Lez.27 - La funzione guida del centro Ajna - Sapienza misterica

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Lez.27 - La funzione guida del centro Ajna

La dottrina del Filo d'Oro III Antahkarana
 
I centri principali sono Sette, suddivisi in tre coppie più un settimo, il centro frontale Ajna che guida e coordina il triplice lavoro. Le energie emozionali del centro del plesso solare (-) devono essere portate al centro del cuore (+) dove si trasformano in amore puro. Le energie sessuali del centro sacrale devono essere portate al centro della gola trasformandosi in energie creative. Quando infine le energie di Kundalini latenti alla base della spina dorsale (-) sono portate al centro della testa (+) attraverso il plesso solare, centro di trasformazione dell’energia, e il midollo allungato, giungono al centro Ajna fra le sopracciglia, allora la personalità, l’aspetto materia, raggiunge la sua apoteosi e la Vergine Maria “è assunta in Cielo” per sedere alla destra del Figlio, il Cristo, l’Anima. Solo allora il centro Ajna può diventare il centro creativo dell’essere umano.
 
Kundalini s’innalza e sale al cielo quando tutti i centri sono attivi e i canali sono sgombri. La rimozione degli ostacoli è effetto della vitalità dei singoli centri, che distruggono gli impedimenti con la loro stessa forza vitale. Essi “bruciano” tutto ciò che ostacola la loro irradiazione, cioè la distruzione della membrana eterica nel corpo eterico.
 
Il Maestro D.K. avverte contro i pericoli di premature ascese di Kundalini spiegando che alcuni sono convinti di aver elevato il fuoco di Kundalini dalla base della spina dorsale e quindi di fare rapidi progressi, mentre non hanno fatto altro che “lacerare” la rete in qualche punto. Ogni centro lungo la spina dorsale è separato da quello situato al di sopra e da quello al di sotto da una rete protettiva composta di una particolare fusione di sostanza eterica e gassosa, che deve essere bruciata e distrutta prima che i fuochi del corpo possano circolare liberamente. Una sensazione di bruciore o di dolore in qualche parte della colonna vertebrale, se non di origine fisiologica, nella maggior parte dei casi è dovuta alla lacerazione di una delle reti eteriche, prodotta dall’attività dei centri ad essa associati. Questo avviene molto di frequente in rapporto con il centro del plesso solare nelle donne e in rapporto con il centro sacrale negli uomini. Perciò, un senso di bruciore e di dolore nella schiena generalmente indica un’indebita attività di un centro, ciò che produce effetti distruttivi sull’apparato di protezione e non è un vero indizio di sviluppo spirituale e superiorità[1].
 
La scienza dell’Antahkarana insegna che il filo della Vita è ancorato nel Cuore; il filo della Coscienza giunge direttamente è ancorato nella Testa; il filo dell’Attività creativa è ancorato nella Gola.
 
Il segreto del Fuoco si cela nella seconda lettera della Parola Sacra (AUM). Il mistero della Vita sta celato nel Cuore. Quando il punto inferiore vibra, quando il triangolo sacro rifulge, quando il punto inferiore, il centro e l’apice sono collegati e il Fuoco circola, quando similmente arde il triplice apice, allora i due triangoli, il maggiore e il minore, si fondono in un’unica fiamma che consuma il tutto[2].
 
La seconda lettera della parola sacra è “U” ed è associata al Secondo Logos Vishnu al loto del cuore. Brahma il Terzo Logos è associato al chakra basale dai 4 petali. Shiva il Promo Logos è associato al chakra del centro della testa.
 
Il punto inferiore è il centro basale dove risiede Kundalini, il Fuoco per Attrito; il punto superiore è il centro della testa. Quando il Triangolo Sacro della Monade si accende, allora i due triangoli, il maggiore e il minore si fondono in un’unica fiamma. I due triangoli sono rappresentati intrecciati come stella a sei punte nel simbolismo del chakra del cuore.
 
Figura 1. I due Triangoli
 
 
“Quando il punto inferiore, il centro e l’apice sono collegati e il Fuoco circola” Il terzo punto è il centro della figura dei due triangoli intrecciati dove vi è ancora un loto a 12 petali, il Loto Egoico.
 
