gas incandescente, ma una sfera gigantesca di forze elettromagnetiche, il serbatoio della Vita e del Moto universali, dal quale quest’ultimo pulsa in tutte le direzioni, alimentando tanto l’atomo più minuscolo quanto il massimo genio con lo stesso materiale fino alla fine del Maha Yuga”. [2]
 
L’elettricità del piano fisico, è un’espressione dei fuochi interni attivi del sistema e del pianeta, così come la combustione interna è un’espressione dei fuochi interni latenti. Questi ultimi si trovano all’interno di ogni globo, e sono la base di tutta la vita fisica oggettiva. Il mistero dell’elettricità riguarda la “veste” di Dio (la Materia), così come il mistero della polarità riguarda la Sua “forma”. L’elettricità della sostanza, l’elettricità della forma e l’elettricità della Vita stessa devono unirsi e fondersi prima che il vero Uomo (sia Logos o essere umano) sappia essere il creatore.
 
Shiva, Vishnu e Brahma sono i corrispondenti nomi di Padre, Figlio e Spirito Santo, dati dall’Induismo alla divinità manifestata.
 
1.  Colui che copre, avviluppa, circonda, intraprende tutto, è Brahma. L’attività.
2.  Quello in cui tutto penetra vishanti, è Vishnu; Vrinite significa l’avviluppare, il rivestire di un involucro, segnare i limiti o la periferia, e così modellare o creare (tutte le forme); a quest’azione sovrintende Brahma. Vishanti sarvani indica che tutte le cose penetrano in Esso ed Esso penetra in tutto; tale è il Sé connesso alla Conoscenza e a Vishnu. L’insieme o totalità di tutto ciò è Maha-Vishnu[3]. La Sapienza.
3.  Colui che dorme e sta celato, in ogni cosa è Shiva. Shiva dorme, si cela in tutto e in ogni cosa come nesso, vincolo, ed è la natura del desiderio. La Volontà che inizia e finisce il ciclo della creazione.


[1] Dottrina Segreta. II, 258.
[2] Lettere dei Mahatma a A. P, Sinnett, pp. 160, 165.
[3] Pranava Vada, pp. 72-74.
FUOCO PER ATTRITO, CORPO O MATERIA
III Logos
 
Spirito Santo
Forma
Intelligenza Attiva
Energia Negativa
Moto rotatorio
FUOCO SOLARE, ANIMA
II Logos
Figlio
Coscienza
Amore-Saggezza
Energia Equilibrata
Moto ciclico a spirale
FUOCO ELETTRICO, SPIRITO
I Logos
Padre
Vita
Proposito
Energia Positiva
Progressione in avanti
LA DIFFERENZIAZIONE DELLA MATERIA - LE TRE GUNA
 
Il Grande Soffio dopo aver circoscritto col suo movimento circolare una porzione dello Spazio che diventerà l’Universo, differenzia il Koilon in Tre Aspetti o Attributi detti in India Guna. Saranno questi Tre Attributi della Divinità che daranno forma all’Universo, non l’Assoluto, l’Incondizionato che resta nel Silenzio, nelle profondità del Grande Abisso. Il Primo Soffio o Suono mette in agitazione la Materia Il Secondo Soffio increspa in onde lo Spazio Cosmico con un movimento incessante eterno, descritto da Pitagora con l’effetto dell’oscillazione della corda di un immenso monocordo[1]. Il Terzo Soffio quieta la materia, fino a mettere fine all’espansione dell’Universo.
 
Tutto era Tamas (prima che avesse origine la manifestazione), Egli ordinò un mutamento e Tamas prese il colore di Rajas, e Rajas ricevuto un nuovo ordine, rivestì la natura di Sattva.
 
Quanto alla Forma, possiamo dare anzitutto uno sguardo agli effetti di questi Aspetti che ottengono risposta dal lato Materia. Naturalmente non sono dovuti ai Logos di un sistema, ma sono la corrispondenza nella Materia universale degli Aspetti del Sé universale. L’Aspetto Beatitudine o Volontà impone alla Materia la qualità di Inerzia - Tamas, il potere di resistere, la stabilità, la quiete. L’Aspetto Attività dà alla Materia la responsività all’azione - Rajas, la mobilità. L’Aspetto Saggezza le dà il Ritmo - Sattva, vibrazione, armonia. È con l’aiuto della Materia così preparata che gli Aspetti della Coscienza Logoica possono manifestarsi come Esseri”[2].
Figura 1. La triplice Guna
 
Il Grande Soffio dopo aver circoscritto col suo movimento circolare una porzione dello Spazio che diventerà l’Universo, differenzia il Koilon in Tre Aspetti o Attributi detti in India Guna. Le tre Guna individuano la lunghezza di tre corde astratte nel mondo senza forma che con la loro oscillazione generano i Tre Suoni, i Tre Soffi della Divinità. Guna significa “filo”, corda:  la filosofia Indù paragona i Tre stati della Materia a corde musicali, associate a Tre vibrazioni fondamentali, a Tre diversi gradi di tensione o vibrazione, a Tre Suoni. Saranno questi Tre Attributi della Divinità che daranno forma all’Universo, non l’Assoluto, l’Incondizionato che resta nel Silenzio, nelle profondità del Grande Abisso.
 
La Mente Una Infinita e Universale usa la Materia come Base Fisica, detta in oriente Upadhi, per costruire le sue ideazioni; questa Sostanza del mondo è eterna nella sua essenza, ma, prima della manifestazione, si trova in uno stato di passività ed inerzia, da cui esce per l’impulso che le viene impresso dal Potere attivo della Divinità, cioè Fohat.
 
  • Tamas è l’inerzia è lo stato di riposo, la stabilità o la base della materia, la contrazione, la forza centripeta.
  • Rajas, il movimento, l’espansione, è l’attività frenetica della materia, la forza centrifuga, l’opposto dell’inerzia che rappresenta la forza centripeta.
  • Sattva è l’equilibrio, l’armonia, tra le Due Polarità, la causa del movimento rotatorio, la forza che rende possibile la formazione di nuclei di materia.
     
In ogni vortice o corpuscolo sono sempre in azione le tre corde sonore o Guna della filosofia Sankya, i tre modi della manifestazione della sostanza cosmica, che a ogni livello di aggregazione si manifestano proporzionalmente al proprio sviluppo.
 
Da questi Tre Principi creativi Fondamentali, in gradazione successiva, derivano in ordinata sequenza gli innumerevoli universi che contengono un numero incalcolabile di stelle e sistemi solari manifestati. Ogni sistema solare è la manifestazione della Vita e dell’Energia di una grande Esistenza Cosmica che, in mancanza di un termine migliore, è chiamato Logos Solare. Il costruttore dei mondi materiali, chiamato in occidente Demiurgo, e in oriente Brahma, e dai Teosofi il Terzo Logos cui è associata Guna Rajas. La materia atomica è animata dalla vita o energia del Terzo Logos.
 
La prima fase della Creazione primordiale è la formazione dell’Atomo Cosmico Unico da parte della Mente Universale, che secondo l’insegnamento orientale, è sottoposto all’azione delle tre Guna. Guna significa corda, stringa. La prima corda Rajas crea un’oscillazione visualizzabile come un’onda che va avanti, la seconda Tamas una oscillazione che va indietro, la terza corda Sattva, somma delle due, una oscillazione o onda stazionaria.
 
Dapprima Fohat, l’Elettricità Cosmica, forma dei vortici, poi li polarizza, li divide in due campi opposti. La polarizzazione delle bolle avviene perché hanno opposto senso di rotazione interno al proprio asse, una ruota in modo centrifugo o Rajas, l’altra ruota in modo centripeto o Tamas. Questo moto rotatorio attorno al proprio asse si manifesta nei due sensi: destrorso e sinistrorso, fornendola carica positiva e negativa, la particella e l’antiparticella secondo la fisica moderna.
 
L’Uno di Pitagora è Androgino, perché contiene sia il positivo sia il negativo, quando si scinde si polarizza nella Diade. La polarizzazione divide in due campi opposti le bolle o vortici. La polarizzazione delle bolle avviene perché hanno opposto senso di rotazione interno al proprio asse, una ruota in modo centrifugo o Rajas, l’altra ruota in modo centripeto o Tamas. L’equilibrio sul proprio asse è Sattva. L’azione della forza centrifuga causa l’espansione dell’Universo, viceversa quella  della forza centripeta ne causa la contrazione. Si prendano due trottole e si facciano ruotare una in senso orario e, l’altra in senso inverso (discorde, in simmetria speculare) si osserva che respingono. Se invece si scontrano girando ambedue in senso orario o antiorario (concorde) l’energia si trasforma in calore per attrito e smettono di ruotare cadendo a terra.  
 
L’equilibrio sul proprio asse è Sattva. L’azione della forza centrifuga causa l’espansione dell’Universo, viceversa quella della forza centripeta ne causa la contrazione.

[1] Il Monocorde è costituito da una sola corda tirata su una struttura di legno. Si dice che Pitagora abbia detto: “Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell’universo”.
[2] Annie Besant - Studio sulla coscienza - Ed. Sirio p.22.
ATTRAZIONE-REPULSIONE-EQUILIBRIO
 
Attrazione e Repulsione sono opposte una all’altra, in definitiva la gravitazione è solo la metà di una legge, mentre l’altra metà della legge si spiega con la parola “repulsione”; e ambedue sono governate dalle grandi leggi della forza elettrica. La filosofia orientale anziché parlare di forza di  gravità, preferisce non usare questo termine perché reputa più corretto parlare di attrazione. Tanto la massa che la stabilità dipendono dalla polarità. La polarità dipende dal moto rotatorio, dallo spin.
 
Il Punto Centrale da cui tutto emerge, attorno e verso cui tutto gravita è il Primo Logos, Shiva cui è associata la Guna Tamas, l’Attrazione o Gravitazione. L’espansione, è dovuta all’azione di Brahma il nome deriva dalla radice “brih” che significa espandersi, forza espansiva, la Repulsione associata alla Guna Rajas. Nel Timeo, Platone trattando l’azione del Medesimo e del Diverso, precisa che “due cose (le due sfere) non possono essere unite giustamente senza un terzo”; ci deve essere un certo legame che attesti l’unione fra loro. Il legame che nella materia partecipa alla natura di entrambi è la Guna Sattva, associata a Vishnu.
 
L’Atomo Cosmico creato dalla Mente Universale, è sottoposto all’azione delle Tre Guna:
 
  • Tamas, la forza di attrazione, contrazione che chiamiamo gravità;
  • Rajas, una forza di repulsione, di pressione verso l’esterno che possiamo chiamare anti-gravità;
  • Sattva, una forza stabilizzatrice che bilancia le prime due.
     
Quando una Guna o Corda vibra, crea un’onda. Rajas e Tamas creano due onde che viaggiano in direzioni opposte. Sattva come risultato di due moti circolari (vortici) uguali e opposti, crea un’onda stazionaria.
 
Molti degli esperimenti di Kozyrev mostravano che la direzione del movimento era molto importante ai fini della misurazione dei cambi di peso. Kozyrev determinò che se un giroscopio che veniva fatto vibrare, o ruotare, avrebbe sostanzialmente perso peso se fatto ruotare in senso anti-orario, mentre l’avrebbe mantenuto se fatto ruotare in senso orario. Lo scienziato concluse che ciò dipendeva dal cosiddetto Effetto Coriolis. L’effetto Coriolis provoca un movimento antiorario nell’emisfero settentrionale e uno orario nell’emisfero meridionale, ed è considerata la forza maggiore che sta dietro i movimenti delle stagioni. Tamas e Rajas ruotano in direzioni opposte.
 
Il primo vortice eterico ruotando in senso orario genera un mulinello che fluisce entrando attraverso il polo nord della Sfera ed esce attraverso il polo sud della Sfera. Il secondo vortice eterico ruotando in senso antiorario, e questo genera un mulinello che fluisce entrando dal polo sud della Sfera ed esce attraverso il polo nord della Sfera.
 
  • La rotazione oraria aumenta la massa;
  • La rotazione antioraria diminuisce la massa;
   
La Filosofia esoterica afferma che ogni atomo (Anu) è tanto positivo che negativo; è ricettivo o negativo rispetto alla forza che affluisce, e positivo o radiante rispetto alla propria emanazione e al suo effetto sull’ambiente. Secondo le descrizioni fatte da Leadbeater e Besant, l’Anu positivo ruota in senso orario, mentre l’Anu negativo ruota in senso antiorario. Nell’Anu positivo la forza proveniente dallo stato di materia più sottile, si riversa nel piano fisico come materia; nell’Anu negativo la materia sparisce dal mondo fisico, come materia oscura.

TAMAS
 
Gravità, Inerzia. Le equazioni di base per la gravità e l’inerzia funzionano allo stesso modo: gravità e inerzia esercitano la stessa quantità di forza sugli oggetti. Einstein lo scoprì e vi si riferì come “Principio di Equivalenza”, che dice semplicemente “La gravità e l’inerzia sono la stessa cosa”, senza spiegare perché. La Dottrina Segreta afferma che:
 
La Gravità non è un’azione di aspirazione proveniente da un oggetto, ma piuttosto il Principio con cui tutta la Materia nell’Universo cerca il Centro o l’Unità. L’intero Universo è il Figlio generato dal Grande Soffio (Theos) il Padre Cosmico, e dalla Radice della Materia (Chaos) la Madre Cosmica. Il Figlio è un Essere che evolve costantemente, sforzandosi costantemente attraverso la Gravità di riconnettersi, di raccogliersi nel Centro, di tornare ancora all’Uno.
 
Pianeti, stelle e galassie possono essere viste come organi nel corpo del Figlio Cosmico, e sono rinfrescati costantemente con nuova forza-vitale momento per momento. Tutti gli oggetti nel nostro Universo, non importa la dimensione, attingono costantemente dall’energia eterica per sostenere la propria esistenza. Senza questo flusso costante di energia per supportarsi, perderebbero calore e si dissolverebbero nell’Etere. Questo flusso eterico, fluendo dentro e fuori, è il Padre-Madre per tutta la Materia formata, la vera essenza della stessa vita. Questo Movimento è il Respiro della Vita, il Respiro Divino. La Gravità, lontana dall’essere una forza di attrazione, è creata dalla pressione del “vento eterico” mentre continua a fluire nella Terra da tutte le direzioni momento per momento, premendo in basso o “curvando all’interno” tutti gli oggetti equamente dallo spazio attorno ad essi.
 
Il Toroide della Scienza dell’Etere è una forma vuota al suo interno con un canale al centro. Basandoci su questo modello, ogni oggetto materiale nell’Universo, come la Terra, diviene simile a un “lavandino eterico”, dove l’energia dell’Etere fluisce in esso costantemente ed equamente da tutte le direzioni. Se visualizziamo questo flusso d’Etere come un fiume potente nello spazio, abbiamo una visione della forza di Gravità. Questo fiume d’Etere trascina con sé i minuscoli oggetti rispetto alla terra che rimangono schiacciati sul terreno che arresta il loro movimento, mentre l’Etere fluisce attraverso la superficie della terra e continua a fluire direttamente nel centro, ricreando ogni atomo ogni momento. Tamas causa un carico gravitazionale.
 
Figura 1. Toroide energetico
RAJAS

Antigravità, forza centrifuga. Nel caso opposto di un oggetto che irradia all’esterno la sua pressione eterica, forma un vuoto eterico entro se stesso, che l’unico modo per ottenere un effetto antigravitazionale, è quello di forzare l’oggetto a irradiare all’esterno continuamente il suo Etere. Altrimenti, il suo vuoto si riempirebbe immediatamente con altro Etere e il suo peso tornerebbe normale, quindi, come fare in modo che l’oggetto emetta parte della propria pressione di energia? Facendo ruotare l’oggetto. Se si muove un oggetto solo in una direzione attraverso l’Etere, allora come una spugna aspirerà più energia in sé aumentando la massa,se però lo si ruota, la forza centrifuga causerà l’uscita dell’Etere dall’oggetto. Rajas causa uno scarico gravitazionale.

SATTVA

Equilibrio gravitazionale, Pulsazione. Tamas causa un carico gravitazionale, Rajas causa uno scarico gravitazionale, Sattva li contiene entrambi equilibrandoli. Dal punto di vista della fisica dell’Etere, i due toroidi che ruotano in senso opposto si uniscono.   
 
Figura 2. Sattva

Aspetto fondamentale di quest’onnipresente processo di flusso eterico è la cosiddetta dinamica a Doppio Toroide: due forme toroidali attaccate e ruotanti in direzione opposta. In questo modo l’energia fluisce sia dentro sia fuori attraverso i poli del sistema, piuttosto che dentro da uno e fuori dall’altro come in un sistema a singolo toroide.
 
I campi sferici di Tamas e Rajas ruotano in direzioni opposte. Il campo che ruota in senso orario, Gravitazionale, ha una velocità leggermente superiore al campo che ruota in senso antiorario, Antigravitazionale, in modo che predomini l’effetto gravitazionale.
 
E mentre ruotano in senso opposto, i loro “campi bolla” immersi in un super-fluido, riescono a scorrere uno sull’altro oltre, anche se si trovano esposti ad un’altissima compressione. I“campi bolla” opposti, tenderanno a scontrarsi fra loro, producendo vibrazioni (pulsazioni). Queste pulsazioni sono la spiegazione delle onde di torsione del fisico russo Kozyrev. Le due bolle si possono unire, dopo di che sono compresse dall’Etere che le circonda, all’interno di questa sferetta, le due energie eteriche continueranno a ruotare in senso opposto. I vortici si scontrano nel centro esatto della Sfera Universale con la più altra velocità di movimento e con la più alta pressione. L’unione fra i due campi bolla ricorda l’intersezione dei Due Cerchi, il Medesimo e il Diverso della filosofia di Platone. Geometricamente il Terzo nato dall’unione dei due cerchi, l’area comune da essi generata è la Vesica Piscis.
 
Affinché l’intera parte esterna del campo ruoti, deve cambiare direzione nel centro. Questo significa che avendo un vortice che gira in senso orario al Polo Nord, avremo una rotazione antioraria al Polo Sud. Nel centro non c’è rotazione perché la spirale in senso orario si trasforma in spirale in senso antiorario.
 
Molte dinamiche toroidali contengono due toroidi, detti “tori”, come gli aspetti maschile e femminile dell’intero, uno si muove a spirale verso il polo nord e l’altro in direzione opposta verso il polo sud. Nel centro di ogni campo magnetico, esiste un punto di trasferimento di energia a zero-spin. Poiché la pressione esterna provoca contrazione o restringimento della sfera verso l’interno, e l’espansione come pressione interna spinge dal centro alla periferia, si genera una circolazione: centro, periferia, centro ... il bilanciamento totale tra gravità e antigravità che agiscono sul Toroide Sferico aumenterà o diminuirà a seconda dalla direzione in cui si muove l’energia, verso l’alto o il basso. La superficie esterna del toroide si espande e si contrae in dimensione. Questo fenomeno viene anche chiamato “Effetto Coriolis[1], le cui dinamiche le osserviamo nel meteo: il movimento del clima scende verso l’equatore e poi sale su vero il polo nord e così via, dal polo sud sale verso l’equatore e poi di nuovo giù.
 
Figura 3. Effetto Coriolis
Nel 1962, R. Leighton e altri hanno scoperto che la superficie del Sole pulsa regolarmente, questa pulsazione avviene in vari intervalli armonici di tempo che sono esattamente di cinque minuti, né più né meno, crescendo fino ad un valore massimo di 160 minuti. Il Sole oscilla in pulsazioni costanti, con la sua superficie che sale e scende di circa tre chilometri. Tutti i dubbi riguardo a questo effetto sono stai eliminati quando una squadra di scienziati francesi, sovietici e statunitensi si sono radunati in Antartide per osservare e misurare attentamente il Sole per cinque giorni completi al Polo Sud. Nel mese di Dicembre il Polo Sud si vede il Sole per 24 ore al giorno. Con tempo generalmente buono e turni continuativi, essi hanno osservato il periodo di oscillazione di 160 minuti così come l’ampiezza di pulsazione di tre chilometri.

[1]Esempi sono l’atmosfera sulla Terra e il flusso di plasma del Sole. L’aria scende dal polo nord verso l’equatore per poi tornare verso l’alto. Sale dal polo sud verso l’equatore per poi tornare verso il basso.
ÆTHER PRIMORDIALE
 
Il termine Æther in greco significa “splendore”,una sorgente di energia universale che pervade tutto l’Universo. Fino al ventesimo secolo, la tradizione scientifica Occidentale ha prospettato l’esistenza dell’Etere nello spazio, rifacendosi a quanto affermavano sia gli antichi filosofi Grechi e sia filosofi appartenenti a civiltà ben più antiche con una conoscenza scientifica avanzata. I saggi antichi avevano sostenuto che “la Natura aborre il vuoto”. L’esistenza dell’Etere venne“scientificamente esclusa”dall’esperimento del 1887 di Michaelson-Morley (M-M),ancora oggi nella “vulgata” corrente un pilastro a favore della fondatezza sperimentale della teoria della relatività ristretta[1]e molti scienziati credono ancora che le cose stiano così[2].
 
