Simbolismo templare teschio e tibie incrociate - Sapienza misterica

Sapienza Misterica
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Simbolismo templare teschio e tibie incrociate

I Cavalieri del Tempio
IL TESCHIO NEL VESSILLO DELLA MARINA DA GUERRA TEMPLARE
  
Difficilmente una nave templare poteva essere battuta, al punto che il naviglio del nemico preferiva arrendersi subito. I cavalieri templari avevano adattato due vessilli bicolori, uno per la cavalleria di terra, bianco e nero, il beaussant, utilizzato anche da Ruggero II d’Altavilla per il suo esercito, l’altro per la marineria da guerra, un drappo nero con teschio e tibie incrociate di colore bianco, in seguito noto come il jolly roger, probabilmente un riferimento a Roger da Flor, grandissimo capitano di una nave da guerra del tempio, il Fauçon, il Falcone, il più grande fra i vascelli del Tempio. Figlio di un falconiere di Federico II di Svevia, rimasto orfano era stato cresciuto su una nave templare. Roger de Flor dopo la caduta di Acri del 1291 è descritto dal cronista catalano Ramon Muntaner con le caratteristiche di un pirata, ma il gran Maestro Jacques de Molay cita in un documento Roger de Flor come fratello templare, al contrario di quanto riportato da Muntaner che fa coincidere il momento la sua trasformazione in pirata con le accuse mossegli dopo la caduta di Acri. Non solo, ma in questo documento Roger è citato come consigliere di Federico I di Sicilia; siamo nel 1301. Il vessillo da guerra della marineria templare era composto di un drappo nero di foggia rettangolare o triangolare recante di colore bianco un teschio con due femori incrociati. Quando il drappo era di colore rosso, significava che non erano fatti prigionieri.
L’antico rituale di sepoltura templare prevedeva la disarticolazione delle gambe all’altezza del bacino e il successivo ribaltamento delle stesse sul petto. La testa veniva tagliata e posta sullo sterno, il simbolo era appunto un teschio con le due tibie incrociate. La prima osservazione è che il teschio ricorda il Golgota, il luogo del cranio, e che le due tibie formano una “X”.
Non vi sono documenti che attestino l’uso di questa bandiera se non il fatto che  fu utilizzata dal templare Roger de Flor sulla ex flotta Templare da lui governata, ma in realtà come si dimostra in seguito appartiene all’insegnamento misterico templare. L’antico rituale di sepoltura templare prevedeva la disarticolazione delle gambe all’altezza del bacino e il successivo ribaltamento delle stesse sul petto. La testa veniva tagliata e posta sullo sterno, il simbolo era appunto un teschio con le due tibie incrociate.
Tra i simboli segreti dell’Ordine del Tempio vi era una testa mozzata. In un elenco di accuse redatto dall’Inquisizione, il 12 agosto 1308 è scritto: “Che In ogni provincia avevano idoli, cioè teste; che la testa poteva salvarli; che poteva produrre ricchezze; che faceva fiorire gli alberi; che portavano indosso la testa tramite una funicella”.
Secondo i verbali dell’Inquisizione, tra gli oggetti confiscati nel presidio templare di Parigi era stato trovato un reliquario a forma di testa di donna. La parte superiore era mobile, fissata ai cardini. Ecco com’è descritta.
Una grande testa d’argento dorato, bellissima e lavorata a immagine di donna. All’interno vi erano due ossa del cranio, avvolte in un drappo di lino bianco, e quindi un drappo rosso, i colori templari. Vi era fissata una targhetta recante la legenda CAPUT LVIIIm. Le ossa all’interno erano di una donna molto piccola”.
 