Il vortice del centro del cuore è composto di 12 vibrazioni, il loto all’interno del centro della Testa all’interno del chakra della testa (dai 960 petali) ha 12 petali, il loto egoico ha anch’esso 12 petali. Una risonanza energetica si stabilisce con il tempo tra questo tre centri e l’energia dal cuore sale di piano in piano al centro della Testa e poi al loto egoico sede dell’Anima. Il chakra del cuore nel corpo umano è posizionato al centro dei Sette chakra principali e svolge un’importante funzione nella salita dell’energia di Kundalini. Le due energie che scorrono lungo la spina dorsale sono attivate dall’azione congiunta dei due chakra dai 12 petali o Suoni-Vibrazioni. Il Maestro D.K. ci informa che: “Quando testa, cuore e centro di base sono in rapporto magnetico e dinamico, con effetti d’irradiazione, essi influenzano il nervo vago[3] e tutti i fuochi del corpo si unificano ed elevano, purificando e “aprendo tutte le porte”. Non è il nervo vago che serve a ridestare il fuoco di Kundalini, ma è l’inverso.
 
Il centro della Testa ha una struttura duplice, e consiste di due loti, uno di 96 petali tra le sopracciglia e l’altro di 12 petali al sommo della testa, all’interno di una corona di 960 petali. Queste cifre hanno un significato profondo. In ogni caso s’incontra il numero dodici, che indica un rapporto preciso con i principali loti psichici sui livelli egoici. Il mistero del dodici in relazione ai centri si trova in tre di essi due nella testa e uno nel cuore:
 
a.      Nel centro superiore della testa, 960=12x8x10, più 12 petali centrali, in totale 972=12x81;
b.      Nel centro frontale Ajna della testa, 96=12x8, otto gruppi di dodici petali;
c.      Nel centro del cuore, 12 petali.
 
Figura 2. Il Triangolo dei 12
 
 
Il Maestro D.K. scrive: “Se lo studioso approfondirà questa condizione (del numero 12) collegandola all’idea dei tre giri di petali nel loto di dodici petali, potrà trovarvi illuminazione … È solo quando i centri eterici, i due della testa e il centro del cuore, sono pienamente attivi, con i loro dodici petali completamente aperti, che il cerchio centrale di petali del loto egoico (il quarto cerchio o interno) si schiude. Il significato dei quattro cerchi del loto egoico e degli otto cerchi di dodici petali ciascuno nei loti eterici sul piano mentale è di grande importanza[4].
 
 
·        La Tetrade o Quaternario (4) riflettendosi su se stessa, produce l’Otto, l’Ogdoade (8), la respirazione regolare del Cosmo presieduta dagli Otto Grandi Dei. Buddha è spesso raffigurato seduto al centro di un Loto a Otto petali. Altre volte è raffigurato seduto sul mozzo di una Ruota con Otto raggi che simboleggiano le otto direzioni cardinali e intermedie della manifestazione in tutta la sua pienezza.
 
La grande importanza data dal Cristianesimo al principio cristico ha posto solide fondamenta al lavoro da compiere sui centri. La verità in rapporto ai centri è convalidata dalla cifra “otto” che, rappresenta il numero del Cristo. Il numero otto è il simbolo fondamentale di tutti i centri, poiché i petali hanno veramente la forma di un certo numero di otto sovrapposti. Il termine petalo è puramente figurativo e un centro è formato secondo questo modello. Prima un cerchio, “š”, poi due cerchi che si toccano “OO” formando quindi un “8”. Con l’aumentare del numero dei petali, non è che un aumento di questi doppi cerchi, sovrapposti gli uni agli altri secondo diverse angolature, fino al loto dai mille petali nella testa. Se si conta la milza, i centri sono otto. Il centro alla base della spina dorsale ha quattro petali, la metà di otto.
 
Il Commentario alla Dottrina Segreta così recita:Il mistero dei sedici (16) raggi dell’Ego sarà rivelato quando la forza della Tetractis (4) sacra sarà riunita a quella dei santi Dodici (12)”. - Il Primordiale è il Raggio e l’emanazione diretta dei primi Sacri Quattro.[5]“... le leggi del karma sono adattate mediante la chiave che si trova nella padronanza dei sedici raggi dell’Ego, per i quali sono dati sedici mantra o parole, la cui pronuncia effettiva è però riservata ai soli iniziati”. (Kali Upanisad)
 