Einstein propose di ritornare all’Etere, da lui precedentemente ripudiato nel 1905 e inseguito presentò almeno tre nuovi modelli di etere. Nel 1920 Einstein afferma in realtà che “l’ipotesi dell’esistenza dell’etere non contraddice la teoria della relatività ristretta”, mentre nel 1924, scrive:“... nella fisica teoretica, non andiamo da nessuna parte senza l’etere, cioè un continuum di proprietà fisiche definite, in quanto la teoria generale della relatività (…) esclude un’azione diretta a lungo raggio; e ogni teoria a breve raggio assume la presenza di campi continui, e, conseguentemente, l’esistenza dell’etere”.Nell’ultimo modello la materia è vista come un effetto dell’energia nello spazio contenente l’Etere, e non come un corpo estraneo.
 
La fisica attuale non volendo sentire parlare di Etere preferisce usare la parola campo definita come stato del vuoto. La fisica quantistica predice l’esistenza di un mare sottostante di energia in ogni punto dell’universo, è stata anche definita come l’energia del Punto Zero (ZPE): il più basso livello di energia possibile nel vuoto. Il vuoto quantistico essendo la fonte originante delle forze elettromagnetiche, gravitazionali e nucleari conosciute e dei campi, è la fonte stessa della materia. Le definizioni tecniche del vuoto quantistico puntano ad un mare continuo di energia in cui le particelle di materia sono sottostrutture specifiche.
 
Attualmente la teoria dell’esistenza dell’Etere dopo essere stata cancellata è tornata prepotentemente in ribalta[3]. Come i pesci nel mare, la pressione di questo fluido energetico ci circonda costantemente, benché noi non notiamo la sua presenza. Aether può essere visualizzato come un’essenza “fluida” che, grazie a moti rotazionali, genera bolle sferiche che permeano l’universo. È attraverso il suo movimento che da Aether prende forma il MEST (Materia-Energia-Spazio-Tempo): in quest’ottica gli atomi non sarebbero altro che formazioni vorticose di Aether, mentre tutti i campi di forze sarebbero solo l’effetto risultante dei moti, sia rotatori sia a spirale, di Aether. L’Aether ha dunque natura fluidodinamica. Il fluido eterico è una sorgente di tremenda energia in costante movimento vibrazionale, che fluisce attraverso ogni oggetto nell’Universo, creandoli e ricreandoli ogni secondo, come la fiamma di una candela assorbe costantemente nuova cera e ossigeno e irradia nuovo calore e luce, ma continua ad esistere come unità misurabile. Se questo Etere smettesse di fluire e ruotare in modo intelligente e con un certo proposito, tutta la massa si dissolverebbe gradualmente e ritornerebbe al suo stato energetico primordiale; la fiamma si spegnerebbe. Nella nuova fisica emergente, le particelle Newtoniane e la dualità particella-onda sono abbandonate. Alcuni scienziati suppongono che l’Etere sia una energia sottile che fluisce attraverso tutte le cose materiali come fosse un liquido, creando il mondo materiale. In effetti, questa nuova fisica del 21° secolo,ci dice che i mattoni della massa, gli atomi e le molecole, non sono particelle. Invece, sono non più che vortici sferici di energia in questo fiume d’etere[4].
 
Nel 1913, il fisico Eli Cartan dimostrò per primo che lo spazio tempo nella teoria della relatività generale di Einstein non solo “curvava”, ma possedeva in sé stesso anche un movimento di rotazione o spiraliforme conosciuto come “torsione”. Questa parte della fisica viene collegata esplicitamente alla Teoria Einstein-Cartan, o ECT. La teoria di Cartan da principio non venne presa troppo sul serio, poiché fu formulata prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. La maggior parte delle persone non sa che oggi è generalmente accettato che lo spazio che circonda la Terra e probabilmente l’intera Galassia possiede una rotazione destrorsa, il che significa che l’energia sarà influenzata a girare in senso orario come se viaggiasse attraverso il vacuum fisico.
 
Il Serpente (Vortice) Celeste, cominciò le sue circonvoluzioni crescendo di forza e maestà e producendo, con la sua fecondità immensa, milioni di “serpenti-vortici” minori.
 
La sensazionale prova scientifica che tutta la materia fisica è formata da un “etere” di energia invisibile e cosciente risale almeno agli anni cinquanta. Il rinomato astrofisico russo prof. Nikolaj A. Kozyrev (1908-1983) ha dimostrato senza ombra di dubbio che una simile sorgente di energia deve esistere. Dalle sue osservazioni illuminate nel campo di prigionia staliniano, Kozyrev ritenne che tutte le forme di vita dovessero essere composte di una forma di energia invisibile a spirale; e il risultato di ciò fu che egli divenne una delle figure più controverse nella storia della comunità scientifica russa. Anche il Tempo, secondo Kozyrev, non sarebbe, infatti, altro che il risultato del movimento spiraliforme di Aether (onde di torsione).
 
Alla fine degli anni ottanta, il fisico russo Anatoly Akimov ha sviluppato un modello molto sofisticato di fisica teorica “i campi di torsione” che considera l’esistenza dei vortici nel vuoto quantistico – che come si sa non è realmente vuoto bensì costituito da un continuo ribollire di particelle e anti-particelle virtuali – i quali sarebbero creati da tutti gli oggetti dalle particelle alle galassie.
 
La legge del movimento vorticoso nella materia primordiale è una delle più antiche concezioni della filosofia greca, i cui primi Sapienti conosciuti storicamente, erano quasi tutti Iniziati agli antichi Misteri. I greci la ricevettero dagli egiziani, e questi ultimi dai caldei, essi stessi allievi dei Brahmani della Scuola Esoterica. Leucippo e Democrito di Abdera — quest’ultimo discepolo dei Magi — insegnavano che questo movimento rotatorio degli atomi e delle sfere esisteva ed esiste per l’eternità. Hicetas, Eraclite, Ecphantus[5], Pitagora e tutti i suoi discepoli insegnarono la rotazione della terra; ed Âriyabhata dell’India, Aristarco, Seleuco ed Archimede, calcolarono la sua rivoluzione tanto scientificamente quanto i nostri astronomi moderni, mentre la teoria dei Vortici Elementari era conosciuta e sostenuta da Anassagora nel 500 a. C., cioè circa 2000 anni prima che venisse scoperta da Galileo.
 
                                                    Senza rotazione nessuna delle realtà può esistere, tutto ruota, la rotazione, fondamentale per la creazione, in fisica è definita dallo spin. David Thomson e Jim Bourassa hanno fondato il Quantum Aether Dynamics Institute e stanno sviluppando indipendentemente un modello eterico. La Quantum AetherDynamics afferma che nell’Etere la massa è semplicemente l’inerzia creata dai vortici eterici.
 
Lo spin dei vortici eterici che deve essere mantenuto per la stabilità della materia nell’universo è detto Gforce o God Force (Forza Divina), Fohat per l’occultismo orientale.
 
Il modello descrive la materia come vortice subatomico, un turbine nell’Etere. Lo hanno chiamato Toroide, Toroidal Æther Unit (TAU). Il modello matematico del TAU è interessante perché prevede delle stringhe avvolte a spirale, proprio come per l’ANU la particella descritta da Leadbeater e Besant in Chimica Occulta.
 
Figura 1. Aether unit

 
Un toroide possiede un asse centrale con un vortice ad entrambe le estremità e un campo coerente circostante. Il toroide è un vortice di energia a forma sferica con due depressioni polari,l’energia fluisce in un vortice, attraverso un asse centrale, esce dall’altro vortice e quindi si avvolge su di sé per tornare al primo vortice entrante. In fisica delle particelle la forma del toroide è nota per fornire un miglior ambiente all'interno del quale accelerare le particelle. La geometria toroidale è interessante come spazio per accumulare l’energia dei magneti, perché si traduce in piccoli campi magnetici esterni. Il toroide è anche la forma delle galassie a spirale. Le stelle si spostano dal disco galattico verso l’esterno, scendono nel vortice quindi tendono a spostarsi verso l’esterno. Le galassie hanno una forma toroidale in cui i buchi bianchi rilasciano energia,mentre i buchi neri la risucchiano al loro interno. Lo scienziato e filosofo Arthur Young, ha spiegato che un toroide è l’unico modello di energia o dinamica, che può autosostenersi ed è fatto della stessa sostanza che lo circonda, come un tornado, un anello di fumo nell’aria o un vortice nell’acqua.
                                           
Figura 2. Modello toroidale
 
 
Che cosa sviluppa l’universo? Sistemi auto-organizzanti e cioè visibili ad ogni scala. È un sistema capace di organizzare se stesso. In natura troviamo queste forme auto-organizzanti ovunque: nella sezione trasversale di un’arancia o in quella di una mela; nella natura dinamica di un tornado o ancora nel campo elettromagnetico intorno alla terra, o nell’analogo campo elettromagnetico che circonda l’essere umano così come nella struttura di un'intera galassia a spirale o di un atomo.
 
La forma geometrica utilizzata per descrivere la natura auto-riflessiva dell'universo è il toro. Il toroide consente a un vortice di energia di scorrere verso l'esterno per poi ritornare all’interno del vortice. Così l’energia di un toroide si rigenera continuamente e allo stesso tempo si espande autoriflettendosi su se stessa.
 
Figura 3. Toroide autoriflettendosi
 
 
Uno dei postulati di Einstein, che ha generato molta confusione è che la massa continui ad aumentare man mano si avvicina alla velocità della luce. Quando un oggetto si muove attraverso lo spazio, significa che sta attraversando l’Etere. Visualizzando l’oggetto come una spugna, che si muove attraverso il fiume di Etere, lo vedremo assorbire più fluido e di conseguenza la sua massa aumenterà. All’opposto, rallentando sua massa diminuirebbe, la spugna rilascerebbe fluido, come un pallone che rilascia l’aria extra messa in precedenza. È il fluido che crea l’oggetto momento per momento.
 
La Quantum Aether Dynamics afferma che l’Etere ha proprietà sia meccaniche sia elettromagnetiche. La proprietà meccanica è quella che da massa alla materia, è il momento angolare dell’energia eterica rotante. La massa è semplicemente l’inerzia creata dai vortici eterici. Lo spin dei vortici eterici che deve essere mantenuto per la stabilità della materia nell’universo è detto Gforce o God Force (Forza Divina, Fohat per la Dottrina Segreta). L’Aether Dynamics la definisce una forza enorme senza causa conosciuta.
 
La teoria dell’Etere definisce le seguenti grandezze:
 
1. Campo elettrico: è un vettore nel campo scalare o per dirlo in termini più semplici una tensione o uno “stress” nell’Etere che normalmente è scalare, non per nulla si chiama “tensione” perché il campo elettrico è costituito da una zona di spazio dove l’Etere ha due gradazioni differenti di pressione.
 
2. Campo magnetico: è costituito da un movimento di Etere chiuso, proprio come dimostra la limatura di ferro con sotto la calamita.
 
3. Campo gravitazionale: è un movimento di Etere a spirale; l’analogia con il campo magnetico è evidente. Il campo gravitazionale è generato come spazio-temporale che curva verso il centro del sistema, mentre la radiazione elettromagnetica viene prodotta quando le forze centrifughe vicino al centro costringono a espandere irradiare. La radiazione elettromagnetica è quindi collegata alla curvatura dello spazio-tempo (gravità) e alla rotazione, allo spin.
 
4. Tempo: è il movimento spiraliforme dell’Etere con un verso che può essere destrorso o sinistrorso, accelerato o rallentato, e, infatti, la gravità modifica il tempo e lo spazio proprio perché ha moto spiraliforme.
 
5. Materia: è costituita da entrambe le componenti elettriche e magnetiche, più in particolare un atomo è costituito da un vortice sferico-toroidale di Etere, più precisamente da due vortici controrotanti uniti. Questo implica un campo magnetico perché essendo uniti i due vortici creano una linea chiusa nell’Etere ma al tempo stesso un campo elettrico perché si crea alle estremità una differenza di pressione.
 
Il Campo Unificato è assimilabile al Tao che non può essere nominato e descritto. Il Campo Unificato di energia infinita è conosciuto comunemente come campo di Punto Zero o vuoto dello spazio, più recentemente chiamato plenum, esso è lo stato che precede la realtà manifesta. Dove l’energia diviene manifesta, collassando dal Punto-Zero, forma immediatamente una dinamica polarizzata, creando la forma fondamentale del flusso energetico detto Toroide. Tutto, dalle particelle atomiche ai campi elettromagnetici, alle configurazioni meteorologiche, agli alberi, a noi, agli ecosistemi, ai pianeti, alle stelle e galassie, è toroidale in natura. L’Universo è una frattalizzazione di flussi energetici toroidali incorporati. Il vacuum eterico della fisica è un mezzo di comunicazione estremamente denso e senza frizione. L’Etere è paragonabile a un fluido super-conduttivo, il miglior confronto in natura è lo stato super-conduttivo dell’elio, infatti,quando viene raffreddato ad una temperatura inferiore ai 2° Kelvin diventa un super-fluido, che gli oggetti possono attraversare senza risentire della frizione.
 
L’Insegnamento arcaico occidentale e orientale riconosce l’identità del “Padre-Madre” con Æther, l’Etere Primordiale. L’Idea Divina di Platone — che si dice si muova nell’Æther.
 
Si pensa che i solidi Platonici siano le strutture geometriche interne dell’atomo. Questa è la ragione per cui la geometria pitagorica è così importante in questa nuova teoria eterica. Secondo la visione della fisica eterica, il nostro universo è multidimensionale ed è composto di una sola sostanza. Questa sostanza è chiamata Etere ed è una energia vibrante simile ad un fluido che permea il vacuum fisico. La materia come la conosciamo è creata momento per momento come onda stazionaria, un vortice nel vacuum fisico. Il centro condensato di questi vortici crea l’illusione di una particella separata. Tutta la materia nell’universo è interconnessa dato che i campi della particella si estendono agli angoli estremi dell’universo.
 
La nuova teoriaCinetica Subquantica” è un nuovo paradigma microfisica che incorpora concetti sviluppati nel campo della teoria dei sistemi e termodinamica di non equilibrio. Invece di cominciare le osservazioni fisiche, la cinetica subquantica inizia postulando una serie di ben ordinati processi di reazione,che collettivamente, compongono quella che viene definito l’Etere di trasmutazione primordiale composto sottili “Etheron”o particelle.
 
La fisica ha determinato che, a livello quantistico, esiste solo una fluttuazione di energia che interagisce in schemi, strutture e flussi dinamici e che questi creano ciò che noi percepiamo come realtà, quando la coscienza osserva questa dinamica quantistica, che collassa da uno stato di potenziale infinito in esistenza manifesta.
 
Per i fisici è disponibile un nuovo modello per comprendere il cosmo, la Cosmometria. La premessa della Cosmometria è che l’universo è un fenomeno frattale-olografico[6] composto di un gioco di energia e coscienza. L’energia e la coscienza coesistono sempre e solo nella creazione continua in tutte le scale dimensionali. Secondo molti antichi cosmologi, l’universo si è evoluto in miliardi di anni come risultato di un continuo processo di creazione di materia ed energia da un reame ipoteticamente quadri-dimensionale, l’Etere. In accordo con l’attuale teoria dell’Etere i due UPA (Ultimate-Physical-Atom) opposti positivo e negativo, costituiscono gli stati della materia e anti-materia,e che alla luce delle scoperte di Leadbeater e Besant la rotazione dell’UPA positivo fa scorrere verso l’esterno le sue energie creative, nella nostra realtà, mentre la rotazione dell’UPA negativo trasmuta la materia in anti-materia,inviando l’energia dalla nostra realtà fisica verso l’Etere. Sul suo sito, Paul LaViolette a proposito dell’UPA dice: “Il flusso vorticoso dell’Etere, che Leadbeater e Besant hanno visto scorrere dentro e fuori dal centro della particella corrisponde alle previsioni della sub-quantistica cinetica.”
Per la scienza esoterica l’atomo Anu del piano Fisico è tutt’altro che unitario, perché risulta formato da 496 (circa 14milioni) di bolle omicron nel Koilon, o bolle di schiuma quantica.

[1] A. Einstein non lo cita esplicitamente nel suo lavoro iniziale del 1905 (ma del resto in quell’articolo non cita niente!), e si limita a fare un riferimento generico a infruttuosi tentativi sperimentali di rilevare il moto della Terra attraverso l’etere lumini fero.
[2]Ci sono diverse ragioni per invalidare l’esperimento di M-M.
[3] Le nuove teorie si chiamano “Fisica Sequenziale”, “Cinetica Subquantica”, “Nonequilibrium Thermodynamics”, “General System Theory”, “Reciprocal System Theory”, “Harmonic Universe Theory”, “Maxwell /Whittaker scalar-wave physics”, “Hyperdimensional Physics” e altre “Unified Field Theories”, concordano tutte sul punto per cui la nostra realtà fisica si elevi da questa sostanza energetica nascosta.
[4] Le nuove teorie sono da sempre avversate ed è naturale che sia così. L’establishment universitario che si autodefinisce come scientifico, quasi sempre sovvenzionato dall’industria, che indirizza e sponsorizza sul tipo di ricerca da fare, è assai duramente polarizzato contro chiunque si avvicini a una teoria “eterica”.  L’establishment sa che una simile teoria (la loro) è palesemente falsa, e si batteranno vigorosamente per contrastare ogni passaggio verso la verità sull’Etere.
[5]Hicetas, seguace di Pitagora, probabilmente fin dal 500 a.C. Ecphantuse da Eraclide, allievo di Platone.
[6]La visione Frattale-Olografica è piuttosto semplice e dice che lo stesso schema si ripete in tutte le scale (frattale) e che il tutto è presente ovunque in ogni momento (olografico).
I GIOCATTOLI DELLA CREAZIONE
 
L’Induismo insegna che tutta la manifestazione è la “danza di Shiva”, e la medesima dottrina si impartiva in Grecia nei Misteri Eleusi. Gli iniziati di questi Misteri[1] avevano, tra le altre esperienze, quella di “sentire” ciò che la sacra canestra conteneva, cioè i “Giocattoli di Dionisio”, il Fanciullo Divino. Questi giocattoli erano: La trottola;La palla;I dadi; Il rombo; Lo specchio.
 
  • La trottola a forma di pigna, il giocattolo rotante e rombante è il modello dell’atomo vorticoso, lo spin della fisica;
  • La palla, il modello di tutti i corpi sferici dell’Universo che ruotano o danzano in modo circolare;
  • Il Tempo è un fanciullo che gioca a dadi, scriveva Eraclito.Il Tempo, questo richiama la Creazione essendo i due indissolubilmente legati. Lo scorrere del Tempo ha come conseguenza il mutare di ogni forma: il Mutamento della filosofia cinese. L’interpretazione che identifica i dadi, con i cinque solidi platonici, simboli degli Elementi Cosmici, si accorda con quella dello scorrere del Tempo. Gli elementi primari sono Sette[2], fino ad oggi ne conoscono solo Cinque, gli altri due sono ancora mantenuti celati. Gli Elementi sono chiamati dalla filosofia esoterica i “Figli della necessità”, termine con il quale S. Paolo chiama gli Esseri Cosmici invisibili. Il Tempo strettamente legato alle formazioni dei Sette Stati di Materia segue con le sue suddivisioni la medesima legge settenaria dei frattali.
     
Nel Cubo di Metatron i solidi Platonici possono essere annidati, uno dentro l’altro. Si consideri il cubo, e si disegnino linee che interconnettono tutti i centri sulle sei facce del cubo, si forma così l’ottaedro, che è circoscritto dal cubo iniziale. Ripetendo lo stesso processo con l’ottaedro interconnettendo i centri delle sue facce, Il risultato è un cubo ora circoscritto dall’ottaedro. Questo processo può andare avanti all’infinito, creando solidi Platonici sempre più piccoli perfettamente annidati tra loro, creando così un frattale, uno schema geometrico ripetitivo. L’annidamento di solidi Platonici non è ristretto al cubo e all’ottaedro. Tutti i solidi Platonici possono essere annidati fra loro. Secondo Daniel Winter[3] gli elettroni nei gusci degli atomi corrispondono ai vortici annidati nelle simmetrie Platoniche. Nell’atomo, gli elettroni orbitano attorno al nucleo a distanza fissa. La sfera che descrive il piano orbitale dell’elettrone è chiamata guscio elettronico. Similmente in scala inferiore, viene creato il nucleo dell’atomo.
 
  • Il rombo è descritto come una linguetta di legno o di metallo a forma di pesce cui è attaccata la funicella, ed era roteato nei Misteri[4], perché producesse una specie di ronzio come quello delle api. Secondo la lunghezza della corda, la velocità di rotazione, la grandezza della tavoletta si potevano ottenere infiniti suoni, che erano connessi con Dioniso: il muggito del toro, il sibilo del vento, il rombo del tuono, ecc. Si può dedurre dagli antichi simboli sonori che il suono da cui scaturì la vita fu rappresentato come un rumore stridulo sibilante di rombo.
 