Complessivamente la scritta è formata da 5+6=11 caratteri. Cinque è il numero dell’uomo, il microcosmo, sei è il numero del macrocosmo, le forze dello spazio. Due gruppi “CAPUT LVIII” di cinque caratteri maiuscoli 2x5=10, il numero dell’Uomo Celeste, seguito dall’undicesimo segno “m”, che significa Mare, Materia, Madre, cioè quello della Vergine Maria. Caput significa testa. Il cranio è l’amoroso grembo materno, incarnato anche da Maria Vergine come “vaso spirituale”, la Saggezza Sophia. Anche il simbolo teschio con le tibie incrociate esprime numericamente il numero undici, infatti, la testa vale 1 e le tibie incrociate valgono 10, in totale 1+10=11. Undici sono le spire, i giri del labirinto nella navata delle cattedrali gotica di Chartres. Si può ancora fare un’ipotesi sul numero romano LVIII formato da cinque lettere, cioè cinquantotto, due volte 29, che è il decimo numero primo, nuovamente il numero 10. I Pitagorici e i Templari avevano una particolare venerazione per questi numeri detti incorruttibili perché ammettono come divisori solo il numero uno e se stessi. I numeri primi restano gli oggetti più misteriosi studiati dai matematici[1].
 
 
[1] Recentemente hanno assunto una grande importanza anche nella matematica applicata, e in particolare nella crittografia.
Sappiamo che i Templari avevano una particolare venerazione per San Giovanni Evangelista rappresentato con la testa mozzata. In latino la parola “testa” significava prima “vaso di terracotta”, poi “conchiglia” e infine “cranio”, immagini comunque rappresentative di un recipiente. Amoroso grembo materno, incarnato anche da Maria Vergine come “vaso spirituale”, “vaso dell’onore”, “vaso insigne di devozione”, secondo le espressioni utilizzate nelle Litanie. Questa testa è riferita alla Sapienza Divina [Atena, la Sapienza Misterica, uscì dalla testa di Zeus]. Nella simbologia alchemica il cranio era simbolo del vaso di trasformazione. La testa rappresenta la Saggezza: “E questa Saggezza Segreta ... il Celato dei Celati, la Testa di tutte le teste, una Testa che non è una testa ... nessuno può conoscere, né mai sarà conosciuta; la Saggezza e la Ragione non possono comprendere ciò che è in quella Testa (Zohar III, foglio 288a)”.  
Questa testa è riferita alla Sapienza Divina considerata sempre nei misteri femminile, la Sophia degli Gnostici. Secondo lo studioso del Nuovo testamento Hugh Schonfield, i Templari usarono il codice Atbash Cipher usato dagli Esseni autori delle pergamene del Mar Morto. Una possibile traslitterazione del termine Baphomet, usando il codice crittografico Atbash, è proprio Sophia, la Sapienza, in ebraico Chokmah. Secondo altri, il Baphomet rappresentava simbolicamente la testa di Giovanni Battista. Non c’è dubbio che la testa dei Templari rappresentasse Sophia nel suo aspetto femminile e di Iside, ed era legata a Maria Maddalena. San Paolo parla (Ebrei I, 2) del Figlio il Christos (il Potere manifestato) che (Dio) ha designato erede di tutte le cose, “per mezzo del quale fece anche i mondi” (al plurale). Questo “Potere” è Chokmah, la Saggezza e il Verbo.
Nella narrazione di Chrétien de Troyes i giovani reggono la lancia insanguinata, ma solo le donne reggono il vassoio con la testa mozzata. Nel 1205 fu scritta la seconda versione del Graal, da titolo Perlesvaus, ufficialmente da un monaco dell’abazia di Glastonbury, secondo altri da un Templare. Qui il cavaliere Gawain cerca la spada che ha decapitato Giovanni Battista e che sanguina ogni giorno a mezzogiorno. Da notare che il mezzogiorno del ciclo annuale corrisponde al solstizio estivo, quando si festeggia San Giovanni Battista. In Perlesvaus i cercatori del Graal indossano abiti bianchi ornati da una croce rossa, proprio come i Templari. C’è anche una croce rossa in una foresta percossa con una canna in ogni parte un prete. In un episodio l’eroe incontra un carro che trasporta circa 150 teste tagliate di cavalieri: alcune hanno una base d’oro, alcune d’argento altre di piombo. Poi c’è una giovane che tiene in una mano la testa di un re, con la base d’argento e nell’altra quella di una regina con la base di piombo. Uno dei custodi del Graal dice all’eroe: “Ci sono le teste con le basi in argento e quelle con le basi di piombo e i corpi cui le teste appartengono: ti dico tu devi riunire le teste del re e della regina”.

