Lez.36 - La cerimonia d'Iniziazione - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Lez.36 - La cerimonia d'Iniziazione

I Misteri

Le iniziazioni di cui si parla in questo trattato sono le iniziazioni maggiori, che producono quelle espansioni di coscienza che conducono alla liberazione; hanno luogo nel corpo causale, e da qui sono riflesse nel fisico; l’iniziato non proclama mai la sua iniziazione. La cerimonia iniziatica fino alla quinta iniziazione ha luogo sui tre sottopiani superiori del piano mentale e sui tre piani superiori, secondo di quale iniziazione si tratti. Alle iniziazioni del piano mentale, la stella a cinque punte risplende sulla testa dell’iniziato. Ciò riguarda le prime iniziazioni assunte nel corpo causale.

FIGURA 1. INIZIAZIONE E STELLA A CINQUE PUNTE

Nel Trattato del Fuoco Cosmico il Maestro D.K. insegna: “Ci occupiamo cioè di quella parte della sua natura che riguarda il processo della sua trasformazione nella stella a sei punte durante lo stadio preliminare (la triplice personalità e la triplice Triade si unirono e si fusero e produssero, nel punto di mezzo, il corpo causale), e della trasformazione successiva, quando il corpo fisico sia eliminato, nella stella a cinque punte, o il perfetto Manasaputra (1)”.
Il Manasaputra del Piano Fisico Cosmico, gli Angeli Solari, hanno i loro prototipi nei Manasaputra Divini, i Figli della Mente di Brahma, il Terzo aspetto logoico il mistero più profondo dell’intero sistema solare manifesto, il mistero di cui H.P. Blavatsky parla come del mistero dell’elettricità. È strettamente collegato, alla vita di Dio che è manifestata mediante i Suoi sette Centri, i sette Uomini Celesti, i sette Manasaputra Divini. Sono i sette Logoi planetari e i Signori dei Raggi, i sette Uomini Celesti, i sette Kumara. Sanat Kumara, il Signore del Mondo è un divino Manasaputra. Essi svilupparono l’aspetto mente nel primo sistema solare, quello in cui Brahma predominava ed in cui incarnò in Sé l’esistenza oggettiva. Di questi Cinque Kumara formano la Stella a cinque punte di Brahma.
Come un essere umano ha una fonte d’origine, la Monade, e un veicolo semipermanente, il corpo causale, ma si manifesta mediante i suoi principi inferiori (dei quali non fa parte il fisico denso), così un Uomo Celeste ha una fonte d’origine, la Sua Monade, un corpo semi-permanente sui livelli monadici del sistema solare, ma si manifesta mediante i suoi tre involucri inferiori, i nostri livelli Atmico, Buddhico e Manasico. Egli è estraneo ai piani astrale e fisico, così come l’uomo è estraneo al fisico (2).
L’uomo ha per obiettivo di divenire un Manasaputra divino, o perfetto Figlio della Mente, che manifesta tutti i poteri inerenti alla mente, diventando così simile alla sua sorgente monadica un Uomo Celeste; un Uomo Celeste ha sviluppato il Manas e si occupa del problema di divenire un Figlio di Saggezza, non potenzialmente ma in piena manifestazione. Per quanto riguarda i componenti della famiglia umana, possiamo dire che essi rappresentano i Manasaputra in incarnazione.
La Stella a Cinque punte o Pentade è dunque il simbolo misterico dei Pitagorici e dei Manasaputra Indù, i Figli della Mente, il principio individuale dell’uomo, l’Ego, l’Angelo Solare, nel proprio corpo sui livelli astratti del piano mentale. In termini occulti si può dire che: “La Stella assorbe la luce lunare, affinché i raggi del Sole siano riflessi”. Soltanto l’Angelo Solare può fare il lavoro di trasmutazione del corpo d’ombra, ed egli lo compie dominando gli angeli lunari (le energie della forma e del corpo della personalità) e soggiogandoli completamente. Essi sono schierati contro di lui finché, con la meditazione, l’aspirazione e il dominio, non li piega alla sua volontà ed essi diventano i suoi servitori.
I Fratelli del Sole, con la forza del fuoco solare, infiammati nella volta ardente del secondo Cielo, spengono i fuochi lunari inferiori ed annientano l’inferiore “Fuoco d’Attrito”.
“Il Fratello della Luna(3)  ignora il Sole ed il calore solare; prende il suo fuoco da ciò che è triplice e prosegue il suo ciclo. I fuochi dell’inferno aspettano ed il fuoco lunare si spegne. Allora non gli servono né il sole né la luna, solo il cielo più alto aspetta la scintilla elettrica, cercando una vibrazione sincrona da ciò che giace in basso. E tuttavia essa non viene”(4) .
La stella a cinque punte testimonia che la separazione tra la mente inferiore e la mente superiore non esiste più, la scissione, la frattura non c’è più, il ponte Antahkarana è stato costruito. La sesta e la settima iniziazione hanno luogo sul piano Buddhico e su quello Atmico; la stella a cinque punte “divampa entro se stessa" e diventa la stella a sette punte; essa discende sull’uomo ed egli penetra entro la fiamma.
La cerimonia d’Iniziazione è basata sulla triangolazione elettrica e sulla formazione del numero Sette (1+3+3) cui assiste e partecipa l’intera Loggia dei Maestri.
• Lo Ierofante (1).
• I Tre Adepti o Tre Kumara (3).
• I Due Padrini e il Candidato (3).
Alle prime due iniziazioni in cui il Bodhisattva è lo Ierofante, i Tre Adepti sono il Mahachohan, il Manu e un Chohan, che temporaneamente rappresenta il secondo dipartimento. All’interno del triangolo  è posto il Candidato con due Padrini, due Maestri, al fianco. Alla terza, quarta e quinta iniziazione, il Mahachohan e il Bodhisattva fungono da Padrini; alla sesta e alla settima, ai due vertici del triangolo elettrico stanno Due grandi Esseri i cui nomi si tacciono.
FIGURA 2. INIZIAZIONE PLANETARIA