Questi culti segreti erano riti kabirici legati ai segreti del fuoco creatore e distruttore, il Pitagorico Archita di Taranto documenta esplicitamente l’uso dei rombi durante i Misteri[5]. L’Inno Orfico al Sole recita: “Titano di luce d’oro … sibilante, fiammeggiante, splendente, auriga, che dirigi il cammino con i giri del rombo infinito … che trascini la corsa armoniosa del cosmo …”.  “Ascolta la voce di Axieros, il Primo Kabiro: “La Mente del Padre turbina in un rombo riecheggiante, piena di Volontà invincibile … l’Universo rifulge adorno di idee variate, di cui il Fondamento è Uno e Solo. Da ciò: gli altri scaturiscono distribuiti e separati nei vari corpi dell’Universo e vengono trasportati in sciami attraverso gli immensi Abissi, sempre turbinando nell’Illimitata Radiazione”.[6]I sacerdoti pre-ellenici e gli Etruschi invocavano le folgori e la pioggia facendo roteare continuamente dei rombi in modo da descrivere la figura di un otto. Tracciando la figura dell’otto si descrivono due cerchi che ruotano in senso opposto creando così la polarità.
 
Figura 1. La polarità creata dal “rombo”
 
 
Nell’oceano di Etere del nostro universo si creano vortici, dei Toroidi, Toroidal Aether Unit (TAU), piccoli tornado di energia spiraleggiante. Il vortice è il flusso naturale per i fluidi. I vortici nell’Etere sono come piccoli mulinelli[7] in un fiume del tutto simili a quelli creati dalla rotazione dei rombi! Il muggito del Toro era imitato dal roteare dei rombi nei Misteri. Secondo Daniel Winter[8]quando due di questi vortici si uniscono, formano un toroide[9]. In idrodinamica la forma stabile che permette ai fluidi di muoversi a spirale verso l’interno e l’esterno sulla stessa superficie è il toroide. Il toroide consente a un vortice di energia di scorrere verso l'esterno per poi ritornare all'interno del vortice. Così l’energia di un toroide si rigenera continuamente e allo stesso tempo si espande autoriflettendosi su se stessa. L’intero universo ha la forma di un toroide.
 
Ø  Lo specchio, il simbolo della simmetria nella riflessione, i sette specchi o piani di Materia su cui si riflette il Logos: “L’Uno che fissa i Molti”. In altri miti è l’immagine unica nello specchio a essere frantumata dalla rottura dello specchio.
 
Il Divino Fanciullo, Dionisio, fu indotto dai Titani a deformarsi la faccia ricoprendola di gesso per poi guardarsi nello specchio, dopo di che, narrano gli Orfici, i Titani con la spada lo tagliarono in Sette pezzi.
 
Dicono che Efesto[10], fece uno specchio per Dionisio, e che il dio guardandovi dentro e contemplando la propria immagine, si gettò nella molteplicità.[11]
 
Alcuni scienziati come Mishin, Aspden, Tesla e Keely hanno scoperto, indipendentemente gli uni dagli altri, che l’Etere è suddiviso in differenti livelli di densità, questi differenti livelli di densità di energia eterica corrispondono a differenti ‘dimensioni’ o piani di esistenza, i Piani di Materia della filosofia esoterica. Apprendiamo da queste scoperte che le qualità della materia e dell’energia saranno differenti secondo la densità, cosa che comporta un cambiamento nelle leggi base della fisica per ogni livello di densità raggiunto. Gli insegnamenti di antiche scuole misteriche insistono sul fatto che esista un’Ottava di materia composta di sette diverse densità.
 Un Inno Orfico recita così: “Vieni beato Dionisio, nato dal Fuoco, con la fronte di Toro”. Dionisio assimilato ad un Toro giocava con lo specchio forse per dirci che la forma geometrica utilizzata per descrivere la natura auto-riflessiva dell’universo è il Toro.   

[1]Nell’antichità le Scuole per pochi, dove attraverso un linguaggio simbolico, venivano spiegati i segreti dell’Universo erano note sotto il nome di Misteri.
[2]La materia è settenaria.
[3] Dan Winter, http://goldenmean.info/.
[4] Era utilizzato oltre che nei Misteri dell’antica Grecia, anche fra gli Etruschi e tramite Numa ai Romani custodito dal collegio dei sacerdoti Salii.
[5] Nell’antichità questo strumento era tenuto nascosto alle donne e ai fanciulli, ed era mostrato a questi soltanto quando nei riti d’iniziazione. Si tratta dunque dello strumento religioso più antico, più diffuso e più sacro che si conosca. La sua antichità è confermata dal fatto che esso era in uso, a quanto pare, anche nell’Egitto antico e nell’antica Mesopotamia.
[6]Oracolo Caldeo (Babilonia).
[7]Lo stesso flusso vorticoso si crea ogni volta che si toglie il tappo dal lavandino!
[8] L’illustrazione è stata disegnata da Daniel Winter.
[9] Ecco spiegato un secondo motivo della particolare rotazione dei rombi per formare un otto.
[10] Efesto, o Vulcano, è una divinità legata ai Fuochi della Materia.
[11] Proclo, Commento al Timeo, 33b.
SETTE OTTAVE - SETTE STATI DI MATERIA
 
Nel 1984 Edward Witten, Michael Green e John Schwarz proposero una nuova teoria fisica, la cui potenza risiede nel concetto di stringa, “corda”. La Teoria delle Stringhe afferma che le proprietà delle particelle osservate - comprese quelle che veicolano le forze - sono il riflesso dei vari modi in cui queste microscopiche stringhe possono vibrare, come corde di una chitarra. Ciascuna delle possibili vibrazioni ci appare come una diversa particella. Secondo la Teoria delle Stringhe, se potessimo esaminare le particelle fondamentali - come quark ed elettroni - con un “ingrandimento” centomila miliardi di volte maggiore di quello che c’è permesso dalle tecnologie attuali scopriremmo che esse non sono palline ma minuscole linee o anelli sottilissimi. Così l’elettrone è una corda che vibra in un certo I modo, il quark down, una corda che vibra in un altro modo, il fotone, una corda che vibra in un altro modo ancora, e così via. Le interazioni tra particelle diventano allora fusioni e scissioni di corde.
 
Le tre Guna individuano la lunghezza di tre corde astratte nel mondo senza forma che con la loro oscillazione generano i Tre Suoni. Guna significa “filo”, corda.  La filosofia Indù paragona i Tre stati della Materia a corde musicali, associate a Tre vibrazioni fondamentali, a Tre diversi gradi di tensione o vibrazione, a Tre Suoni. L’incremento di lunghezza di ogni corda è di un’Unità. Tamas rappresenta la quiete con frequenza vibratoria minima, Rajas all’opposto è l’attività frenetica nella Materia e di conseguenza ha frequenza vibratoria massima, tre volte la minima. Queste tre corde sono associate ai tre aspetti della divinità manifestata, il Logos.
 
1. Guna Tamas,   Inerzia, Shiva,      lunghezza corda 1, frequenza 1.
2. Guna Sattva,   Armonia, Vishnu,   lunghezza corda 1/2, frequenza 2
3. Guna Rajas,    Attività, Brahma,   lunghezza corda 1/3, frequenza 3.
 
Le immagini della radiazione di fondo dell’universo, catturate da un telescopio portato fino a 37 chilometri di altezza da un enorme pallone chiamato «Boomerang», sopra i cieli incontaminati dell’Antartide hanno evidenziato come l’Universo neonato si dilatava velocemente, percorso da onde sonore che risuonavano come quelle di un flauto[1]. La scoperta dà supporto alla teoria cosiddetta dell’inflazione, secondo la quale l’universo oggi osservabile proviene da una minuscola regione subatomica, che fu gonfiata vertiginosamente un attimo dopo il Big Bang[2]. Secondo la teoria, nel gas incandescente hanno risuonato solo le onde con una lunghezza particolare:
 
1. Prima armonica lunga circa 300.000 anni luce;     corrisponde alla corda di Shiva.
2. Seconda armonica con lunghezza 1/2, cioè 150.000 anni luce; corrisponde alla corda di Vishnu.
3. Terza armonica con lunghezza un terzo, cioè 100.000 anni luce; corrisponde alla corda di Brahma.
 
Il Suono, la Parola, Logos in greco, in origine significava rapporto. Il primo rapporto1/2, manifesta la relazione tra il Principio Immobile o “Il Dio il cui Nome è Ignoto” e la “Diade Infinita”, cioè tra l’Uno e il Molteplice.
 
Figura 1. Big Bang Sound
L’anno luce è un’unità di misura della lunghezza, definita come la distanza percorsa dalla radiazione elettromagnetica nello spazio nell’intervallo di un anno[3]. Poiché la velocità della luce nel vuoto è pari a 299.792,458 chilometri al secondo, un anno luce corrisponde a 9.461 bilioni di metri, cioè 9,461x1012 Km, e 300.000 anni luce corrispondono a circa 2,8x1018 Km. Proprio come in un immenso Monocordo cosmico di lunghezza 300.000 anni luce, in cui risuona l’onda sonora fondamentale del Primo Logos Cosmico, ma anche quelle di lunghezza pari a metà della fondamentale del Secondo Logos Cosmico, un terzo del Terzo Logos Cosmico e cosi via. La scienza conferma che la materia si è formata rispettando quell’armonia musicale descritta da Pitagora.
 
Partendo dalla teoria delle stringhe, e applicandola al concetto dell’Armonia delle Sfere di Pitagora, si ipotizzi un immenso strumento cosmico la cui corda o Guna fondamentale è di lunghezza 300.000 anni luce.
 
I Tre Suoni Primordiali generati da tre corde di lunghezza 1, 2, 3, strettamente connesse alla velocità della luce sono simultaneamente presenti, ma il prevalere dell’uno o dell’altro ne determina una diversa combinazione o colorazione. I Tre Suoni Primordiali combinandosi fra loro formano altri Sei Suoni: 1+2+3=6, 1x2x3=6. Sei per i Pitagorici era il numero perfetto. Le note o suoni ricavate da Pitagora sono sette, sei più la nota fondamentale il DO. Secondo la tradizione Pitagora era andato a istruirsi anche in India.
 
Il Triplice Suono AUM emesso dal Triplice Logos si trasforma in Sette Suoni, la Parola fatta di Sette Sillabe.
 
“AUM,” disse il Potente, e risuonò la Parola. Le settemplici onde della materia si separarono, e apparvero le forme. Ognuna prese il suo posto, ognuna nella sfera stabilita. Attesero che il sacro flusso venisse a penetrarle e a colmarle. I Costruttori risposero al sacro suono. In musicale collaborazione attesero al lavoro.[4]
 
I suoni emessi sotto forma di note, vocali, sillabe e parole nell’attraversare lo Spazio si manifestano come Colori. Le settemplici onde di materia sono accompagnate da sette suoni e sette colori: i Sette Raggi luminosi. La Forza Creatrice, nel suo incessante compito di trasformazione, produce Suono, Luce o Colore, e Numeri, in forma di rapporti delle vibrazioni che compongono e dissociano atomi e molecole.
 
Filolao di Crotone, discepolo di Pitagora ci ha tramandato il tetracordo, dal quale partendo dalle tre note del tetracordo di Filolao DO, FA, SOL operando con la legge di Quinta si ottengono altre quattro note: RE, LA, MI, SI, Sette in tutto e non di più[5].
 
Giamblico stesso racconta che Pitagora avrebbe riportato da Babilonia in Grecia la “perfettissima” delle proporzioni, costituita dalla Tetractis 6, 8, 9, 12, che esprimono le note DO’, SOL, FA, DO.
 
I Tre Suoni Primordiali combinandosi fra loro formano altri Sei Suoni, e poiché nel mondo della manifestazione è tutto duale, si ottengono due gruppi di Sei, dodici in tutto 2x6= 12. La Corda Unitaria del Demiurgo è divisa in 12 parti. Secondo alcune scuole tantriche il Suono primordiale è scomponibile in dodici articolazioni, corrispondenti ai 12 nomi del Sole.
 
La “perfettissima” delle proporzioni, espressa nel Tetracordo di Filolao[6] 6, 8, 9, 12, nasconde il segreto dell’OMkara, delle Sette Note Cosmiche i cui valori si basano sulle lunghezze delle Tre Divine Corde. Infatti, le note della scala pitagorica contengono rapporti con sole potenze dell’1, del 2 e del 3, cioè delle lunghezze delle tre corde Guna. Riferendoci per semplicità numerica a una corda di lunghezza unitaria:
         
I   (DO)                   1/1        
II (RE)            8/9=23/32        
III   (MI)     64/81=26/34        
IV   (FA)          3/4=3/22        
V   (SOL)                2/3        
VI   (LA)      16/27=24/33        
VII   (SI)  128/243=27/35
       
Queste Note Cosmiche sono generate dalle Sette Corde[7]della “Coscienza Universale”, che sono tese lungo il limite musicale del Cosmo e che vibrano da un’Eternità all’altra. I Sette stati di Materia comunemente detti Piani sono formati secondo le Leggi matematiche dell’Armonia musicale divulgata da Pitagora.
 
I Sette Stati di Materia formano un’Ottava Cosmica. Vedere le dimensioni o densità di materia organizzate in un’ottava, ci fornisce una perfetta teoria della vibrazione che unifica i nostri universi, l’invisibile col visibile, in un solo e semplice intero.
 
Ogni nota, ha sei sottotoni che con la nota principale fanno sette, quindi la Legge di Vibrazione comprende 42 vibrazioni minori e 7 maggiori, per un totale di 49.
 
Pitagora considerava la Divinità, il Logos, come il Centro dell’Universo e la Sorgente dell’Armonia. Questa Divinità era il Logos. Uno dei simboli gnostici per rappresentare il Logos è il Serpente[8] che con il suo movimento indica l’oscillazione di una corda musicale.
 
I Sette Stati di Materia formano un’Ottava Cosmica che a sua volta genera Sette Ottave. Ogni Piano o stato di Materia, è a sua volta diviso in Sette Sottopiani, che variano per la minore o maggiore finezza della materia che li costituisce. Questi Sette tipi di Materia si differenziano a loro volta in 7x7 = 49 sub elementi.
 
Il primo sottopiano di ciascuno di questi piani è chiamato atomico perché è composto di materia più sottile i cui atomi non sono ancora aggregati. Nel settimo sottopiano, quello più basso, si trova la materia più grossolana i cui atomi sono aggregati in modo complesso per formare elementi fortemente inerziali concentrati della parte centrale della sfera dell’Universo.
 
Le dimensioni nascoste e invisibili rappresentano la parte molto più grande dell’Universo rispetto alle parti fisiche a noi visibili - i fisici consci di questa realtà hanno chiamato le parti invisibili “materia oscura” e “energia oscura”.Gli scienziati che sono occupati a cercare la materia oscura e l’energia oscura nelle profondità dello spazio, in realtà bisogna guardare oltre il mondo subatomico, perché si questa materia e energia oscura compenetra la normale materia fisica. La scienza non ha ancora teorizzato un piano di queste dimensioni superiori quindi dobbiamo guardare alla conoscenza antica per le risposte.
 
La Dottrina Segreta descrive nella Stanza III di Dzyan il Risveglio dell’Universo dopo la Notte Cosmica.
 
I Tre cadono nei Quattro. L’Essenza Radiante diventa Sette all’interno e Sette all’esterno. L’Uovo Luminoso, che in se Stesso è Tre, si Coagula e si espande in Grumi Bianco-Latte per tutte le profondità della Madre (III, Shloka 4) … La Radice della Vita era in ogni Goccia dell’Oceano dell’Immortalità (III, Shloka 6).
 
I Tre rappresentano il Triplice Logos, i Quattro sono la Diade raddoppiata: il prodotto del primo numero moltiplicabile che è Due. Il mito greco narra come la prima coppia, Kronos e Rea, genera la seconda coppia, Zeus e Hera. Rhea, la Madre degli dei, la fonte della durata, si manifestava attraverso le modificazioni dei Quattro Elementi simbolizzati da Afrodite, che era l’Acqua generatrice, da Hestia, che era il Fuoco, da Demetra che era la Terra e da Hera che era l’Aria. I Pitagorici chiamavano il numero Quattro, il “Custode delle Chiavi della Natura”. È il simbolo dell’Universo allo stato potenziale, o materia non ancora formata, caotica.
 
Gli antichi miti della cosmogonia occidentale, affermano che in principio vi era soltanto Nebbia Fredda, che era il Padre, e il Limo Prolifico, la Madre (Hyle); quindi la Materia Primordiale, prima di risvegliarsi al fremito dell’azione sotto l’impulso di Fohat, non è che “una radiazione fredda, senza colore, senza forma, senza gusto e priva di qualsiasi aspetto e qualità”. E tali sono pure i suoi Primogeniti, “i Quattro Figli”, che “sono Uno e divengono Sette”, le Entità, le cui qualifiche e i cui nomi servirono agli occultisti orientali dell’antichità per denominare i Quattro dei Sette primitivi “Centri di Forza” o Atomi, che si sviluppano più tardi nei grandi “Elementi” Cosmici.
 
I TRE cadono nei QUATTRO. L’Essenza Radiante diventa Sette all’interno e Sette all’esterno. Passando dai mondi aformali del Puro Spirito, ai mondo oggettivi, i Quattro divengono Due Volte Sette, Questi Sette Elementi sono tanto elettropositivi quanto elettronegativi. L’Universo Manifestato è pervaso dalla dualità che è, per così dire, l’essenza stessa della sua Esistenza come Manifestazione. Perché la manifestazione è basata sul numero sette, cioè settenaria? Una Triade genera sempre un Settenario. Dal punto di vista matematico i Tre Principi si combinano in Sei Unità, Sette con la loro sintesi. I Tre attributi della Materia, in oriente sono detti Guna. Tamas è l’inerzia della materia. Rajas, il movimento, è l’attività della materia, la forza centrifuga. Sattva è l’equilibrio fra le Due Polarità, la causa del movimento rotatorio, la forza che rende possibile la formazione di nuclei di materia.
 
[1] http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/big_bang_e_musica.html
[2]I responsabili del progetto sono, l’italiano Paolo De Bernardis, dell’Università La Sapienza di Roma, e Andrew Lande del California Institute of Technology. Al progetto partecipano ricercatori della Nasa e dell’Esa, ma anche di istituti scientifici italiani come il Cnr, l’Enea e l’Asi.
[3] Altre unità di misura delle lunghezze accomunate con l’anno luce sono il minuto luce, il secondo luce.
[4] A.A. Bailey, Trattata del Fuoco Cosmico, Stanza di Dzyan II, interpretazione della Stanza del Maestro D.K.
[5]La successione delle note DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, costituisce la scala pitagorica diatonica.
[6] Filolao era un discepolo diretto di Pitagora.
[7]  L’Eptacordo di Apollo, in ognuna delle cui corde dimora lo Spirito, l’Anima ed il corpo astrale del Cosmo.
[8] E l’Eterno disse a Mosè fai un serpente ardente e mettilo su un’asta. Numeri 21:4-9.
SETTE TIPI DI MATERIA
(dal libro di A. Besant, Studio sulla Coscienza)
GRUPPO TAMAS
GRUPPO RAJAS
GRUPPO SATTVA
INERZIA, MOVIMENTO, Ritmo
MOVIMENTO, INERZIA, Ritmo
RITMO, MOVIMENTO, Inerzia
INERZIA, RITMO,  Movimento
MOVIMENTO, RITMO, Inerzia
RITMO, INERZIA, Movimento
SINTESI
INERZIA, MOVIMENTO, RITMO
La combinazione fra questi tre attributi della materia genera la differenziazione degli atomi che compongono lo spazio. Per la Materia, le tre Guna, formano I Sette elementi Cosmici, i sette stati di Materia che nell’Insegnamento sono chiamati Piani. Fohat o Energia divina sui differenti piani è noto come Aether, Aria, Fuoco, Acqua, Elettricità, Etere, Prana e termini analoghi.
Per la Coscienza il Triplice Logos forma Sette Logoi che incorporano sette tipi di forza differenziata e rappresentano le sue Sette modificazioni di Coscienza, per ognuno dei sette stati di materia. Nella Dottrina Segreta (S.D., III, 540) sono descritti come i Sette Costruttori, i Manasaputra, i figli nati dalla Mente di Brahma, il terzo aspetto della divinità.
SETTE TIPI DI COSCIENZA LOGOI
GRUPPO VOLONTA'
GRUPPO ATTIVITA'
GRUPPO SAGGEZZA
VOLONTA’, SAGGEZZA, Attività
ATTIVITA’, VOLONTA’, Saggezza
SAGGEZZA, ATTIVITA’, Volontà
VOLONTA’, ATTIVITA’, Saggezza
ATTIVITA’, SAGGEZZA, Volontà
SAGGEZZA, VOLONTA’, Attività
SINTESI
VOLONTA’, ATTIVITÀ, SAGGEZZA
Essi, i Logoi, i Sette tipi di Coscienza, si servono di Fohat come del loro veicolo. Agendo come Forze creatrici, passano attraverso la polvere cosmica incandescente, attirano gli atomi e creano i mondi[1].I sette tipi si materia rivestono i sette tipi si vita, limitandola: non vi è Spirito che non sia avviluppato di Materia, e viceversa non vi è Materia che non sia animata dallo Spirito. La Percezione nasce dalla limitazione e dalla separazione l’Uno fissa i molti. Dicono che Efesto, fece uno specchio per Dionisio, e che il dio guardandovi dentro e contemplando la propria immagine, si gettò nella molteplicità.[2]
 
Il numero Sette era per i Pitagorici sacro a Minerva perché come la Dea era considerato Vergine, non generato, senza Padre e Madre (Anupadaka secondo gli Indù), perché procedeva direttamente dall’Uno manifestato nei Sacri Tre.
 