Nella Round Church Templare di Londra alcuni Cavalieri del Tempio sono rappresentati con le gambe incrociate, che secondo linterpretazione misterica rappresentano i Templari Iniziati. Analoga rappresentazione con le gambe incrociate è fatta a Chartres per il musico con le gambe incrociate e per Mosè, nel Portale Reale di Sinistra. Il musico con le gambe incrociate del Portale Ovest di Chartres è il Maestro d’Opera custode delle armonie musicali pitagoriche, che disegnò armonicamente le arcate e i pilastri, la Cattedrale, accordandone le parti tra loro, e le singole parti con il tutto, alla stregua di uno strumento musicale. Nel timpano destro del Portale Sud della cattedrale di Chartres, San Martino[3] dorme con le gambe incrociate in modo da formare un “X”. Questo segno a forma di “X” è anche detto il sigillo di Hermes o Mercurio, la Sapienza misterica, che ha come attributo, i sandali di cuoio incrociato, le calzature di Mosè sembrano fatte con strisce incrociate. La lettera “X” indica il numero Dieci espresso come 2x5, due volte “V” cinque, come per le Tavole della Legge affidate a Mosè. Fulcanelli, ricorda che la cintura di Offerus, il portatore del fanciullo, quello che diverrà San Cristoforo, ha una trama incrociata a “X”, come una rete.

 
[3] San Martino rappresentato sia nella Cappella Templare di Montsaunès e sia nel Duomo di Lucca abbinato a una croce templare rossa.
 
 
 
 
Altro mistero riguardante il teschio è quello del foro sulla fronte all’altezza delle tempie. Il cranio di Giovanni Battista esposto nel reliquario in Nôtre-Dame d’Amiens presenta effettivamente un foro. La pratica forse è sull’uscita dalla testa dell’anima. Anche il cranio del papa Celestino V legato ai Templari, presenta lo stesso foro, fatto post mortem. Secondo la scrittrice aquilana Maria Grazia Lopardi, i Templari solevano praticare fori del genere, un’antica usanza di cui si sa poco. La Lopardi ha messo in luce e documentato plurimi e decisivi rapporti tra Celestino V e i Templari, e precisi collegamenti tra Collemaggio e i Cavalieri.
Il simbolo del teschio con le tibie incrociate è utilizzato dalla massoneria. Secondo la leggenda massonica il costruttore del Tempio di Salomone Hiram Abif, fu assassinato e del suo corpo, furono ritrovati sepolti sotto un ramo d’acacia due tibie e il cranio, come nella bandiera templare. Non per nulla, il teschio con le tibie incrociate si ritrova nellla cosiddetta “camera di riflessione” massonica. Il teschio, come saggezza, conoscenza e spirito dell'uomo, sovrasta le due tibie incrociate e divide in quattro, cioè “squarta”, il corpo. Entrando nell’austera e sobria Chiesa di Roquebrune-sur-Argens (Francia), a sinistra del portone d’ingresso, ci troviamo in una cappella, sul pavimento a mosaico, campeggia l’effigie della squadra e del compasso intersecati.
Nella cappella, vediamo il teschio e tibie incrociate, scolpiti in rilievo nel legno insieme con alcune fiammelle e dei tralci di vite che s’inerpicano sulle colonne[*]. Si tratta della sepoltura di un Maestro massone.
[*]https://sites.google.com/site/sebastianobrocchi/loscheletroeilteschio



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