L’afflusso di energia elettrica attraverso la verga avviene quando lo Ierofante pronuncia parole e frasi di potere, Mantram, che sono uno dei segreti e che variano a ciascuna iniziazione.
Il Logos è il Suono Supremo, non articolato. Esso è seguito gerarchicamente dal Suono Sottile, che si pronuncia in lettere, risuona in Logoi, scolpisce figure. Il terzo livello è il suono come parola umana, articolata in voce (emissione), percezione (ascolto) e senso. Il passaggio dal Logos ai Logoi desta un mondo di Dèi composto di tutte le potenze delle forme che non sono ancora in atto. Questi suoni sottili sono la prima differenziazione di Brahman e ciascuno porta un aspetto del Suono Supremo, che adesso si è articolato. Questi Dèi sono le anime dei corpi sonanti, o parole Mantra(5), in cui si pronunciano. I nomi e i suoni sottili quando sono pronunciati si proiettano in oggetti e coscienze viventi, e diventano contingenti. Questa è la forma materiale, il suono umano, quello che siamo abituati a sentire.
Quando il potere del suono sarà meglio compreso e ne saranno studiati gli effetti, quei mantra verranno adottati anche in occidente. Alcuni di essi sono antichissimi e quando enunciati in Sanscrito originale hanno effetti d’incredibile potenza. Tanto potenti che allo studente comune non è concesso conoscerli e vengono impartiti solo oralmente durante la preparazione all’iniziazione(6).
La forza elettrica passa attraverso il cuore e la mano dell’Iniziatore, ai Tre Adepti, che stanno in rapporto triangolare con il Trono. Essi la ricevono a loro volta e con un atto di volontà la fanno circolare attraverso i loro cuori, trasmettendola in tal modo ai Padrini. Di nuovo questi, con un atto di volontà, si preparano a trasmetterla al centro dell’iniziato che (a seconda dell’iniziazione) deve essere stimolato.
Lo Ierofante pronuncia la parola e la forza viene letteralmente lanciata nei corpi e nei centri dell’iniziato, passando attraverso i centri mentali, astrali ed eterici che infine la assorbono. È un grande momento per l’iniziato, che realizza l’assoluta verità letterale delle parole “Dio è un fuoco che consuma”. Egli sa con assoluta certezza che l’energia del fuoco e la forza elettrica sono la somma di tutto ciò che esiste. È letteralmente immerso nei fuochi purificatori; vede fuoco da tutti i lati; fuoco che si diparte dalla Verga, che circola attorno al triangolo e attraversa i corpi dei due padrini. L’iniziato non vede che lo Ierofante ed è consapevole soltanto di una vampa di pura fiamma bianco-azzurra che arde senza distruggere, intensifica l’attività di ogni atomo del suo corpo senza disintegrarlo, e purifica tutta la sua natura. Il fuoco mette alla prova la sua opera, qualunque essa sia, ed egli passa attraverso la Fiamma.
Il Maestro D.K. c’informa che durante tutta la procedura, la Loggia dei Maestri, fuori dal Triangolo di forza, compie un triplice lavoro inteso a produrre certi risultati nella coscienza del candidato e a cooperare con lo Ierofante nella Sua ardua impresa. La Legge di Economia, impone che ovunque vi sia applicazione o trasmissione di energia da un centro di forza a un altro, si ha una conseguente diminuzione nel centro dal quale essa viene attinta. Questa Legge impone per la riuscita della cerimonia d’iniziazione la scelta del momento propizio: il sole è la sorgente di tutta l’energia e di tutto il potere, e l’opera dell’Iniziatore è facilitata dalle condizioni solari favorevoli.