Come Minerva la Dea della Sapienza, le profetesse nell’antichità erano delle vergini, perché la vergine ha il dono della veggenza e della chiaroveggenza, la lingua greca come quella italiana designa con la stessa parola κόρη, sia la vergine sia la pupilla dell’occhio. Il numero Sette per i Pitagorici era la Monade sul piano della manifestazione.
 
L’espandersi e il contrarsi della “Tela”, cioè la stoffa del mondo, visualizzano il movimento pulsatorio; perché la contrazione e l’espansione regolari dell’Oceano Illimitato, sono la causa della vibrazione universale degli atomi. L’Essenza Radiante si coagula e si espande per tutte le Profondità dello Spazio. L’Essenza Radiante si coagula e si espande in Grumi Bianco-Latte. Questa materia, radiante e fredda allo Zero assoluto a -273°, al primo risvegliarsi del movimento cosmico si dissemina nello Spazio e, vista dalla Terra, appare simile a grumi o masse di latte cagliato. Questi sono i semi dei mondi futuri, la “stoffa stellare”.Da un punto di vista astronomico, l’Essenza Radiante che si coagula e si espande in Grumi Bianco-Latte è la Via Lattea, la Stoffa del Mondo, o Materia Primordiale,i “Grumi” sono la sua prima differenziazione. Lo stesso concetto è espresso dall’allegoria indù degli Dèi “che sbattono l’Oceano di Latte” come si sbatte il latte nella zangola per fare il burro.
 
Le Tre forze primordiali si combinano fra loro generando altre Sette Forze Secondarie. L’Atomo Unico diventa Sette Atomi sul piano della manifestazione. Il primo sviluppo del Caos primordiale sono i Sapta Samudra, i Sette Tipi di Materia, indicati come i Sette Oceani[3] o i Sette Piani o Stati di Manifestazione. Nell’antichità l’Uovo del Mondo era ricoperto di Sette Pelli o Elementi, di cui Quattro noti (Terra, Acqua, Aria, Fuoco) e Tre celati nel Quinto Elemento, il Triplice Etere. Il Vishnu Purana, afferma che: “Questo universo, composto da Sette Zone ... in ognuna pullula di creature viventi, grandi o piccole ... in modo che ci sia non l’ottava parte di un pollice in cui non abbondano”. L’Uovo del Mondo è contemporaneamente l’Uovo del Cigno e l’Uovo del Serpente. Il Cigno richiama il Serpente per la sua forma lunga e sinuosa del collo. In Egitto Kneph, l’Eterno Non Rivelato, veniva rappresentato sotto forma di un Serpente che produce un Uovo dalla propria bocca, quale immagine del mondo. Il Serpente dell’Eternità è rappresentato sotto forma circolare (Uovo) mentre si morde la coda.
 
La filosofia trans-imalaiana, insegna che per un sistema solare la Materia esiste suddivisa in sette grandi modificazioni chiamate Piani. L’atomo del Primo piano o stato di materia, Adi diventa lo Spirito che si riveste di materia del piano successivo detto Anupadaka e così via fino a formare sette piani o tipi di materia e 7x7 sottopiani o sottotipi di materia. Il sottopiano più alto di ciascuno dei sette piani è chiamato “atomico”, perché le sue particelle non sono molecolari, ma sono composte di unità, non ulteriormente divisibili. Il piano più elevato, Adi, detto del Logos è quello divino, il fondamento dell’universo, in questo piano i tre aspetti del Logos, che nel linguaggio mistico sono detti Volontà, Amore, e Intelligenza agiscono in tutta la loro perfezione.
 
  • 1- ADI “Mare di Fuoco”        (Elemento Cosmico I Etere)
  • 2- ANUPADAKA                   (Elemento Cosmico II Etere)
  • 3- ATMICO                         (Elemento Cosmico III Etere)
  • 4- BUDDHICO                    (Elemento Cosmico IV Etere)
  • 5- MENTALE, Manas           (Elemento Cosmico Gassoso - Aria)
  • 6- EMOZIONALE, Kama      (Elemento Cosmico Liquido -Acqua)
  • 7- FISICO ed ETERICO      (Elemento Cosmico Denso - Terra)
             
Il sistema solare va considerato come atomo cosmico, una Sfera. I Sette Piani di Materia, anche se visualizzati come dei cerchi, vanno considerati nello spazio dell’Universo come Sette grandi Sfere che ruotano nel senso della latitudine entro la periferia solare.
 
Stelle e pianeti sono ovviamente sferici, ma lo sono anche galassie e sistemi solari. É solo una misera porzione del 5-10% il mondo che effettivamente vediamo,la materia fisica dell’universo, osservata dai telescopi, è per la maggior parte concentrata in un disco piatto, ma la materia oscura, il 90-95% della materia totale forma una protezione sferica “un alone” intorno a tutte le galassie e sistemi solari. Il Piano Fisico è un 1/7 del totale e di questo settimo solo 1/3 riferito agli elementi visibili, ecco ricavato il 5%. La materia oscura è materia eterica e l’energia oscura è materia più elevati i piani non fisici. Quindi i piani, anziché essere piatti, sono in realtà una serie di sfere concentriche.
                             
Figura 1. Sfere dello Spazio infinito
 
La figura è la rappresentazione dei Sette Piani o stati di materia, li descrive come una serie di sfere roteanti, concentriche, anziché l’usuale “pila di piani” uno sopra l’altro. Anche questa rappresentazione non è perfetta perché ogni piano compenetra effettivamente tutti i piani sotto situati. Ad esempio, il Piano Adi o Divino, si estende in realtà tutta lo spazio sferico fino a includere il piano fisico, gli altri piani intermedi si compenetrano come in un pozzo. Il piano emotivo compenetra solo il piano fisico, ma è compenetrato dai cinque piani “sopra di esso”.Percezione nasce dalla limitazione e dalla separazione l’Uno fissa i molti. La Coscienza è percezione della Limitazione, fra il Conoscitore e il Campo della Conoscenza. La Materia è limitazione, e senza la materia non esiste coscienza. La maggiore i minore coscienza dipende dalla maggiore o minore quantità di materia che avviluppa la Vita. Nei Sette Piani o differenti stati di materia, Fohat si divide in Sette Correnti: i Sette Fratelli, o Figli di Fohat sono Le Sette Forze Primarie della elettricità.   
 
[1]T. Subba Rao dice a pag. 20 degli Esoteric Writings: “Come regola generale, dovunque sette entità siano citate nell’antica scienza occulta dell’India a qualunque proposito, dovete supporre che quelle sette entità vennero in esistenza da tre entità primarie, e che queste tre entità a loro volta procedono da una singola entità o monade. Per fare un esempio familiare, i sette raggi colorati nel raggio solare si sviluppano dai tre raggi colorati primari; ed i colori primari coesistono con i quattro colori secondari nel raggio solare. Analogamente le tre entità primarie che portarono in esistenza l’uomo coesistono in lui con le quattro entità secondarie che sorsero dalle diverse combinazioni delle tre entità primarie”. Nella terminologia cristiana, sono le tre Persone della Trinità ed i sette Spiriti davanti al trono. Confronta “Il nostro Dio è un fuoco che consuma” Ebrei, XII, 29. Vedi Trattato del Fuoco Cosmico, p. 63.
[2]Proclo, Commento al Timeo, 33b.
[3] I Sette Oceani che poi vengono sbattuti o frullati dagli Dei.
COSMOLOGIA DEI FRATTALI
 
L’Universo è costruito sui frattali. I frattali sono schemi che si ripetono nello SPAZIO e nel TEMPO su scale sempre più piccole, vale a dire un modello nel macrocosmo si ripete nel microcosmo. Frattale significa frazione del tutto, indicando che ogni pezzo è parte dell’intero.
Fohat dapprima prima crea nello SPAZIO un vortice gigante al cui interno scava buchi che nel grande vortice centrale appaiono come“bolle”o dei microscopici vortici. L’Universo è una frattalizzazione di flussi energetici toroidali incorporati. Le bolle sono successivamente polarizzate e raccolte in gruppi di sette e poi ancora di sette. In questo modo sono costruiti Sette Tipi di tessuto con materia dello spazio in vortici concentrici, ognuno con la sua densità. Il processo continua a ripetersi nel Cosmo, nei vari sistemi solari, nei pianeti ecc.
 
I Sette Piani di Materia cui usualmente ci riferiamo sono in realtà i sette sottopiani di una serie ancora maggiore di piani chiamati Piani Cosmici. Ad esempio: una galassia è una massa rotante di stelle intorno a un nucleo centrale. Questo stesso schema può essere visto in scala minore nel sistema solare con i pianeti rotanti attorno ad un sole centrale. Lo stesso schema può essere visto anche a livello subatomico con elettroni ruotanti intorno al nucleo.
 
L’Universo contiene in se miriadi di sistemi solari, milioni dei quali non hanno ancora raggiunto lo stato fisico molecolare gassoso. Milioni di altri sono di nuovo in “Pralaya”, in attesa di un nuovo “Giorno di Brahma”quando nuovi Soli saranno accesi. Il Sole è paragonabile a un trasformatore che converte la materia atomica in materia molecolare. Quello che vediamo è solo l’involucro gassoso fisico esterno.
 
I Sistemi Solari seguono lo stesso modello solo su scala più piccola, che può essere visto sul lato destro del diagramma. Infatti, ognuno dei Sette Piani a sua volta è diviso in sette sottopiani. I Sette Piani Solari sono stati ampliati per mostrare i relativi 49 sottopiani. Si noterà che il sistema di numerazione cosmico 1:1 a 7:7 può essere facilmente confuso con la numerazione sistema solare 1:1 a 7:7, per questo motivo alla numerazione del sistema cosmico si premette uno zero, simbolo dell’Uovo Cosmico da 01 a 07. I numeri 1:1 fino a 7:7 sono poi riservati per identificare i sottopiani solari. I Sette Piani del nostro Sistema Solare fanno parte del Piano Fisico Cosmico (il più basso piano cosmico). Ci sono sette Piani Cosmici - questo significa che c’è un totale di 49 Piani nell’Universo. La figura illustra l’organizzazione dei 49 piani. Il lato sinistro del diagramma mostra i Sette Piani Cosmici, ciascuno con i suoi sette sottopiani per un totale di 49 piani.

 
Una galassia è una serie di 49 sfere che si compenetrano della materia di tutti i 49 piani, e che un sistema solare è una serie di 7 sfere di materia si compenetrano a partire da 7 piani.
 
La materia del primo sottopiano è chiamata atomica, perché è il mattone base di quel Piano. Ogni specie atomica fornisce materiale per le sei successive specie molecolari più composite visualizzate nei sei sottopiani successivi, ogni molecola inferiore è formata da combinazioni con la sua superiore più prossima. Le Sette specie atomiche costituiscono così 42 specie molecolari e sono queste che costituiscono il Sistema Solare. Le sette divisioni di materia atomica più sei specie molecolari all’interno di ogni mondo sistemico hanno nomi analoghi e designazioni matematiche, ad esempio per il Settimo Piano:
 
07.1   Atomico         Primo Etere        Adi                   Fisico
07.2   Subatomico    Secondo Etere    Anupadaka        Fisico
07.3   Supereterico   Terzo Etere        Atmico              Fisico
07.4   Eterico           Quarto Etere      Buddhico           Fisico
07.5   Gassoso                                 Mentale             Fisico
07.6   Liquido                                   Emoz.-Astrale    Fisico
07.7   Solido                                    Denso               Fisico
 
L'ultima Vibrazione della Settima Eternità freme attraverso l’Infinitudine[1].
 
La Filosofia Esoterica divide la Durata illimitata in Tempo incondizionato, eterno ed universale, ed in Tempo condizionato.“L’ultima Vibrazione della Settima Eternità” avviene in virtù della Legge eterna ed immutabile che è la causa dei grandi periodi di Attività e di Riposo, chiamati così espressivamente ed allo stesso tempo poeticamente, i Giorni e le Notti di Brahma.
 
Il TEMPO è strettamente legato alle formazioni dei Sette Stati di Materia, segue con le sue suddivisioni la medesima legge settenaria dei frattali. Generalmente parlando i Teosofi adoperano il termine “Anello o Ronda” come sinonimo di Ciclo, cosmico, geologico, metafisico o di qualsiasi altra natura.
 
L’Età di un Sistema Solare, è correlata alla Vita del suo creatore, Brahma e dura 311.040.000.000.000 anni; al termine di tale periodo, avviene il Pralaya, cioè la dissoluzione del Sistema Solare. La Vita di Brahma o del nostro Sistema dura 100 Anni Divini, suddivisi in due periodi di 49 +1 = 50. Gli antichi saggi cinesi insegnavano attraverso il Libro dei Mutamenti, che se dal numero della Quantità Totale è Cinquanta, se si toglie l’Unità, i rimanenti quarantanove 49 =7x7, rappresentano il numero del divenire. Il numero 49 è il ciclo della Fenice, che secondo la mitologia, muore e risorge dalle sue ceneri sette volte sette, o quarantanove volte. L’Anno del Giudizio è il Cinquantesimo[2], che corrisponde al Giubileo della Tradizione Cristiana. Dopo il Giudizio avviene l’Oscuramento Totale, il Pralaya degli Indù. Cento Anni divini corrispondono a due cicli rispettivamente di Attività di 50 anni e di riposo di 50 Anni.
 
Un Kalpa, o Mahayuga, è un Giorno di Brahma composto di 4.320.000.000 anni divisi in 7 Ronde, Ruote o Cicli che formano una Catena Planetaria, e ciascuna Ronda contiene Sette Globi. Ciascun globo contiene sette periodi dell’umanità. Una Ronda è l'evoluzione in serie della Natura materiale nascente, dei sette globi della catena planetaria, con il loro regno minerale, vegetale, animale e poi umano. Ogni Ronda è la ripetizione della precedente su un livello più elevato; quando si ritorna al punto di partenza, si perviene a un grado superiore negli stati di coscienza. Al termine della Settima Ronda della Catena planetaria terrestre, non ci sarà più il “Tempo” perché la Terra sparirà e non rimarrà alcuno che continui a misurarlo, avverrà il Pralaya, la dissoluzione periodica, e si avrà un arresto della vita cosciente. Le sette volte sette vite della Fenice sono un’allusione ai 49 periodi: 7 Ronde X 7 Globi.
 
Vi sono in ogni Kalpa o Giorno di Brahma 14=2x7 Manvantara . Il significato letterale di Manvantara o Manu-antara è “fra due Manu. “Manu” proviene dalla radice man, “pensare”, quindi è “l’uomo pensante”; ma esotericamente, ogni Manu, non è che l’idea personificata del “Pensiero Divino”. La Dottrina Segreta orientale afferma che Fohat è il messaggero del Manu, ed è la causa dell’espansione dei modelli ideali del Pensiero Divino, cioè del graduale attraversamento su una scala discendente, di tutti i piani, dal noumeno al più basso fenomenico, per sbocciare finalmente su quest’ultimo in piena oggettività, nella materia allo stato più denso. Le precedenti cifre dei cicli astronomici si riferiscono al nostro Sistema solare, ma per l’Universo? Il Vecchio Commentario anziché stordirci con delle cifre che tendono all’infinito, si esprime nel modo seguente:
 
L’unica Ruota gira. Fa solo un giro, ed ogni Sfera ed i Soli di ogni grado ne seguono il corso. La notte dei tempi si perde in essa, ed i Kalpa contano meno che i secondi nel piccolo giorno dell’uomo.
 
Passano dieci milioni di milioni di Kalpa e due volte dieci milioni di milioni di cicli di Brahma, ed ancora non è compiuto un’ora del tempo cosmico.”[3]
 
 Il risultato del calcolo astronomico andrebbe moltiplicato per le ore i giorni e gli anni cioè per: 24x360x100.  
 
[1] Stanze di Dzyan III, 1.
[2]Il periodo delle celebrazioni festive di Olimpia consisteva in 50 mesi, mentre l’intervallo vero e proprio fra due Olimpiadi era di 49 mesi.
[3] Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 1084.
DAL KOILON ALLE AGGREGAZIONI DI MATERIA COMPLESSE
 
I piani della coscienza divina, in cui si manifesta il triplice Logos, sono i primi due. Adi, che significa il Primo, è il fondamento e sostegno dell’Universo, in questo piano i tre aspetti del Logos, Volontà, Amore, e Intelligenza agiscono in tutta la loro perfezione. Il secondo detto Anupadaka, è quello in cui nessun veicolo è stato formato, il Logos scende nella materia e subisce una prima limitazione, il suo Primo Aspetto diviene latente, solo il Secondo e il Terzo Logos possono avere una perfetta espressione. Il piano successivo, l’Atmico, è quello dove si manifesta solo il Terzo Logos.
Figura 1. Vortici nel Koilon
 
 
 
Non vi è Spirito che non sia avviluppato di Materia; non vi è Materia che non sia animata dallo Spirito. Materia è limitazione e senza limitazione non esiste coscienza. Coscienza è percezione di una limitazione, di una dualità. Il Logos si manifesta come un’Unità nella sfera di materia sottilissima che Lo avvolge. Questo vortice di vita, racchiuso in un involucro di materia radice, è dunque l’atomo primordiale. Successivamente Fohat, l’energia del Terzo Logos, “scava vuoti nello spazio”, crea un numero incalcolabile di bolle nel Koilon, dei vortici, ognuno determinato dalla propria divina energia, e rivestito di materia spaziale. La materia non è il Koilon, bensì la sua assenza. Fohat è l’energia dinamica dell’Ideazione Cosmica, il mezzo intelligente, il potere che guida ogni manifestazione, il Pensiero Divino. Egli è il misterioso legame fra la Mente e la Materia, il principio animatore che elettrizza ogni atomo, dandogli vita. È il ponte per mezzo del quale le Idee, i modelli esistenti nel Pensiero Divino sono impressi nella Sostanza Cosmica come Leggi di natura.
 
Quando una particella si muove, la sua bolla corrispondente deve muoversi attraverso il denso Koilon e questo causa resistenza. Questa resistenza si manifesta come inerzia nella particella, e dall’inerzia la massa. Particelle grandi corrispondono a gruppi di bolle che sono soggetti a maggiore resistenza, dando l’aspetto di una grande massa. Piccole particelle corrispondono a piccoli gruppi di bolle che sono soggetti a minore resistenza, dando l’aspetto di una piccola massa. Tutto ciò è in accordo con la fisica quantistica. È importante notare che meno del 5% dell’universo si compone di particelle normali, protoni e neutroni, e lascia la restante parte di universo a particelle o dimensioni forse troppo piccole o compresse per essere rilevate. In estrema sintesi, la teoria della “materia oscura” dice che di tutta la materia-energia in gioco nel cosmo, soltanto il 4-5% è visibile: galassie, pianeti, noi stessi, la luce e il calore delle stelle.
 
Dapprima Fohat, l’Elettricità Cosmica, forma dei vortici, poi li polarizza, li divide in due campi opposti. La polarizzazione delle bolle avviene perché hanno opposto senso di rotazione interno al proprio asse, una ruota in modo centrifugo o Rajas, l’altra ruota in modo centripeto o Tamas. L’oscillazione armonica è creata dal moto circolare uniforme. L’onda stazionaria è creata dall’interferenza di due moti circolari (vortici) uguali e opposti. L’equilibrio sul proprio asse è Sattva. L’azione della forza centrifuga causa l’espansione dell’Universo, viceversa quella della forza centripeta ne causa la contrazione.
 
Figura 2. Rotazione dei Vortici nel Koilon

Fohat scava buchi nello Spazio:

1. Forma le prime bolle o vortici, che caratterizzano i granelli infinitesimi polarizzati dell’Universo manifestato, la materia dello Spazio del primo sottopiano del Primo Piano Adi. Due bolle una positiva, l’altra negativa che ruotano fra loro in senso opposto. Nasce la forza di attrazione e di repulsione. Due particelle opposte poste una vicino all’altra, si attraggono reciprocamente trovano un equilibrio fra loro e quindi cominciano a ruotare l’una intorno all’altra formando una terza particella relativamente stabile, neutra. Nelle tre bolle primordiali si manifestano i tre attribuiti della materia: Rajas, Tamas, Sattva.

Figura 2. Aggregazioni dei Vortici nel Koilon
      
2. Le bolle neutre sono relativamente stabili, mentre le bolle positive e negative cercano continuamente le loro opposte per stabilire un’unione relativamente stabile. Le bolle si aggregano in due terne (3+3) polarizzate disposte a esagono con una al centro (3+3+1), per formare lo stato di materia del secondo sottopiano: la spirilla del I ordine.
3. I gruppi di 7 bollesi raddoppiano 7x2 per formare di materia del terzo sottopiano.
4. Le combinazioni proseguono con tre gruppi di bolle 7x3 per formare lo stato di materia del quarto sottopiano.
5. Le combinazioni proseguono con quattro gruppi di bolle 7x4 per formare lo stato di materia del quinto sottopiano.
6. Le combinazioni proseguono con cinque gruppi di bolle 7x5 per formare lo stato di materia del sesto sottopiano.
7. Le combinazioni proseguono con sei gruppi di bolle 7x6 per formare lo stato di materia del settimo sottopiano.
8. Infine a un’ottava,il Demiurgo o III Logos forma con sette spirille del I ordine una spirilla del II ordine (7x7= 72=49 bolle) nel primo sottopiano del Secondo Piano Anupadaka.
 
Figura 3. Spirille del III ordine

 
L’ottava successiva, il Logos avvolse queste spirille in più ampie volute, sette spirille del II ordine formarono una spirilla del III ordine(74=492) bolle nel primo sottopiano del Piano Atma[1], e così via fino a giungere a realizzare nel primo sottopiano del Piano Fisico, spirille del sesto ordine(712= 496 bolle). Ogni spirilla è animata dalla forza della vita di un Piano.
 
1/1 ADI               1  Bolla     
2/1 ANUPADAKA 49  Bolle
3/1 ATMA           492 Bolle
4/1 BUDDHI        493 Bolle
5/1 MANAS         494 Bolle
6/1 KAMA           495 Bolle
7/1 FISICO         496 Bolle
     
Essendo la materia formatasi nei primi sottopiani la più semplice dei sette sottopiani di ogni Piano di Materia è usualmente chiamata atomica.  
 
1.      Per un atomo del primo sottopiano del Piano Adi                  una bolla.
2.      Per un atomo del settimo sottopiano Adi                              7x6 bolle.
3.      Per un atomo primo sottopiano del Piano Anupadaka             7x7 = 72=491 bolle.
4.      Per un atomo del primo sottopiano del Piano Atmico              74 =492 bolle.
5.      Per un atomo delprimo sottopiano del Piano Buddhico           76 = 493 bolle.
6.      Per un atomo del primo sottopiano del Piano Manasico          78 = 494 bolle.
7.      Per un atomo del primo sottopiano del Piano Emozionale       710 = 495 bolle.
a.      Sul secondo sottopiano si effettua una spirale di 7 giri           495x7 bolle;
b.      Sul terzo sottopiano si effettua una seconda spirale di 7 giri   495x7x2 bolle;
c.      Sul quarto sottopiano si effettua una terza spirale di 7 giri      495x7x3 bolle, e così via fino ad arrivare al settimo sottopiano kamico o emozionale con 495x7x6 bolle.
8.      Attraversando il settimo punto Laya si aggiunge la settima spirale e si ottengono 495x7x7 = 496 bolle, cioè l’atomo fisico Anu.
 
Figura 4. Numero dei Vortici nei sette piani
 
Si ha un diverso tipo di particella per ogni sottopiano[2]. Tutto lo Spazio dell’Universo (il Koilon) è pieno degli atomi dei 7x7=49 sottopiani. Secondo Leadbeater e Besant, ciò che noi chiamiamo l’elettrone è in realtà l’atomo del piano Astrale o Emozionale. L’UPA o particella più piccola del piano Fisico è l’ANU, il sub-quark, il preone, ipotizzato dalla fisica quantistica.

[1] In Sanscrito, atma significa sé stesso e anche respiro.
[2] Illustrazione presa dal sito http://www.kosmisk-ild.dk/ki/pstr.htm.
LAYA - PUNTO ZEROPUNTO-ZE
     
Nonostante che la fisica quantistica abbia rivelato la presenza nel campo di un Punto Zero da cui tutte le particelle subatomiche e fotoni vengono in esistenza apparentemente dal nulla per tornare nell’oblio un nanosecondo dopo, i fisici non hanno ancora una spiegazione ragionevole del come e perché le particelle e i fotoni possano apparire e sparire in questo modo. La Dottrina Orientale indica questo Punto-Zero col nome di Laya:“Un Centro Neutro di Forza Latente, un punto in cui un corpo sparisce da un determinato piano o stato di materia per riapparire su un piano diverso”.  
Nel centro di ogni campo magnetico, esiste un punto di trasferimento di energia a zero-spin. Perché l’intera parte esterna del campo ruoti, deve cambiare direzione nel centro. Questo significa che avendo un vortice che gira in senso orario al Polo Nord, avremo una rotazione antioraria al Polo Sud. Per la fisica occulta, ad esempio se un Anu positivo (materia) viene in contatto con un Anu negativo (antimateria) entrambi scompaiono dal piano fisico per scindersi in una coppia di 49 atomi del sottopiano atomico del Piano più sottile del Fisico, cioè nel Piano Emozionale.
 
Figura 1. Laya
 
 
Il Laya è dunque un punto di equilibrio, sia in fisica e sia in occultismo: è quel punto in cui la sostanza diventa omogenea ed è incapace di agire o di differenziarsi. Per certi aspetti è anche lo stato finale di quiete. Il primo dei sette Laya sarebbe quel centro, fissato fin dall’Inizio dal Creatore, attorno al quale si è accumulata la Materia. Il Laya porta con sé, fin dall’inizio, tutto il carico dell’accumulazione, pur rimanendo sempre lo stesso, perfettamente ed eternamente bilanciato nello spazio infinito ed eterno. Il Laya ciò che la scienza chiamerebbe “punto zero”, o “linea zero”, è il regno della negatività assoluta (o meglio, della neutralità assoluta), la radice e la base di tutti gli stati di oggettività ed anche di soggettività: l’asse neutro. Al di là della linea zero, là dove la Dottrina Arcaica colloca Mulaprakriti, il Principio-Radice della stoffa o Materia del mondo e di tutto ciò che si trova nel mondo.“La Materia è eterna” dice la Dottrina Esoterica. Nell’Esoterismo il Laya indica un punto in cui comincia il calcolo della differenziazione, pertanto vi è un Laya per ogni ottava, per ogni stato di materia. Il settimo Laya è la linea di confine fra la settima e la sesta ottava di materia. È Fohat a produrre i Sette Centri Laya o sette punti-zero: il Grande Soffio scava attraverso lo Spazio Sette fori nel Laya per farli ruotare durante il Manvantara.
 
Ciò che nella fraseologia moderna è considerato come Spirito e Materia, è UNO nell’eternità come la Causa Perpetua, e non è né Spirito né materia ma ESSO - reso in sanscrito da TAT; “Quello”, - tutto ciò che è, fu o sarà, tutto ciò che l’immaginazione dell’uomo è capace di concepire[1].

[1] H.P. Blavatsky, Dottrina Segreta, I, sezione VIII.
UPA - ANU
 
Il più piccolo atomo del Piano Fisico è chiamato in sanscrito Anu,è possibile farsi un’idea dalle illustrazioni fatte dapprima nei “Principi della Luce e del Colore” di Edwin D. Babbit (1878), e successivamente in modo approfondito nella “Chimica Occulta” di Charles Leadbeater e Annie Besant dove hanno chiamato l’atomo Anu affermando che l’atomo prende forma dall’Eteredescrivendolo come un flusso toroidale. L’Anu è formato da spirille del sesto ordine avvolte in Dieci vortici secondo la seguente sequenza:
 
  • Dapprima il Logos Solare avvolse in le spirille del sesto ordine in Tre vortici di Vita,effettuando due giri e mezzo per poi ritornare perpendicolarmente alla loro origine con una seconda spirale entro l’atomo: nei tre vortici scorrono correnti di diversa elettricità.

Figura 1. ANU Tre vortici principali

  • Ai Tre vortici principali, furono aggiunti Sette vortici secondari paralleli (3 + 7 = 10), i quali completano in 10 vortici l’Anu o atomo fisico. I Tre vortici principali, che sono in relazione con l’energia del Triplice Logos, risultano più spessi rispetto ai Sette vortici più sottili che sono in relazione con l’energia dei Sette Logoi,con i Sette Piani di materia, con i sette suoni e i sette colori dello spettro.
  • Dieci vortici di spirali furono attorti per formare l’atomo fisico, l’unità fondamentale della materia densa. Dieci anelli o fili contigui l’uno all’altro, ma che non si toccano mai dieci vortici che portano 496 bolle nel Koilon (poco meno di 14milioni).
     
Figura 2. Coppia di ANU                                
                   

Tutti i corpi dell’Universo dal Macrocosmo al microcosmo sono sferici, e questo vale per tutte le sfere, da quella solare fino all’atomo prettamente fisico,all’Anu. La Dottrina Segreta insegna che la Materia, non è altro che un’aggregazione di forze atomiche (D.S, III, p. 388). L’Atomo fisico non è materia, ma la negazione della materia: consiste di miriadi di punti di energia coscienza del III Logos Cosmico, mantenuti in particolare formazione, al fine di costruire il Piano Fisico. L’Anu come è descritto da Leadbeater è sferoidale, ma assomiglia più a una trottola a un vortice. Questa descrizione collima con le ipotesi fatte dalla fisica quantistica dell’Etere riguardo ai toroidi di energia.
 
Figura 3. Toroide energetico

Il toroide è un vortice di energia a forma sferica con due depressioni polari, la forma caratteristica dagli atomi alle galassie. Un toroide possiede un asse centrale con un vortice ad entrambe le estremità e un campo coerente circostante. L'energia fluisce in un vortice, attraverso un asse centrale, esce dall'altro vortice e quindi si avvolge su di sé per tornare al primo vortice entrante. Il toroide è anche la forma delle galassie a spirale. Le stelle si spostano dal disco galattico verso l’esterno, scendono nel vortice quindi tendono a spostarsi verso l’esterno.
 
L’Atomo o Anu, ha tre movimenti propri:
1. Gira sul proprio asse come una trottola;
2. Si muove descrivendo un cerchio con il suo asse;
3. Ha una pulsazione regolare, una sistole e una diastole.
 
Dalle diverse combinazioni dei tre movimenti fondamentali varia il tipo di movimento, la velocità e allora uno dei sette colori s’illumina vivamente più degli altri.
 
Per studiare la costituzione dell’atomo si delimita artificialmente uno spazio e quindi, praticando un’apertura nella delimitazione così costruita, attraverso quest’apertura penetra la forza circostante determinando l’apparizione immediata di tre vortici che avvolgono il “vuoto”con la loro triplice spirale di due spire e mezzo, e ritornano all’origine per mezzo di una spirale entro l’atomo; questi sono immediatamente seguiti da sette vortici più sottili che seguono la spirale dei primi tre sulla superficie esterna, e ritornano all’origine con una spirale entro di essa, e finiscono nella direzione opposta formando un caduceo con i primi tre. Ognuno dei vortici maggiori, appiattiti, forma un circolo chiuso; è lo stesso per ognuno dei più sottili. Le forze che scorrono in esso vengono “dall’esterno”, da uno spazio quadridimensionale. Ognuno dei vortici più sottili è formato da sette altri ancora più sottili che si susseguono ad angolo retto uno rispetto all’altro, ognuno più sottile del precedente: questi li chiamiamo spirille. “Ogni spirilla è animata dalla forza di vita di un piano, e attualmente quattro sono normalmente attive. In un individuo la loro attività può essere forzata prematuramente con la pratica dello yoga”.[1]
 
Nella parte superiore dell’Anu si osserva una depressione che è prodotta dalle radiazioni che procedono in direzione opposta alla rotazione della sfera, e scendono dal nord verso il sud fino a un punto di mezzo. Da qui tendono ad accrescere il calore latente, a produrre nuovo impulso, e a dare una qualità specifica secondo la sorgente da cui le radiazioni provengono. Quest’assorbimento d’emanazione extra sferoidale è il segreto della dipendenza di una sfera dall’altra, ed ha la sua corrispondenza nel percorso ciclico di un raggio attraverso la sfera di un piano[2].
 
  • Quando i vortici vanno da destra a sinistra, formando così un atomo positivo. Le particelle positive sono gli atomi di materia.
  • Quando i vortici vanno da sinistra a destra, formano un atomo negativo. Le particelle negative o antiparticelle, sono l’antimateria. Una particella di antimateria ha la stessa massa e la grandezza di una particella di materia equivalente regolare ma una carica opposta. Per esempio, l’antiparticella di un elettrone è un positrone. Un positrone è identico a un elettrone in ogni modo tranne che ha una carica positiva. L’esistenza di antimateria non era stata prevista dalla scienza fino al 1928 e confermata sperimentalmente nel 1932.
  • La scienza attualmente, non ritiene possibile che l’antimateria possa essere parte integrante della materia fisica perché la materia e antimateria se si toccano si annichiliscono a vicenda, ma non hanno alcun motivo di toccarsi in circostanze normali. Secondo Leadbeater, non solo le 10 stringhe dell’atomo fisico non si toccano mai, ma se un atomo positivo viene in contatto con uno negativo (antimateria) l’effetto sarebbe la comparsa di 49 atomi del piano superiore, così sottili che la scienza convenzionale, li considera come energia pura (energia oscura). Una coppia di Anu realizza il Punto Zero, La linea di confine fra la materia fisica del settimo e del sesto piano.
   
Figura 4. Passaggio settimo punto zero -  disintegrazione ANU

  • Nello stesso modo, ogni atomo positivo emozionale detto anche astrale, quando viene in contatto con uno negativo si scompone in 49 atomi mentali, e ogni atomo mentale si scompone in 49 atomi buddhici e così via.
 
Attraverso la depressione dell’atomo fisico fluisce dall’esterno la forza vitalizzante. Ogni atomo è tanto positivo che negativo; è ricettivo o negativo rispetto alla forza che affluisce, e positivo o radiante rispetto alla propria emanazione e al suo effetto sull’ambiente. Nell’Anu positivo la forza proveniente dallo stato di materia più sottile (l’astrale o emozionale), si riversa nel piano fisico come materia; nell’Anu negativo sparisce dal mondo fisico, come materia oscura, per comparire nel piano superiore. Una coppia di Anu realizza il punto zero, La linea di confine fra la materia fisica del settimo e del sesto piano.
 
Per la fisica dell’Etere, questo onnipresente processo di flusso è la cosiddetta dinamica a Doppio Toroide: due forme toroidali attaccate e ruotanti in direzione opposta. In questo modo l’energia fluisce sia dentro sia fuori attraverso i poli del sistema, piuttosto che dentro da uno e fuori dall'altro come in un sistema a singolo toroide. Nel modello materia e antimateria sono complementari, è l’energia negativa o l’antimateria di Dirac che diviene materia e la materia torna ad informare il “vuoto” tornando nel “mare negativo”.
 
Figura 5. Doppio toroide
 


[1] A. Besant C.W. Leadbeater, Chimica Occulta, p. 28.
[2] A.A. Bailey, Trattato del Fuoco Cosmico, 155. Libro di Alice Bailey “Trattato del Fuoco Cosmico”- è una delle opere esoterismo o occultismo moderno più importanti - ma anche uno dei più inaccessibili! La tesi principale del libro è che il mondo nella sua matrice è composta da tre tipi di Fuoco: Elettrico- Solare e Fuoco per Attrito.
LA FISICA SUBQUANTICA
 
Gli atomi Anu, descritti da Leadbeater e da Babbit, sono così piccoli che la scienza moderna non li ha ancora rilevati, ma sono stati teorizzati nel 1974 da Jogesh Pati e Abdus Salam, che ha fatto riferimento a loro come dei pre-quark da cui deriva il nome di preoni. I preoni sono delle ipotetiche particelle, supposte prive di dimensioni (point-like), che costituirebbero i quark ed i leptoni.
 
Secondo le descrizioni fatte da Leadbeater questi Anu del piano fisico, sono composti di 10 corde vibranti, che sono a loro volta composte di stringhe e particelle ancora più piccole. Questo modello atomico occulto apparentemente incompatibile con la teoria delle stringhe in realtà i due modelli sono due facce della stessa medaglia. Gli Anu, o atomi positivi e negativi sono i minuscoli mattoncini della materia che compone il Piano Fisico. Prendendo a riferimento l’illustrazione della struttura subatomica di un atomo di idrogeno descritta da Leadbeater un centinaio di anni fa, si vede che il nucleo è composto di sei unità (raggruppate in due triangoli), e ciascun gruppo è composto di tre atomi Anu. Poiché ogni collisione con un protone con un antiprotone causa l’annichilazione di entrambe le particelle con un rilascio di energia, i nuclei osservati da Leadbeater non sono composti come singoli protoni e antiprotoni, risultano formati da particelle più piccole, non ancora scoperte ma teorizzate dalla fisica. La somma algebrica del colore deve risultare nulla considerando le singole coppie e naturalmente il loro totale.
 
Nell’introduzione alla Chimica Occulta (1909) Annie Besant scrive modestamente che: “Il dovere di un osservatore dovere è quello di indicare chiaramente le sue osservazioni, spetta ad altri giudicare il loro valore, e di decidere se indicare le linee di ricerca che possono essere proficuamente seguiti dagli scienziati”.Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare di maggior parte dei fisici, ha preso un serio interesse per i risultati dell’investigazione chiaroveggente della materia, e il risultato finale è stato un’importante validazione tecnica dei dati ottenuti da Leadbeater e Besant. Alla fine del 1970 Stephen Phillips, allora studente laureato in fisica presso l’Università della California, conseguì la laurea utilizzando alcuni dei diagrammi riportati in Chimica Occulta. Il dottor Phillips[1] ha scoperto che le descrizioni chiaroveggenti di Besant e di Leadbeater degli elementi chimici sono completamente in linea con le teorie Quark, Quantum Chromodynamic e delle Super-Stringhe della moderna fisica subatomica. Fornì questi dettagli in un suo libro del 1980, in cui Phillips riconcilia la Chimica Occulta con la fisica moderna dei quark. Stephen Phillips[2] ha reinterpretato Besant e Leadbeater precisando che gli Anu non sono gli atomi, ma dei sub-quark. In seguito al suo studio, “Occult Chemistry[3]” rappresenta un’eclatante testimonianza per la validità delle affermazioni Besant e Leadbeater. L’Anu descritto in Chimica Occulta è stato chiamato UPA (Ultimate-Physical-Atom).
 
L’unico modo in cui il dott. Phillips poteva verificare le osservazioni di Besant e Leadbeater è stato quello di dedurre che quando si osserva la struttura sub-quark di un atomo, non si osserva un atomo, ma due atomi che in qualche modo sono fusi insieme, come risultato della loro interferenza con e osservazioni di queste entità, per creare una disposizione biatomica.
 
Di seguito in figura sono riportati schemi di modelli di stringhe di barioni e mesoni che sono apparsi nella letteratura della fisica teorica. I mesoni sono considerati come tubi di flusso che contengono le linee di flusso di colore emanati dai quark e terminati negli antiquark. I barioni sono stringhe a forma Y con quark alle loro estremità o stringhe circolari che uniscono tre quark. Si Confrontino questi schemi con diagrammi pubblicati più di un secolo fa, nella prima edizione di Occult Chemistry  che raffiguravano UPA alle estremità di linee di forza singole, triple a forma Y, e di linee di forza circolari. La somiglianza è troppo netta per essere a causa di una coincidenza. Gli UPA sono subquarks, non quark. Ma questa differenza è irrilevante perché i concetti di base del modello di stringa di QCD[4].
 
Figura 1. Scientific model micro-psi

Ad esempio l’atomo di idrogeno non è mai da solo si aggrega con un altro per formare la molecola H2. Un atomo di idrogeno è composto da un elettrone e da un protone che risulta formato solo di tre unità chiamate quark.
 
Figura 2. QCD quark
 
 
Triplette formate da tre UPA (o ANU), appaiono a decine nel libro Chimica occulta di A. Besant che illustrano quark up e down osservati allo stato libero. Questo fatto solleva una questione, per la maggior parte i fisici hanno ora concluso che i quark non possono esistere da soli, ma sono permanentemente intrappolati come parte di un barione o mesone. Tuttavia, non è sempre stato così perché credono che i quark sono stati brevemente particelle libere quando la temperatura dell'universo poco dopo il Big Bang era ancora molto alta.
 
Nel modello dell’idrogeno di Leadbeater si vede nel quinto sottopiano fisico (gassoso) la disposizione biatomica con sei sfere, che dovrebbero coincidere con i quark, composti a loro volta di altri tre mattoncini (chiamati triplette) positivi e negativi gli Anu, che a loro volta dovrebbero coincidere con i sub-quark, o i preoni teorizzati dalla fisica. Il 50% di atomi del modello Leadbeater sono caricati positivamente (materia) e il 50% sono caricati negativamente (antimateria).
 
Come avviene la formazione dell’Idrogeno secondo la visione di Besant e Leadbeater?
 
  • Nel primo sottopiano del Piano fisico (E1 Primo Etere) sono presenti gli Anu o atomi positivi e negativi[5], i sub-quark o preoni.
  • Nei successivi sottopiani gli ANU sono aggregati a gruppi di tre. I corpi sferici formati dai tre atomi Anu alcuni sono disposti in linea, mentre i restanti sono disposti a triangolo.
  • Nel secondo sottopiano del Piano fisico (E2 Secondo Etere) gli Anu, aggregati a gruppi di tre, formano i quark.
  • N
    el terzo sottopiano
    del Piano fisico (E3, Terzo Etere), gli ANU sono aggregati in modo diverso, troviamo i mesoni particelle instabili, costituite da un quark e un antiquark.     
  • Nel quarto sottopiano, Quarto Etere E4, abbiamo i barioni e gli antibarioni costituiti da tre quark disposti a triangolo[6].
 
Figura 3. Molecola d’idrogeno secondo Leadbeater
 

 
  • Nel quinto sottopiano o stato gassoso, si è formata la molecola di idrogeno. La molecola di Idrogeno è costituita da 18 ANU divisi in due unità: la prima di 10 Anu positivi e 8 negativi, la seconda di 9 Anu positivi e 9 negativi.
 