Lo Ierofante (l’iniziatore che è il Cristo per le prime due iniziazione e Sanat Kumara dalla terza in poi) trasmette all’iniziato energia manasica superiore e la stimolazione immensamente accresciuta consente all'iniziato di conoscere e riconoscere coscientemente il piano per il proprio centro di gruppo. Questa forza scende dall’atomo permanente manasico attraverso l’antahkarana ed è diretta al centro che lo Ierofante vede di dover stimolare, secondo la legge.
L’aspetto Spirito sta nascosto nel Cuore del Loto Egoico o corpo causale, si rivela a tempo debito quando i Manasadeva , i Grandi Esseri noti come i Deva del Manas, i Signori della Fiamma, avranno compiuto il loro lavoro. È la forza Positiva dei Manasadeva, giungendo dal Piano Mentale Cosmico che produce l’iniziazione. I Manasadeva sono essi stessi energizzati da una forza del Piano Mentale Cosmico, incarnano nella loro natura organizzata il volere o proposito del Logos, e sono i “prototipi”cosmici dei nostri Angeli solari cioè dei nostri Sé spirituali. L’Ego è un Angelo Solare, mezzo d’espressione della Monade o spirito puro. Gli Angeli solari sul piano mentale del sistema incarnano quel tanto di volere e proposito che il Logos può attuare in una singola incarnazione, e che Essi, nei Loro gruppi, possono sviluppare.
Durante l’iniziazione il compito dei Manasadeva(7) è assunto dallo Ierofante. Egli, vedendo davanti a sé il veicolo per Buddhi, fa passare il voltaggio dai piani superiori attraverso il Suo corpo, e per mezzo della Verga (caricata di forza manasica positiva) trasmette all’iniziato questa energia manasica superiore (proveniente dal piano Mentale Cosmico), in modo che questi è messo in grado di conoscere coscientemente e di riconoscere il piano per il suo gruppo-centro per mezzo della stimolazione immensamente accresciuta. Questa forza discende dall’atomo permanente manasico lungo l’antahkarana ed è diretta a quel centro che lo Ierofante vede che, secondo la legge, deve essere stimolato. L’iniziatore stabilizza la forza e ne regola l’afflusso mentre circola attraverso il corpo egoico, di modo che quando i petali saranno tutti aperti, il settimo principio nel Cuore del Loto (il cuore del loto nel chakra della corona) potrà rivelarsi.

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1. Trattato del Fuoco Cosmico - “La manifestazione egoica è prodotta da due Fuochi”, pag. 506.
2. Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 271.
3. Il seguace della Via oscura, quella di sinistra.
4. Trattato del Fuoco Cosmico, pag. 996.
5. Il mantra tende alla resurrezione della “parola vivente”; come tale, diventa un atto della mente nel quale la parola viene “preservata”, o “recuperata” dal suo stato primordiale.
6. A.A. Bailey, Lettere sulla meditazione occulta, 163.
7. Questi Manasadeva che producono l’autocoscienza nell’uomo sono invero l’energia e la sostanza dell’Uomo Celeste cosmico.
 
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