Nel 1908 sono stati dati gli schemi delle due metà di idrogeno, ma nessuna indagine è stata fatto in seguito sui tipi di Anu, positivo o negativo, all'interno di ciascun gruppo di tre. Si presunse, dal aspetto generale dei gruppi, che tutti gli atomi di idrogeno erano simili. Nel 1932, tuttavia, durante un esame più dettagliato dei due atomi di idrogeno in una molecola di acqua, fu scoperta una seconda serie di idrogeno.
 
La varietà “1” della molecola d’idrogeno  è composta da due metà, una positiva e una negativa. Esaminando la figura si vedrà che la tripletta della metà positiva è composta da 5 Anu positivi e 4 negativi, con predominanza positiva; e che la seconda tripletta o metà negativa è composta da 5 Anu negativi e 4 positivi, con predominanza negativa. La varietà “2” che è stata osservata da A. Besant nel 1932 sembra essere rara, viceversa la varietà comune è la prima.
 
Figura 4. I due tipi d’idrogeno secondo A. Besant

 
Gli ANU nei tre eteri sono a gruppi di tre con eccezione nel terzo etere dove abbiamo due gruppi di due ANU. Nel secondo Etere “E2”, gli Anu sono disposti sia a triangolo, e sia in linea retta.
 
I modelli a preoni sono tesi a dimostrare che lo squilibrio apparente di materia e antimateria nell’universo è in realtà illusorio, perché vi sono grandi quantità di antimateria a livello di preoni confinate all’interno di strutture più complesse.
 
Il modello a preoni ideato dal fisico Harari, per spiegare la natura dei preoni, utilizza di due tipi di particelle fondamentali chiamate rishon (che in ebraico significa “primario”). I nomi di queste particelle sono presi in prestito dal libro della Genesi. Si tratta di:
 
1. T, Tohu che significa “informe” in ebraico, con carica elettrica 1/3e;
2. V, Vohu che significa “vuoto”, con carica elettrica zero.
 
Tutti i leptoni e tutti i sapori di quark sono formati da tre rishon ordinati a triplette. Ogni rishon ha una corrispondente antiparticella. Questi gruppi di tre rishon hanno spin -½ :
 
  • TTT = elettrone ;
  • VVV = neutrino;
  • TTV, quark up ;
  • TVV, quark down .
       
Il modello ideato da Fredriksson come quello di Harari, usa tre preoni chiamati ABC e abc per gli anti-preoni. A e B hanno carica + 1/3e, C ha carica -2/3e.
 
Yurth ci informa che nel 1990 ben 450 scienziati hanno confermato l’esistenza di sub-quark. Besant e Leadbeater hanno descritto la natura quantistica della materia fisica nel 1895! Non si può più deridere la loro chiaroveggenza nel campo della materia[7], altrimenti come si spiegherebbe la loro conoscenza della struttura della materia e in particolare dei quark e sub-quark in anticipo rispetto alla loro scoperta scientifica ufficiale?

[1] http://www.smphillips.8m.com/my-books.html
[2] http://www.smphillips.8m.com/occult-chemistry.html
[3] Per ben trentotto anni Besant e Leadbeater hanno investigato la composizione della materia, in uno studio unico che ha dovuto attendere l’era scientifica dei quark e delle stringhe.
[4] http://www.smphillips.8m.com/occult-chemistry-07.html
[5] Lo schema è preso dal libro Chimica Occulta di Besant e Leadbeater.
[6] “Tutte le sostanze radioattive che ora vengono scoperte diventano letteralmente materia del quarto etere”. A.A. Bailey, trattato del Fuoco Cosmico, pag. 935.
[7] Siddhi, letteralmente “attributi di perfezione” o "assoluto conseguimento", sono i poteri fenomenali acquisiti dagli Yogi attraverso la santità. Sono otto e sono il frutto della pratica yogica, ma non il suo scopo. È anche il potere di dominare le forze della Natura. Siddhi sono anche i fenomeni vari compiuti da un Arhat sulla base della conoscenza di una legge segreta (disintegrazione della materia, spostamento di oggetti, ecc.). Arhat sono i santi uomini, Iniziati ai Misteri.
IL CAMPO COSCIENTE QUANTISTICO
 
L'universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero che non a una grande macchina. (James Jeans, astronomo e fisico).
 
Il campo quantistico della fisica subatomica è visto come un mezzo continuo presente ovunque nello spazio. Le particelle sono soltanto condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che vanno e vengono e di conseguenza perdono il loro carattere individuale. A. Einstein diceva: “ Noi possiamo considerare la materia costituita dalle regioni dello spazio nelle quali il campo è estremamente intenso[1]”. Il Campo è la sola realtà, se sostituiamo la parola campo alla parola Spazio della Dottrina Segreta, avremo espresso lo stesso concetto. L’elettrone è una porzione di questo campo in cui l’energia è concentrata in un piccolissimo spazio, un “nodo di energia”, che si propaga attraverso lo spazio come “un’onda sulla superficie del mare”.
 
Il Fisico Fritjof Capra[2], fa notare che nella filosofia cinese, l’idea del campo è implicita nella nozione del Tao, il Vuoto e senza forma, che tuttavia produce tutte le forme. Nel Tao dimora il Ch’i, che significa Etere, parola usata per indicare il “soffio vitale” che anima il Cosmo. Dice Chang Tsai:
 
Quando il Ch’i si condensa ci appare come cosa visibile e allora ci sono le forme. Quando si rarefà, la sua visibilità si annulla e allora non ci sono le forme.
 
Quindi il Ch’i si condensa e si rarefà ritmicamente producendo tutte le forme che si dissolvono nel Tao, nel Koilon, con un comportamento di tipo ondulatorio (movimento serpentino) dipendente dall’alternarsi di Due Forze Fondamentali, lo Yin e lo Yang. La presenza della materia come la vediamo noi, è solo una perturbazione dello stato perfetto del campo in quel punto. Ordine e simmetria devono essere ricercate nel campo. Paul Dirac il fisico inglese di origine francese predisse, nel 1931, l’esistenza dell’antimateria formata da antiparticelle con la medesima massa e il medesimo spin[3] (rotazione) intrinseco, ma con carica elettrica opposta a quella delle particelle di materia ordinaria come ad esempio l’elettrone e il positrone. Materia e antimateria sono la coppia di Forze opposte.
 
Una successiva interpretazione del campo quantico dell’universo è denominata il campo di Higgs. La teoria è stata proposta dal fisico Peter Higgs nel 1960 per tener conto del fatto che le particelle hanno massa. Da dove viene la massa? Esiste un campo, uno spazio, composto da sostanza invisibile, simile alla melassa, e quando le particelle cercano di muoversi attraverso essa, sono sottoposte a una resistenza, a una vischiosità. Questo campo che riempie l’Universo è incredibilmente denso, omogeneo e fluido come un mare di Materia esistente Negativamente coincide con il Koilon[4](descritto cinquant’anni prima da Leadbeater). Le particelle di materia che interagiscono con il campo sono soggette a resistenza, che si manifesta come massa. Ne segue che le particelle che interagiscono fortemente con il campo di Higgs sono pesanti, mentre quelli che interagiscono debolmente sono leggere. Quando una particella si muove, la sua bolla corrispondente deve muoversi attraverso il Koilon denso e ciò causa resistenza, che si manifesta come inerzia nella particella, e dà l’inerzia di massa. Particelle grandi corrispondono a grandi gruppi di bolle che sono soggetti a maggiore resistenza, dando l’aspetto di una grande massa. Piccole particelle corrispondono a piccoli gruppi di bolle che sono soggette a minore resistenza, dando l’aspetto di una piccola massa. Secondo il fisico Ernst Mach, l’inerzia di un oggetto materiale, non è una proprietà intrinseca della materia, ma una misura dell’interazione con il resto dell’Universo.
 
Nel 1924 Bose e Einstein avevano previsto l’esistenza di una tale fase della materia, chiamandola Condensato di Bose-Einstein (BEC). Solo nel 1995 che la tecnologia esistente ha permesso che fil BEC fosse prodotto in laboratorio. Il Condensato di Bose-Einstein può esistere solo allo zero assoluto (-273 °C), una temperatura così fredda che l’aspetto energetico di energia-materia diventa zero. La temperatura dello zero assoluto è la linea di base che impedisce il movimento che porta all’aggregazione o alla creazione: è letteralmente il fondo dell’universo. La parola sanscrita “Avitchi” (che significa senza onde) descrive lo stato indifferenziato nell’elemento base di esistenza, si riferisce chiaramente al non-vibrazionale stato di Bose-Einstein.
 
Jean E. Charon, fisico e filosofo francese (deceduto nel 1998), era consapevole che le nuove teorie da parte di quei fisici che rifiutavano di opporre lo Spirito alla Materia, il Soggettivo all’Oggettivo, la Coscienza alla Cosa, avrebbe causato una forte opposizione della componente scientifica ortodossa.
 
La vecchia fisica resta diffidente verso chi le porta a casa la metafisica e citando Planck, che “una nuova teoria non trionfa mai, sono i suoi avversari che finiscono per morire” (J.E. Charon).
 
Sappiamo che la mente ha una caratteristica fondamentale, quella di avere la capacità dell’accumulo e dell’elaborazione dell’Informazione. J.E. Charon ipotizza che l’accumulo delle informazioni nell’uomo avvenga in modo simile ai sistemi informatici, tramite matrici, insite negli elettroni. Gli elettroni, che entrano nella costituzione fisica del corpo umano, sono, infatti, simili a minuscoli buchi neri, e contengono un tempo e uno spazio diversi ma complementari rispetto a quelli normalmente noti. J.E. Charon ci dice che l’Elettrone/Positrone forma un Universo a sé stante, sferico, con un diametro di circa 1 millesimo di miliardesimo di millimetro, in pulsazione continua, al ritmo di circa 1023 (un 1 con 23 zeri) periodi al secondo; questo spazio dunque è completamente isolato dallo spazio esterno; nessun oggetto può entrare o uscire da questo spazio; esso è uno spazio chiuso ma “risonante”.
 
Il raggio dello spazio dell’Elettrone/Positrone, cresce e decresce, pulsando come un cuore; la densità della materia contenuta in esso oscilla fra i valori di 1000 miliardi ed 1 milione di miliardi di grammo, per centimetro cubo; queste densità sembrano grandi, ma sono le stesse che caratterizzano anche certe stelle super dense, che sono effettivamente osservate dagli astronomi e vengono chiamate “pulsar”.Queste grandi densità nello spazio dell’Elettrone/Positrone, vanno pari passo con altissime temperature e che durante la pulsazione variano fra 100 miliardi e 1000 miliardi di gradi; queste temperature sono state osservate dagli astronomi anche nelle stelle super dense e sono materializzate da un irradiamento elettromagnetico, presente nello spazio elettronico e simile a un gas di Fotoni; questo irradiamento è detto “nero”; esso è caratterizzato dal fatto che le energie e le velocità dei Fotoni, hanno tutte le direzioni e tutti i valori possibili, come le particelle di un gas chiuse in una sfera. La parola “nero” precisa che le particelle, non possono uscire dallo spazio dove sono rinchiuse.
 
Nel corpo dello spazio elettronico, troviamo indipendentemente dai Fotoni, delle particelle che si chiamano neutrini; questi neutrini si distinguono dai fotoni, essenzialmente perché ciò che si chiama il loro “spin” (movimento sul proprio asse) è la metà di quello dei Fotoni. Dobbiamo soffermarci un attimo su questa caratteristica chiamata SPIN, perché è per mezzo di essa che l’Elettrone immagazzina le informazioni all’Infinito e così gioca un ruolo fondamentale nei meccanismi della coscienza. Lo spin è il momento di rotazione spontaneo, sul proprio asse di ogni atomo o delle particelle sub atomiche, indipendentemente dal senso di rotazione. Se questo micro universo elettronico è completamente chiuso, come può interagire con l’esterno, con il resto dell’Universo e con gli altri Elettroni/Positroni? La risposta si poggia su di una teoria che ha trovato conferma nelle ricerche sull’Elettrone/Positrone da parte di J.E. Charon. Il micro universo elettronico non è vuoto, altrimenti lo spazio che lo racchiude non sarebbe curvo, contiene come il nostro Universo della materia e dell’irradiamento, che prima abbiamo identificato come un gas di Fotoni, un irradiamento detto “nero”.
 
La temperatura dell’irradiamento fotonico è calda e molto elevata, nell’ordine fra i 70 ed i 100 milioni di gradi, mentre il micro universo subisce delle espansioni e delle contrazioni successive, con pulsazione radiale pari a 1040 volte più debole di quella del nostro Universo conosciuto. Per il nostro Universo la temperatura dell’irradiamento nero, che riempie lo spazio è dell’ordine di 3 gradi assoluti (-270 gradi Celsius); questa temperatura diminuisce man mano che l’Universo si espande, cioè si organizza, si rende sempre più complessa, informandosi.
 
Ecco come interviene la repulsione fra due Elettroni/Positroni: un fotone “nero”, di uno degli Elettroni, cambierà la sua velocità, il suo spin, con una di un fotone “nero” dell’altro Elettrone avente la stessa velocità assoluta che il primo Fotone, ma di segno contrario. Qui esiste uno scambio “virtuale” di fotoni, ciò significa che nulla è passato da un elettrone all’altro, si è quindi in presenza di una vera interazione a “distanza”, che si produce fra fotoni neri dei corrispondenti due micro universi elettronici. Per poter comunicare fra loro due elettroni che chiameremo A e B, ad esempio, un fotone di un elettrone B passa da + 1 a + 2 mentre simultaneamente, un fotone dell’elettrone A passa dallo spin - 1 allo spin - 2. In tutti due i casi si può verificare, per semplice addizione degli spin in causa che vi è la conservazione dello spin totale. Questo tipo d’interazione a distanza fra due elettroni ha nel contesto filosofico una grandissima importanza.
 
Le dimostrazioni di J.E. Charon, hanno chiarito che questo scambio fotonico nel micro universo elettronico, è capace di accrescere senza limite, le sue informazioni sotto forma di spin. In fisica questo processo si chiama accrescimento della propria entropia negativa (neghentropia) quindi segue delle finalità raccogliendo informazioni sempre più ricche di dati, che in seguito possono essere rielaborate fra loro, per arricchire sempre più il proprio bagaglio di informazioni. Lo spazio-tempo dell’elettrone/positrone ha la facoltà di memorizzare, verso stati di maggiore entropia negativa, fenomeni certi di tutti i sistemi psichici ed informatici.
 
La materia vivente, invece, in base a esami fisico-chimici, dimostra di evolvere in senso inverso all’entropia: crea neghentropia, cioè ordine, che si perpetua superando le leggi dell’entropia.
 
In base a queste considerazioni, Ludwig von Bertalanffy, padre della teoria generale dei sistemi, evidenzia che l’informazione presente nel Progetto, nell’organizzazione e nel sistema, riduce l’entropia. Per questo motivo, Bertalanffy associa l’informazione ad una nuova qualità da lui denominata neghentropia (cioè entropia con segno negativo). Anche Léon Brillouin collegò la neghentropia all’informazione.
 
La sua profonda competenza nel campo della meccanica statistica e il suo appassionato interesse per le telecomunicazioni gli fecero immediatamente cogliere l’importanza, per la fisica, della nascente teoria dell’informazione. In un libro di grande successo, “Science and Information Theory”, egli codificò, nel 1960, il legame tra entropia e informazione, affermando che esiste una precisa relazione tra la variazione dell’entropia di un sistema e l’acquisizione di informazioni relative al sistema stesso: “L’entropia è una misura della mancanza di informazione relativamente a un sistema fisico, più grande è l’informazione, più piccola sarà l’entropia”. L’informazione rappresenta un termine negativo nell’entropia di un sistema, sicché si può definire l’informazione come entropia negativa.[5]»
 
Secondo la descrizione fatta da Besant e Leadbeater, la minuscola particella del piano fisico assimilabile al preone, chiamata Anu, possiede 496 (circa 14milioni) di bolle omicron nel Koilon, o bolle di schiuma quantica. Ogni bolla può variare il suo spin, da destrogiro a sinistrogiro. In un elaboratore elettronico, un computer, l’unità di informazione logica è il bit, e la rappresentazione logica del bit è convenzionalmente rappresentata dai soli valori 1-0, oppure ON-OFF. I bit sono raggruppati in potenze binarie 2n, la prima con 23=8,nel linguaggio informatico un byte, un ottetto nella fisica quantica,nel linguaggio musicale abbiamo l’ottava. Ricompare nell’esponente a potenza, il numero 3, la chiave di ogni raggruppamento. Ci è detto che le bolle omicron si uniscono formando gruppi di sette fino a formare l’Anu del piano fisico, formato da 3+7 vortici contenenti in tutto circa 14milioni di bolle di possibili informazioni.
 
Il Vuoto Quantistico, il Koilon densissimo, ci circonda e in questa Sostanza Radice fluttuano permeando tutto bolle vorticose le cui dimensioni nella scala di Planck[6]risultano miliardi di volte più piccole dell’atomo fisico. Queste unità di informazione che formano la schiuma quantica sono come paragonabili a dei“pixel”. Si organizzano in vortici di diversa dimensione, sono ovunque attorno e dentro di noi, ogni atomo del corpo è prodotto da essi, quindi non esistono le particelle ma vortici in un “mare” che a noi appare vuoto, ma è invece il plenum. Questi vortici-pixel creano quei confini che ci danno il senso di solidità, in realtà noi tocchiamo “spazio vuoto solido.Queste unità elementari si assemblano seguendo un’organizzazione geometrica descritta nel Timeo da Platone, dove il mattone più piccolo possibile è il Tetraedro, ma in realtà sono vortici in un unico campo fluido. Noi riceviamo alla nascita fisica, la nostra materia, e non possiamo alterarla, se non servendoti dei metodi creati del pari dal Pensiero del Logos. Solo finché il Suo Pensiero continua, gli atomi, con tutto ciò che di essi si compongono, possono continuare ad esistere, perché non hanno realtà alcuna se non quella impartita dal Suo pensiero.
 
Il Tempo è come la “memoria della struttura del vuoto”, le cose si muovono attraverso esso e lasciano uno stampo sulla struttura, ecco il tempo, senza memoria non c’è tempo.
 
Ogni particella è connessa con tutte le particelle dell’universo, ad esempio, un protone è connesso ad un altro protone e ad un gruppo di protoni e poi ad un gruppo più grande, come un albero, in modo che l’informazione può navigare istantaneamente in questo frattale quantico dal micro al macro. L’informazione passa da un punto all’altro della galassia e si trasferisce da un pianeta all’altra parte della galassia, in modo istantaneo.
 
Si parla talvolta di un universo in espansione, ma ciò che realmente s’intende significare è un’espansione di coscienza, poiché il corpo eterico dell'Entità-Spazio contiene molti tipi di energie informanti e penetranti, ed è anche il campo dell’attività intelligente delle Vite dell’Universo che vi dimorano, delle numerose costellazioni,delle remote stelle, del nostro sistema solare, dei pianeti entro di esso, e di tutto ciò che forma la totalità delle forme separate viventi. Il fattore che le unisce è la coscienza e nient’altro, e il campo di consapevolezza cosciente è creato dall’azione reciproca fra tutte le forme viventi intelligenti entro l’area del corpo eterico della grande VITA cui diamo il nome di SPAZIO[7].
 
La grandezza dell’uomo sta nel fatto che egli è lo spazio cosciente e può immaginare questo spazio come un luogo per vivere l’attività divina, piena di attive forme intelligenti, che sono tutte situate nell’Etere, tutte collegate tra di loro attraverso la forza che non solo per tenerle le in vita, ma anche per mantenerle nello spazio nella loro posizione relativa.
 
Il campo cosciente è formato dall’insieme dei vortici di bolle quantiche ognuna portatrice di informazioni, di conoscenza. Le bolle o vortici sotto l’azione delle tre Guna o attributi dello Spazio si combinano fra loro si aggregano in forme sempre più complesse dando luogo ai sette stati di materia o Piani a loro volta suddivisi in sette sottopiani, sempre più inerziali. La densificazione delle forme è la densificazione della coscienza. Sette stati di Coscienza, uno per ogni stato di materia, sono conosciuti nell’Esoterismo orientale. L’espansione e la contrazione dell’Universo è in un certo modo l’avventura della coscienza di cui gli atomi sono i singoli portatori di informazioni. Non tutti gli atomi sono uguali dal punto di vista della coscienza. L’Universo è puro pensiero scaturito dall’Ideazione matematica del Divino Pensatore. Uno dei postulati fondamentali della Dottrina Segreta è che la Mente, la Coscienza, pervadono l’intera Natura.
 
Il famoso principio d’indeterminazione di Heisenberg pone in evidenza la dipendenza reciproca tra soggetto osservatore e oggetto osservato. La realtà dipende dall'osservatore, non è ciò che è, ma ciò che egli osserva. Non esiste una realtà in se, la realtà è un’illusione! Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo. Aspect ed il suo team hanno, infatti, scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, siano capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia si tratti di metri o di miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre, ma la scoperta ancor più affascinante è stata che le due particelle erano in realtà … la stessa particella è simultaneamente presente in luoghi differenti! Significa che siamo fondamentalmente UNO, uniti nell’Unico Campo Cosciente e che le “distanze locali” sono solo un’illusione perché la materia non è altro che Pura Coscienza-Energia (Intelligenza) condensata in forme differenti (locali). I fisici quantistici hanno scoperto che la materia è “vuota”, e che materia non è ma un’informazione-pensiero condensata.
 
Il concetto di totalità indivisa sgorga naturalmente dalle due più recenti teorie della fisica moderna: la relatività e la meccanica quantistica. La relatività ci spiega che lo stato dell’osservatore, per esempio la sua velocità, modifica le proprietà dell’evento osservato. Non esiste quindi un evento o un fatto assoluto e un osservatore autonomo, piuttosto esiste la convergenza dei due in un’osservazione. Evento e osservatore non sono separabili. La connessione fra l’osservatore e quanto viene osservato è ancora più lampante nella meccanica quantistica. Negli esperimenti della MQ di N. Bohr,non è possibile isolare la particella sotto osservazione dallo strumento di misura e, più in generale, dal contesto; come non è possibile tirare una linea di demarcazione fra osservatore e quanto osservato. Dopo aver discusso con Einstein, il fisico e filosofo David Bohm affermò che le particelle come gli elettroni esistono davvero anche in assenza dell’osservatore; postulò l’esistenza una realtà più profonda al di là dell’impenetrabile muro della teoria quantistica di Bohr, un livello subquantico che ancora attende di essere scoperto. David Bohm[8] chiama questo nuovo livello “potenziale quantico” e teorizza che, come la forza di gravità, sia presente in tutto lo spazio. Tuttavia, a differenza dei campi gravitazionali, magnetici, ecc., l’influenza non diminuisce con la distanza … cioè il suo effetto ha la stessa “forza” ovunque, in ogni punto dell’Universo.
 
Eminenti fisici quali Einstein, Pauli, Bohr, Schrödinger, Heisenberg e Hoppenheimer non erano contrari ad una visione del mondo arricchita anche da una valenza prettamente spirituale. Arrivare però a dire che la realtà è un’illusione confermando quanto vanno dicendo da millenni le tradizioni esoteriche, sia Occidentali sia Orientali, è veramente rivoluzionario. È addirittura esageratamente oltraggioso, quasi ridicolo agli occhi di qualche scienziato legato a modelli di comprensione tradizionali. Le reazioni del mondo scientifico a una tale teoria, furono quasi tutte negative, il punto di vista di Bohr era talmente radicato tra i fisici dell’epoca che la posizione alternativa di Bohm fu vista come una sorta di eresia alla dottrina dominante.

[1] Citato da F. Capra, Il Tao della Fisica.
[2] F. Capra, Il Tao della fisica.
[3] Le particelle elementari sono dotate di moto di rotazione attorno al loro asse. I fisici impossibilitati a conoscere la velocità di rotazione di una particella, hanno aggirato l’ostacolo esprimendola in unità di omento angolare, in funzione della costante di Planck “h”, un numero che lega l’energia dei fotoni alla frequenza. La costante “h” è stata adottata come unità di spin e di momento angolare, nella fisica delle particelle. Il fotone ha spin 1, l’elettrone ha spin ½.
[4] La Natura aborrisce il Vuoto afferma la Dottrina Segreta, la Meccanica Quantistica esclude il vuoto.
[5] http://www.sintropia.it/libri/anto2.htm
[6]Il valore della lunghezza di Planck è 1,616 252 × 10-35 metri.
[7] A.A. Bailey, Telepatia e veicolo eterico.
[8]David Bohm sviluppò l’approccio delle onde pilota di Louis de Broglie, essenzialmente connesso con l’approssimazione density gradient della fisica dei dispositivi giungendo all’elaborazione della cosiddetta interpretazione di Bohm della meccanica quantistica (nota anche come teoria De Broglie-Bohm).
TOTALITÀ INDIVISA - UNIVERSO OLOGRAFICO
 
Con la sua teoria della relatività, Einstein sconvolse il mondo scientifico dicendo che lo spazio ed il tempo non sono entità separate, ma collegate in qualcosa di più grande detto continuum spaziotemporale. Bohm sulla via tracciata da Einstein parte da questa idea e sviluppandola ulteriormente. Egli afferma che ogni cosa nell’Universo fa parte di un continuum. Nonostante l’apparente separazione delle cose a livello esplicato(explicate order), ogni cosa è l’infinita estensione di ogni altra cosa, ed in definitiva persino i due ordini, implicato ed esplicato, affondano e si confondono uno nell’altro.
 
Secondo il libro di Bohm “Universo, mente e materia”, nell’universo esisterebbe un ordine implicato, che non vediamo e che egli paragona ad un ologramma nel quale la sua struttura complessiva è identificabile in quella di ogni sua singola parte, e uno esplicito che è ciò che realmente vediamo. L’ordine esplicato sarebbe il risultato dell’interpretazione che il nostro cervello ci offre delle onde (o pattern) di interferenza che compongono l'universo. Questo vuol dire che così come un ologramma è il risultato di onde di interferenza che il nostro cervello interpreta come immagine tridimensionale l’universo non sarebbe altro che l’interpretazione che il nostro cervello dà di onde luminose. La realtà come noi la dipingiamo o la visualizziamo è dunque un’illusione come afferma la filosofia orientale.
 
Per l’evoluzione deve esistere memoria, non solo nel cervello. La memoria è funzione del cervello che accede al vuoto quantistico formato da miriadi di micro vortici portatori di informazione. Il cervello agisce come una radio che si sintonizza su una determinata frequenza ricevendo così flussi di informazione. Nella rete o griglia di informazione olografica, l’informazione è presente in ogni punto, entrando in essa possiamo accedere ad ogni punto di spazio o periodo del tempo.
 
Secondo David Bohm, esiste un ordine più profondo di esistenza, un livello di realtà che origina tutti gli oggetti e ciò che appare nel nostro mondo fisico abituale, in modo analogo con cui un pezzo di pellicola olografica crea un ologramma. Bohm battezza questo profondo livello di realtà “ordine implicato”(implicate order).La parola implicato deriva dal verbo implicare, che significa piegarsi verso l’interno,con il significato di “nascosto”. Una delle affermazioni più sorprendenti di Bohm è che la realtà tangibile della nostra vita quotidiana è  un’illusione, proprio come un’immagine olografica.
 
Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l’aiuto di un laser: l’oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi s’incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica.  Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. Poiché Bohm riteneva che l’universo fosse un sistema dinamico e quindi in continuo movimento, e siccome con il termine ologramma solitamente ci si riferisce ad un’immagine statica, Bohm preferiva descrivere l’universo utilizzando il termine, da lui creato, di Olomovimento.
 
Grazie al potenziale quantico Bohm introduce per la prima volta in fisica il concetto di campo informativo o campo di informazione, in cui l’elettrone non è in balia del caso, ma è una quantità ben definita e continuamente e costantemente informata sull’ambiente che la circonda. Il concetto di informazione è quindi posto a fianco dell’energia e della materia. Il mondo macroscopico può esistere solo se esistono lo spazio ed il tempo e quindi la fisica che lo descrive ha caratteristiche locali, mentre il mondo delle particelle non ha bisogno dello spazio e del tempo ma percepisce la guida e l’informazione in maniera istantanea, per risonanza, ed in tal modo la fisica che lo descrive viene definita non locale. Il mondo microscopico riflette l’esistenza di un infinito al di fuori dello spazio-tempo e non riceve l’informazione da un luogo preciso, ma la riceve da tutto l’universo, da una specie di “pre-spazio al di là del tempo, dello spazio e della materia”, sede della coscienza dell’universo. Il potenziale quantico opera nell’ordine implicato. Come immaginarci tale ordine? Pieghiamo in più parti un foglio di carta, lo tagliamo in un punto, e poi lo riapriamo nell’estensione originaria. Fatto questo possiamo osservare che il foglio riaperto presenta al suo interno molte forme simmetricamente separate tra loro. Queste forme separate sono state in realtà prodotte dallo stesso taglio nel foglio di carta piegato. Il taglio nel foglio di carta piegato rappresenta l’ordine implicato, mentre le forme separate che si formano riaprendo il foglio rappresentano l’ordine esplicato.  Lo stesso ordine implicato risuona da un campo di energia che è ancora più grande e che è il regno del puro potenziale.
 
Il concetto di totalità indivisa nega l’idea classica che il mondo sia analizzabile in parti separate ed esistenti autonomamente. Abbiamo invertito la classica nozione per cui le “parti elementari” indipendenti del mondo sono la realtà fondamentale e i vari sistemi sono solo arrangiamenti e forme particolari contingenti di queste parti. Piuttosto, noi diciamo che le interconnessioni quantistiche inseparabili dell’intero universo sono la realtà fondamentale e che le parti, anche se si comportano come relativamente indipendenti, sono solamente forme contingenti e particolari di questa totalità[1].
 
Se l’uomo pensa alla totalità come costituita di frammenti indipendenti, allora ecco che anche la sua mente tenderà a operare alla stessa maniera; ma se l’uomo riesce a includere tutto coerentemente e armoniosamente in una totalità indivisa, senza confini, allora la sua mente tenderà a funzionare in modo unitario e a questo seguirà un’azione ordinata all’interno del tutto[2].
 
Prendendo in prestito le idee dalla fotografia olografica, l’ologramma è la metafora preferita di Bohm per descrivere la struttura del Ordine Implicito. L’olografia si basa sull’interferenza delle onde. Questo vuol dire che così come un ologramma è il risultato di onde di interferenza che il nostro cervello interpreta come immagine tridimensionale l'universo non sarebbe altro che l'interpretazione che il nostro cervello da' di onde luminose. In sostanza la realtà non sarebbe altro che l’ologramma di oggetti concreti posti in altri luoghi o tempi.
 
Il modello ultimo è l’ologramma eterico che integra la Coscienza creatrice. L’ologramma ha una fonte di informazioni che è l'oggetto stesso da rappresentare, l’energia della fonte ossia l’Etere è come il laser che legge le informazioni fornite dall’oggetto. È il principio di indeterminazione cosmico di Heisenberg: la fonte sa di esistere ma non sa come è fatta dentro proprio per questo principio. Un uomo sa di esistere ma non può vedere la sua faccia, allora ne osserva una rappresentazione guardandosi allo specchio. La fonte per guardarsi dentro ha generato la proiezione olografica, noi che siamo le singole parti, infatti, non sappiamo di esistere realmente, non siamo consapevoli di come stanno le cose ma quando uno lo diventa si ha l’illuminazione ed esce dall’ologramma per tornare alla fonte.
 
Alla fine degli anni settanta, alcuni studi condotti da Russel e Karen DeValois, due neurofisiologi della Berkley University, rivelarono con inequivocabili prove, da allora confermate da svariati scienziati in tutto il mondo, del fatto che il cervello decodifica linee di frequenza e le trasforma in immagini olografiche che noi vediamo. Le cellule cerebrali della corteccia visiva, attraverso cui noi vediamo, reagiscono alle diverse linee di frequenza e si attivano secondo il tipo di frequenza che ricevono. In collaborazione con il neuroscienziato di Stanford Karl Pribram, David Bohm contribuì a elaborare il modello olonomico di Pribram secondo la quale il cervello opera in modo simile a un ologramma, in conformità ai principi della matematica quantica e alle caratteristiche dei modelli delle onde d’interferenza[3]. Noi non vediamo gli oggetti “per come sono” (in accordo con quanto messo in luce dalla teoria della relatività generale), ma solamente la loro informazione quantistica. Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo quest’organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. La mente subcosciente che funziona come un ologramma, crea le linee d’onda o di pensiero e la mente conscia le osserva, trasformandole nelle illusioni olografiche che noi scambiamo per mondo reale. Se riuscissimo a vedere il mondo prima che passi attraverso i nostri occhi, vedremmo una massa di linee d’onda. Attraverso la mente collettiva noi trasformiamo questi campi in una realtà accettata, ossia il paesaggio che noi crediamo di vedere intorno a noi.
 
È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico, ma anche di correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo. Entro il 2045 saremo capaci di trasferire la nostra mente all’interno di un avatar cioè un ologramma che ci permetterà di fare a meno del nostro debole corpo. Ne è convinto Dmitry Itskov, magnate dei media russo con una grande passione per la scienza e il transumanesimo, la corrente di pensiero che sostiene l’imminente “salto” dell’umanità vero un nuovo stadio dell’evoluzione grazie all’interazione con la cibernetica. Il Dalai Lama ha dimostrato un grande interesse nel progetto soprattutto perché, al di là dell’obiettivo pratico, promette di impegnare enormi risorse nel tentativo di svelare il mistero più grande, quello della coscienza umana[4].
 
Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall’enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente, se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario scartabellare attraverso una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un’altra particolarità tipica degli ologrammi. Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio. Così come un ologramma funge, per così dire, da strumento di traduzione capace di convertire un ammasso di frequenze prive di significato in una immagine coerente, così il cervello usa i principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori. La mente fa parte di un continuum, collegato non solo ad ogni altra mente, ma anche ad ogni atomo, nella vastità dello spazio.
 
Il paradigma olografico ha delle implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha ribaltato il concetto “cogito ergo sum” sottolineando che non è la mente crea la coscienza,al contrario, è la coscienza che crea l’illusoria sensazione di un corpo o di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come fisico. Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche ha spinto i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l’apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina. La personalità è una forma pensiero. Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo. Immaginarsi malati, immaginarsi sani. Allo stesso modo le derise tecniche di guarigione come la “visualizzazione” risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la “realtà”. Infatti, si narra anche di alcuni casi di guarigione di persone che hanno costantemente, giorno dopo giorno, visualizzato la disgregazione della malattia stessa. Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta[5].
 
L’uomo è in realtà un frammento della Mente Universale o Anima del Mondo, e quale frammento condivide quindi gli istinti e la qualità di quest’anima come si manifesta nella famiglia umana. Perciò l’unità è possibile solo sul piano della mente.
 
Non è il corpo che è ammalato, è la coscienza che fa difetto, in effetti, ogni vota che si cade malati, o anche qualche accidente esteriore ci piomba addosso, è sempre il risultato di una incoscienza o di una cattiva abitudine, d’un disordine psicologico. Lo stato psicologico è contagioso: vi sono delle compagnie che attirano sempre gli accidenti o delle noie. Non esiste che una sola malattia, l’incoscienza: è possibile cogliere i pensieri, le passioni, le suggestioni o le forze della malattia e impedirgli di causare disordine. Sri Aurobindo dice che esiste una mente oscura, una mente delle cellule, delle molecole e dei corpuscoli. Questa mente del corpo, per il suo attaccamento ostinato e meccanico ai movimenti passati e il suo rifiuto inerziale a ciò che è nuovo è uno degli ostacoli principali per la trasformazione del nostro essere. Questa mente cellulare, atomica, possiede una formidabile potenza, come le formiche sull’elefante, può mettere il suo assurdo meccanismo al servizio dell’essere spirituale.
 
Fisicamente parlando, noi viviamo in un completo caos, in un vortice di sensazioni forti, gradevoli, dolorose, acute, di puntate in alto, di discese, e, non appena il turbinio s’arresta rimane un vuoto angoscioso che bisogna riempire in tutta fretta con altre sensazioni e sempre più sensazioni. Non ci si sente vivere se non quando si è in movimento. La base del lavoro è dunque quella di introdurre una completa immobilità in questo caos — non si tratta di un’equanimità di anima, ma di un’equanimità di cellule. Allora il lavoro di verità può incominciare. In questa “equanimità” cellulare, il nostro corpo sarà come una vasca trasparente dove le minime vibrazioni diverranno percettibili, dunque prendibili, dunque dominabili; tutte le forze di malattia, disintegrazione, menzogna, tutte le deformazioni e le deformità subcoscienti, con la loro piccola fauna, cominceranno ad agitarsi visibilmente in questa chiarezza, e potremo così prelevarle … Ma vi è uno strato ancor più profondo, un tufo mentale se così si può dire, che Sri Aurobindo chiama la mente cellulare. È veramente una mente delle cellule, o dei gruppi di cellule, che ricorda molto la mente fisica per la sua inesauribile capacità di ripetere la stessa filastrocca, ma che non si limita alla regione cerebrale né alla triturazione meccanica di briciole di pensiero; è dappertutto nel corpo, come milioni di piccole voci … basta che una volta un gruppo di cellule sia stato toccato da un’impressione, una paura, un urto, una malattia, perché indefinitamente continui a riprodurre la sua paura, il suo irrigidimento, la sua tendenza alla disorganizzazione o il ricordo della sua malattia[6].
 
Siamo un tutt’Uno,gli uomini col potere dei loro pensieri e delle parole emozioni producono precisi effetti non solo su altri esseri umani funzionanti sui tre piani dell’evoluzione umana ma anche sull’intero regno animale. I pensieri separativi e malefici dell’uomo sono responsabili perché modificano in gran parte la natura selvaggia delle belve e del carattere distruttivo di taluni processi della natura. Il vero lavoro sul corpo fisico non implica metodi fisici, il cambiamento di coscienza è il fattore principale; la modificazione fisica è una conseguenza, un fattore subordinato, è la coscienza stessa che, con la sua propria mutazione, imporrà ed opererà tutte le mutazioni necessarie al corpo. Il vero cambiamento di coscienza, è quello che cambierà le condizioni fisiche del mondo e ne farà una creazione nuova.

[1] David Bohm, On the Intuitive Understanding of Non locality as Implied by Quantum Theory, Foundations of Physics, vol. 5, 1975.
[2]David Bohm, Wholeness and the Implicate Order, 1980.
[3]Bohm e Pribram elaborarono una teoria basata su una descrizione in termini matematici dei processi e delle interazioni neuronali capaci di leggere le informazioni che si presenterebbero quindi sotto forma di onde, per poi convertirle in schemi di interferenza e trasformarle in immagini tridimensionali;
[4]http://scienze.fanpage.it
[5]www.societa-ermetica.it/  Universo Olografico.
[6] Satprem, Sri Aurobindo, l’avventura della coscienza.
L’ANELLO INVALICABILE
 
 
DAL FULGORE DELLA LUCE — IL RAGGIO DELL’ETERNA TENEBRA — BALZARONO NELLO SPAZIO LE ENERGIE RISVEGLIATE: L’UNO DALL’UOVO, I SEI ED I CINQUE. QUINDI I TRE, L’UNO, I QUATTRO, L’UNO, I CINQUE — I DUE VOLTE SETTE, LA SOMMA TOTALE. E QUESTI SONO LE ESSENZE, LE FIAMME, GLI ELEMENTI, I COSTRUTTORI, I NUMERI, GLI ARÛPA[1] I RÛPA[2] E LA FORZA DELL’UOMO DIVINO, LA SOMMA TOTALE. (Stanze di Dzyan, IV, 3)
 
Nel Mondo dell’Essere, il Punto Unico feconda la Linea, la Matrice Vergine del Cosmo (lo Zero a forma d’Uovo); e dalla Madre Immacolata nasce la Forma che combina tutte le forme”. Così, mentre nel mondo metafisico il Cerchio con il Punto centrale non ha numero ed è chiamato Anupâdaka, senza genitori e senza numeri, perché non può essere sottoposto ad alcun calcolo, nel mondo manifestato.
 
Nei Rig Veda è detto: — “QUELLO, l’unico Signore di tutti gli esseri, il Principio unico animatore degli dèi e degli uomini” uscì, all’inizio dalla Matrice d’Oro, che è l’Uovo del Mondo, o la Sfera del nostro Universo. “L’Uno dall’Uovo (10), i Sei (6) ed i Cinque (5)”, formano il numero 1065, il valore del Primogenito che corrisponde rispettivamente ai numeri 10, 6, e 5 la cui somma è 21.
 
Nel Mahâbhârata, i Prajâpati equivalenti ai Sephirot ebraici, sono 21 o dieci, sei e cinque (1065) tre volte sette. Le energie risvegliate sono in sequenza sette, quattordici e ventuno. Gli Gnostici Marcosiani avevano tre Ebdomada: due in Cielo, una nel Cielo superiore ed una in quello inferiore, infine una terza ed una in Terra sul piano della materia: in totale 7 + 7 + 7 = 21. Nella Cabala ebraica gli stessi numeri, cioè 1065, corrispondono al valore di Jehovah, poiché i valori numerici delle tre lettere che compongono il suo nome — Jod, Vau e due volte Hé — sono rispettivamente 10 , 6  e 5, o nuovamente tre volte sette, 21. I Rabbini considerano i numeri 10, 6 e 5, come i più sacri di tutti.
                                                                                                                                                                     
I Tre, l’Uno, i Quattro, l’Uno, i Cinque, nel loro totale Due Volte Sette, rappresentano 31415, la Gerarchia numerica dei Dhyân Chohan (Potenze Angeliche) di vari ordini, e del mondo interiore o circoscritto. Questo Cerchio di Diametro Uno, è il Cosmo Manifestato, l’Uovo del Mondo delle varie mitologie. La Circonferenza rappresentata dai numeri 31415, rappresenta  l’Anello “Invalicabile” - chiamato pure il Dhyânipâsha, la “ Corda degli Angeli”, separa il Cosmo fenomenico da quello noumenico dell’Essere Supremo. Le Potenze o Arcangeli che formano la Corda Non Passare, rappresentano una Gerarchia Numerica dei Dhyan Chohan che circoscrive il Mondo e segna il limite fra il Cosmo Fenomenico e quello Noumenico, il limite assolutamente insuperabile per la coscienza umana oggettiva attuale.
Figura 1. Il Divino π
 

Non è vero che gli antichi non conoscessero il numero     π, era considerato sacro e perciò utilizzato per scopi misterici. La “misura base” sacra nell’antico Egitto era il Cubito Reale o Faraonico, un numero che era in relazione geometrica con la circonferenza, con l’incommensurabile celeste p. Il Cubito Reale è definito come la sesta parte della Circonferenza di Diametro Uno: 1 CUBITO = p/6 m.
 
Questo numero, quando non è ingrandito mediante permutazione ed espansione, è sempre 31415, poiché in qualsiasi modo si contino le due serie di cifre sommandole separatamente, una cifra dopo l’altra, tanto partendo da destra quanto da sinistra, daranno sempre quattordici come totale. Le Potenze Creatrici, i Figli Divini, nati da Madre Immacolata sono i 31415, Sette per i Cieli Superiori, Sette per i Cieli Inferiori. Queste Potenze o Arcangeli, rappresentano una Gerarchia numerica che circoscrive il mondo interiore, l’interno dell’Uovo.
    
Nel capitolo I della Genesi è scritto:  “In Principio[3] Elohim creò i Cieli e la Terra”[4]. Cielo e Terra sono la parte superiore e inferiore dell’Uovo del Mondo che all’Inizio viene spezzato in Due. Il nome delle Potenze Creatrici è AH-HI in tibetano, ed ELOHIM o ALHIM in ebraico. Questi Esseri sono le “Schiere Collettive” attraverso cui agisce la Mente Universale.  Ralston Skinner[5], un dotto massone del secolo XIX, autore dell’Origine delle Misure, spiega che in ebraico, le Potenze Creatrici, gli Alhim[6] hanno il seguente valore numerico: A(1), L(30), H(5), I(10), M(40), disponendo le lettere su un cerchio e omettendo gli zeri, cioè riducendo il numero 30 a 3, il numero 10 a 1, il numero 40 a 4 si ottiene: 13514. Poiché sulla circonferenza non vi è inizio e né fine, se leggiamo i numeri come un anagramma in senso inverso si ottiene: 31415 cioè il mistico numero p.   
Figura 2. Alhim – Elohim
 
 
L’Uovo del Mondo o Cerchio è limitato nei gruppi chiamati la Linea (1), il Triangolo (3), il Pentagramma (5), la seconda Linea (1) ed il Quadrato (4), o 13514, ALHIM. Due volte sette è il valore numerico degli Elhim, in due volte sette fu smembrato il corpo di Osiride da parte di Seth-Tifone. Il Commentario 4 alle Stanze di Dzyan ci spiega che (7):
 
La grande Madre sta col Δ (3) e la I (1) e il quadrato (4), la seconda I (1) e la stella (5) nel seno pronta a partorirli i valorosi figli del o (4), Δ (3), II (2), i cui antenati sono il O e il l.
 
La Materia Primordiale indifferenziata sta col 31415, il sacro π o i 2x7 che occupano i Sette cieli e le Sette Terre. Questi sono i valorosi figli del 432 (il valore chiave dei cicli, Yuga e Saros), i cui antenati sono il Punto cioè la Monade, e il Cerchio celeste.
 

[1] Senza forma.
[2] Con forma.
[3] La traduzione giusta è: “Il Principio o il Primogenito, creò per mezzi degli Elohim, Cielo e Terra”.
[4] Genesi, I, 1.
[5]Scritto inviato a H.P. Blavatsky e citato in Cosmogenesi.
[6] Nome composto da cinque lettere.
[7] Helena Petrovna Blavatsky, La  Dottrina Segreta, I  
LA STRUTTURA DELL’UNIVERSO COSCIENTE
 
… E QUESTI TRE Δ, - RACCHIUSI DENTRO IL O, SONO I SACRI QUATTRO ; E I DIECI SONO L’UNIVERSO ARÛPA. INDI VENGONO I FIGLI, I SETTE COMBATTENTI, L’UNO, L’OTTAVO LASCIATO FUORI, ED IL SUO RESPIRO CHE É IL PRODUTTORE DELLA LUCE. (Stanza IV, 5)
 
Il Triangolo Astratto Δ, i Tre Logos metafisici emanati dalla Monade Cosmica racchiusi nel Cerchio  della Materia Primordiale, formano i Sacri Quattro o, il Quadrato  dei mondi senza forma. I Tre Logoi Primordiali sono Soggettivi, poiché non creano e benché li si indichi come Primo, Secondo, Terzo, nessuno dei Tre è maggiore o minore degli altri. La riunione di questi Tre aspetti divini è rappresentata con un Triangolo inscritto nel Cerchio della Materia Primordiale. La Triade nel Cerchio della Materia Cosmica, la  Madre Universale o Quarta Potenza, forma il Quaternario, il Quadrato perfetto, la Tetractis (l’Uno eternamente autoesistente), nei mondi  senza formali, la superficie astratta.

Il Cerchio e il Punto, dei quali l’ultimo si ritira e si fonde con il Cerchio dopo aver emanato i primi Tre Punti e dopo averli congiunti con linee formando il Primo Triangolo, la Trinità Astratta che diverrà base del secondo Triangolo nel mondo manifestato per il mondo delle forme.

Figura 1. I Sacri Quattro

Quando il Quadrato cade nella manifestazione, diventa volume, il Cubo, il cui facce visibili sono in numero di Sei, sintetizzate nel Settimo. In totale si ha: 3 + 7 = 10. L’immagine è un Cerchio con il Diametro verticale, il numero Uno. Il Dieci è il simbolo dell’Uno emanato dallo Zero. Il simbolo della Circonferenza tagliata in due da Diametro, indica dualità, la polarità della manifestazione visibile, per i Pitagorici Dieci è il simbolo dell’Universo. Afferma Filolao: “Il 10 è responsabile di tutte le cose, fondamento e guida sia della vita divina e celeste, sia di quella umana.
 
Dieci è il numero sacro dell’Universo, “la compiutezza”, esso è in rapporto tanto con il Sacro Cerchio. I Dieci che sono l’Universo Arûpa, cioè senza forma, sono la Totalità della Coscienza Universale, i Tre Astratti e i Sette dell’Universo manifestato. Dieci 3+7 sono l’Universo senza forma, i Dieci stati di Energia Cosciente.
 
Il Triangolo Primordiale sotto l’azione della Diade si polarizza e manifesta il Numero Sei, che risulta formato da Due Triangoli addizionati. Il numero Sei è composto di triangoli contrari in armonia fra loro, per tale ragione era chiamato Pace. Il Settimo, la sintesi è rappresentato dal punto centrale baricentrico della figura.
 
Il Dieci, era considerato dai Pitagorici la Tetractis. La  Tetrade Astratta di Pitagora, secondo la Raffigurazione  fatta da Theone di Smirne e da Nicòmaco da Gerasa, consiste in Dieci Punti (1 + 2+ 3 + 4 = 10) inscritti in un Triangolo Equilatero di lato Quattro.
 
Guarda, quelli che tu credi quattro sono Dieci, ed il Triangolo perfetto ed il nostro giuramento.[1]

Figura 2. Il Triangolo perfetto i Dieci

 
Pitagora, dopo aver appreso l’insegnamento in India, lo portò in Europa gettando un velo sul Cerchio e il Punto che nessun uomo vivente può definire, se non con astrazioni incomprensibili, pose nella base del Triangolo l’origine della Materia cosmica differenziata. Così quest’ultima divenne la prima delle figure geometriche.
     
  • Il punto il alto al vertice del Triangolo rappresenta il Punto Unità, la Monade: l’Unico non procrea, Egli è.
  • I due punti una linea: la Dualità, l’Uno che guarda Se Stesso.
  • I tre punti successivi la superficie idealizzata in un Triangolo equilatero: la base creatrice, in quanto per poter procreare occorrono Tre Principi in Uno.  Con il Triangolo si crea la prima superficie astratta, il Primo Spazio chiuso cioè il mondo delle idee.

[1] Luciano, Vita auct., 4.
IL CERCHIO UNIFICATORE - IL SOLE - L’OTTAVO
 
Poi vengono i Sette Figli Combattenti, a significare che vengono generati i sette centri di energia e di coscienza (quelli dai quali deriveranno i vortici di energia detti Chakra). Sono chiamati combattenti perché lottano contro le barriere della materia. Sono il nostro modello, in quanto è solo grazie a loro che possiamo elevarci spiritualmente, combattendo i legami che ci avvincono alla materia.
 
L’UNO, L’OTTAVO LASCIATO FUORI, E IL SUO RESPIRO CHE É IL PRODUTTORE DELLA LUCE.
 
Otto Figli nacquero dal corpo di Aditi, la Madre Cosmica; si avvicinò agli dèi con sette, ma respinse l’ottavo, Mârttânda”. Il Respinto è Colui che tiene lontano da sé i sette, ma li mantiene nella sua sfera è un centro stellare, nel nostro sistema è il Sole. L’Ottavo, il respinto, è il Sole verso il quale agiscono le due forze di attrazione e di repulsione (centrifuga e centripeta), la stella centrale che, rispetto ai pianeti, è immota, gira solo sul proprio asse e regola il tempo e la misura.
 
Il Sole è rappresentato trasportato da sette cavalli o da un cavallo con sette teste; i primi si riferiscono ai suoi sette pianeti, il secondo alla loro comune origine dall’Elemento Cosmico Unico. Questo “Elemento Unico” è chiamato in senso figurato “Fuoco”. Gli Otto figli di Aditi, gli Aditya, gli “dèi”, sono tutti formati dalla sostanza eterna la materia costituente delle comete, la “stoffa del mondo”. L’Otto simbolizza il moto eterno e la spirale dei cicli, soprattutto quando, posto orizzontalmente, rappresenta il simbolo dell’infinito.
 
Considerando il solo sistema solare, possiamo dire che la prima condensazione della materia ebbe luogo certamente attorno al nucleo centrale, il Sole; allorché la massa rotante si contrasse, il Sole fu il primo a staccarsi, divenendo così il più luminoso degli Otto, il fratello maggiore e non il padre. Gli antichi saggi non hanno mai considerato il Sole come un pianeta[1], ma come una Stella centrale e fissa.
 
L’Antico Commentario dice: “Li segue girando lentamente su se stesso... ed egli segue da lontano la direzione in cui si muovono i suoi fratelli, nel sentiero che circonda le loro case”, o le loro orbite. Sono i fluidi solari, o le emanazioni, che danno origine ad ogni movimento e risvegliano tutto alla vita nel sistema solare. Sono l’attrazione e la repulsione, infatti l’attrazione che si manifesta fra i corpi celesti non è altro che repulsione: è il Sole che sorveglia e minaccia i suoi sette fratelli, i pianeti, senza abbandonare la posizione centrale nella quale sua madre, Aditi, l’aveva relegato, e che li spinge incessantemente in avanti, perché altrimenti il loro moto cesserebbe. Il Sole è paragonabile al cuore fisico dell’essere umano:
 
  • È il serbatoio della Forza Vitale, che è il Noumeno dell’Elettricità;
  • Dalle sue profondità misteriose ed insondabili sgorgano quelle correnti di vita che vibrano attraverso lo Spazio, come vibrano attraverso l’organismo di tutto ciò che vive sulla Terra.
   
Dice il l’Antico Commentario: “Il sole è il cuore del Mondo [sistema] Solare, e il suo cervello è nascosto dietro il Sole [visibile]. Di là, la sensazione è irradiata in ogni centro nervoso del grande corpo, e le onde dell’essenza vitale scorrono in ogni arteria e in ogni vena ... I pianeti sono le sue membra e le sue pulsazioni”.
 
La filosofia esoterica o misterica ha sempre negato che il Sole sia un globo in combustione, ma lo definisce semplicemente come un mondo, una sfera ardente dietro cui è nascosto il Sole Reale, del quale il Sole visibile è soltanto il riflesso, il guscio.
 
Il sole è il cuore del sistema solare che si contrae altrettanto ritmicamente come il cuore umano ad ogni riflusso di sangue. Soltanto, invece di compiere il circuito in un secondo o giù di lì, il sangue solare impiega poco più di dieci dei suoi anni a circolare, e un anno intero a passare attraverso i suoi atri e i suoi ventricoli, prima di andare nei polmoni e ritornare quindi alle grandi arterie e vene del Sistema. L’Astronomia conosce il ciclo fisso di undici anni delle macchie solari: l’aumento del numero delle macchie solari, è dovuto alle contrazioni del cuore solare. Commenta HP. Blavatsky:
 
L’Universo, in questo caso il nostro mondo, respira, proprio come sulla Terra respirano l’uomo ed ogni creatura vivente, ogni pianta, persino ogni minerale; e come respira ogni ventiquattrore il nostro globo stesso. La zona oscura non è dovuta ad assorbimento esercitato dai vapori uscenti dal grembo del sole ed interposti fra l’osservatore e la fotosfera … né le macchie sono formate a dalla materia stessa (materia gassosa infiammata) che l’irruzione proietta sul disco solare. Il fenomeno è simile alla regolare e sana pulsazione del cuore, quando il fluido vitale passa attraverso i suoi muscoli cavi. Se il cuore umano potesse divenire luminoso, e l’organo vivente pulsante potesse essere reso visibile, come fosse riflesso su uno schermo, proprio come gli insegnanti di Astronomia, per esempio, usano mostrare la luna, allora ognuno vedrebbe i fenomeni della macchia solare ripetersi ad ogni secondo, e si renderebbe conto che essi sono dovuti alla contrazione e all’affluire del sangue”[2].
 
La “Ogdoade primogenita” degli Gnostici, era nella Teogonia, il Logos Manifestato, la Croce mobile, perché era nata dall’Ebdomada il Settuplice Logos, quindi era l’Ottavo su questo piano manifestato.
 
L’Ottavo Dio è il Cerchio unificatore, o il Logos, separato e distinto dalla sua Legione nel dogma profano. Il simbolo è un cerchio contenente sette punti, nel caso del Logos Cosmico, i Sette contenuti sono Sette i Logoi Solari raffigurati come delle stelle a sei punte, che a loro volta contengono Sette Uomini Celesti.

 
Figura 1. L’Ottavo, l’ottetto e la spirilla

Come in alto nel macrocosmo, così in basso nella materia infinitesimale, abbiamo l’ottetto di mesoni della fisica dei quark, al cui centro è posta un’unità doppia di due particelle che coincidono con le proprie antiparticelle. Lo stesso si dica per la prima unione a spirilla delle bolle primordiali di vortici di Tamas e Rajas, il settimo centrale Sattva, è in realtà duplice o androgino.
 
Sarebbe interessante confrontare i sette gruppi della tavola periodica degli elementi e l’ottava famiglia di “incurabili”, con le allegorie concernenti i sette primi figli della “Madre, Spazio Infinito” o Aditi, e l’ottavo figlio da lei respinto.
 
POI I SECONDI SETTE, CHE SONO I LIPIKA, PRODOTTI DAI TRE. IL FIGLIO REIETTO É UNO. I “FIGLI-SOLI” SONO INNUMEREVOLI. (Stanza IV, 6)
 
In Cosmogenesi ci viene data un’indicazione attinente le genealogie celesti. I dieci punti inscritti nel Triangolo Pitagorico, la Tetractis, valgono tutte le teogonie e le angelologie che siano mai uscite da un cervello teologico. Ci viene detto che chi sa interpretare i Dieci più i sette in totale diciassette punti (nel modo giusto e nell’ordine indicato, troverà in essi la serie ininterrotta delle genealogie, dal primo Uomo Celeste al primo Uomo Terrestre. E, insieme all’ordine degli Esseri, essi rivelano anche l’ordine secondo cui si sono evoluti il Cosmo, la nostra Terra e gli Elementi primordiali da cui essa fu generata.
 
Riferendoci alla nostra particolare costellazione e al nostro Logos Cosmico, i suoi Primi Sette sono i Logoi Solari, i Secondi Sette sono gli Uomini Celesti. Il Logos Cosmico è a sua volta l’Ottavo dei Logoi Solari. I Sette Logos Cosmici contenenti ciascuno Sette Logoi Solari, in totale 7x7=49 a loro volta creano Sette Figli che chiameremo Uomini Celesti.
 
La Triade Primordiale nel nostro cosmo dimora sul piano cosmico più elevato Adi, il Primo. I Sette Logos Cosmici con i lori Figli dimorano sul piano di materia successivo, il secondo detto Anupadaka.
      

                                             
Figura 2. I tre volte Sette
 
Gli Gnostici avevano un Settenario superiore ed uno inferiore in Cielo (i Sette Logoi Solari e i Sette Uomini Celesti), ed un terzo Settenario terrestre sul piano della materia (Sette Logoi Planetari), ventuno in tutto.
 
I “Sette Primordiali” e i “Secondi Sette” sono chiamati dagli Gnostici e da Simon Mago gli “Æoni,” cioè la prima, la seconda e la terza serie di Syzygie (coppie)[3]. Sono emanazioni graduali che discendono sempre più in basso nella materia, a partire da questo Principio primordiale che lui chiama Fuoco. Egli fa vedere che se anche questi Æoni appartengono al mondo superiore, mediano o inferiore, essi sono però tutt’uno, eccetto nella densità materiale, che tuttavia determina le loro manifestazioni esteriori.
 
Il Libro di Dzyan recita “Poi i secondi sette che sono i Lipika prodotti dai tre”. I Lipika come Thoth degli egizi, rappresentano gli scribi, dalla parola lipi, “scrittura”, che, dalla Mente Universale passiva, proiettano nell’oggettività il piano ideale dell’Universo sul quale i “Costruttori” ricostruiscono il Cosmo dopo ogni notte cosmica. I Lipika sono i diretti amanuensi dell’Ideazione Eterna o, come la chiama Platone, del “Pensiero Divino”. I Lipika sono forze-energie facenti parti del piano dell’Akasha, il livello energetico sul quale è costruito lo spazio-tempo, la tela, lo spazio-tempo, il telaio sul quale è montata. In essa rimangono impressi tutti gli avvenimenti del mondo fenomenico, come se fossero registrati su di un invisibile pista magnetica. Tutto nell’Universo emette energia e tutto quindi lascia una sua traccia. E’ questa traccia che viene registrata nel piano dell’Akasha.
 
Con “i figli-Soli” si potrebbero veder rappresentate le innumerevoli stelle costituenti l’Universo che derivano tutte da un’unica fonte (il figlio reietto), alla quale dovranno ripervenire al termine del ciclo.
 
I LIPIKA CIRCOSCRIVONO IL TRIANGOLO, IL PRIMO, IL CUBO, IL SECONDO, ED IL PENTACOLO DENTRO ALL’UOVO. È LANELLO CHIAMATO “INVALICABILE” PER COLORO CHE DISCENDONO ED ASCENDONO, CHE DURANTE IL KALPA PROGREDISCONO VERSO IL GRAN GIORNO “SII CON NOI” ... COSÌ FURONO FORMATI L’ARÛPA E IL RÛPA: DALL’UNA LUCE, SETTE LUCI; DA OGNUNA DELLE SETTE, SETTE VOLTE SETTE LUCI. LE RUOTE VIGILANO L’ANELLO ... (Stanza V, 6)
 
I Lipika sono gli Spiriti dell’Universo, mentre i Costruttori sono soltanto le divinità planetarie. I Lipika circoscrivono il mondo manifestato della materia entro i limiti dell’Anello “Invalicabile” il Triangolo “3”, il Primo “1”, il Cubo “4”, il Secondo Uno “1”, il Pentacolo “5”, cioè il 31415, dentro il Cerchio, l’Anello Invalicabile. Questo mondo è il simbolo oggettivo dell’Uno diviso nei Molti, il secondo Uno, infatti il simbolo del Cubo indica il volume, il mondo oggettivo, il cui modello è il quadrato “4” il mondo soggettivo.
 
I Costruttori sono i rappresentanti delle prime Entità “Nate dalla Mente”, sono essi che costruiscono, o piuttosto ricostruiscono, ogni “Sistema” dopo la “Notte”. Il Secondo gruppo di Costruttori è quello degli Architetti esclusivamente della nostra Catena Planetaria; ed il Terzo è il Progenitore della nostra Umanità - il prototipo macrocosmico del microcosmo.
 
Astronomicamente, l’Anello “Invalicabile” che i Lipika tracciano attorno “al Triangolo, il Primo; al Cubo, il Secondo; ed al Pentacolo” per circoscrivere queste figure, dimostra così nuovamente di contenere il simbolo di 31415, il valore della circonferenza con diametro uguale a Uno, l’anello non passare. Secondo gli insegnamenti filosofici generali, questo Anello è al di là della regione delle nebulose, come sono chiamate in Astronomia. Ma il vero Iniziato sa che l’Anello “Invalicabile” non è una località, né può essere misurato dalla distanza, ma che esiste nell’assolutezza dell’Infinito.


[1] Due dei sette pianeti considerati nei calcoli degli astrologi, il Sole e Luna non sono dei pianeti, un mascheramento per altri due pianeti tenuti segreti.
[2] Dottrina Segreta -  Cosmogenesi, La teoria solare, pag. 697 edizione italiana Cintamani.
[3] Termine gnostico, usato specialmente per Æone significa un paio o una coppia, una attiva, l’altra passiva.
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