·        Loto del Cuore (12) unito alla Tetrade (4) crea 16 Raggi o vibrazioni.
·     Il quattro, geometricamente il Quadrato, tra i Greci aveva anche un altro nome: era la dünamics, la Potenza, nome che è rimasto anche nella nostra nomenclatura aritmetica. Il Quadrato rappresenta la perfezione materiale mondo materiale, al fine di poter poi conseguire la perfezione spirituale espressa nel Triangolo.
·        Per i Pitagorici, il quadrato di lato 4 è una figura la cui area è uguale al perimetro cioè 16. La superficie rappresenta i diritti, e il perimetro i meriti, perfettamente equilibrati.
·        Nel capitolo XVII del Libro dei Morti Egizio Osiride afferma di essere Toom o Atum, la Forza Duplice, trova Shu, l’Energia Solare, sulla gradinata degli Otto, ed ha annichilito i Figli della Ribellione, i Principi Maligni, cioè gli Otto Oscuri. Ciò significa che vi sono Otto Figli Luminosi che equilibrano gli Otto Oscuri, in totale sedici.
·        Il loto o vortice vicino alla laringe ha sedici petali o vibrazioni. Sappiamo che ogni numero pari è duale, luce e ombra spirito e materia. Il numero sedici è due volte otto, due ottave e due Ogdoade
·        Nel centro della gola l’uomo deve elaborare le energie creative sessuali[6] provenienti dal centro sacrale e trasmutarle in creatività nei tre mondi di esistenza.
 
Il piano mentale è il livello più centrale dell’uomo, lì la Triade superiore e la Triade inferiore s’incontrano – lì si trova il punto più alto della Triade inferiore e il più punto più basso della Triade Superiore. Il pensiero razionale o concreto è associato al centro della gola a 16 petali, mentre il pensiero astratto opera attraverso il centro Ajna a 96 petali posto in mezzo alla fronte.
 
Figura 3. Antahkarana tra i chakra gola e frontale
 
 
Anche i Tre atomi della personalità, e i Tre atomi per la Triade Spirituale formano due triangoli che possiamo visualizzare i primi nel torace e i secondi nella testa, il collo è la parte che unisce entrambi. Il centro Ajna perviene all’attività creativa solo quando l’antahkarana è stato costruito. All’inizio è il centro della gola a essere creativo, preceduto prima ancora dal sacrale. Il Maestro D.K. avverte: è bene ricordare che è veramente possibile costruire l’antahkarana solo quando la vita creativa dell’aspirante si eleva dal sacrale alla gola ed è reale ed effettiva. Il collo stesso è simbolo di questo “ponte”. Nel collo dell’uomo agisce il centro di forza della gola, che non appartiene alla testa, bensì al tronco. Il collo dell’uomo è simbolo del “ponte Antahkarana”, poiché collega la testa, singola e isolata, col duplice torso, perché composto di ciò che sta sotto il diaframma e ciò che sta sopra, simbolo dell’anima e della personalità fuse, mescolate e unificate. La testa è simbolo dello stato che Patanjali descrive come “unità isolata”.
 
I petali di Ajna Chakra, come due ali, si protendono a destra e a sinistra del capo e simboleggiano il sentiero della mano destra e il sentiero della mano sinistra, la via della materia e quella dello spirito. Rappresentano perciò simbolicamente i due bracci orizzontali della Croce su cui l’uomo è crocifisso, due flussi di energia o di luce, posti trasversalmente alla corrente di vita discendente dalla Monade fino alla base della spina dorsale, passando dalla testa. Il corpo pituitario è l’esternazione fisica del centro Ajna; i due lobi di questa ghiandola corrispondono ai due petali multipli del vortice. Esso esprime le due forme più elevate dell’immaginazione e del desiderio, che sono i fattori dinamici su cui basa ogni creazione.
 
Figura 4. Simbolismo chakra frontale
 
 
Il centro Ajna tra le sopracciglia è raffigurato non in forma di loto vero e proprio, come lo sono gli altri centri ma con due petali ciascun formato di 48 petali. Ognuno dei due gruppi è sua volta composto di quattro gruppi di 12. Questo vortice si situa al centro della fronte, questo punto è conosciuto anche come il terzo occhio di Shiva. Nel corpo fisico è rappresentato dall’incrocio dei 2 nervi ottici nel nostro cervello (il chiasma ottico). Questo centro influenza – semplificando – il funzionamento delle 2 ghiandole, pituitaria e pineale, che si palesano nella propria interiorità come ego e super-ego esso contiene la rappresentazione della sacra sillaba OM, sintesi di tutti i Mantra.
 
Le forze dei centri Ajna e della Gola, quando sono combinate, producono la più alta manifestazione del “Fuoco per Attrito”, così come le energie della testa e della base producono il “Fuoco Elettrico” individuale che chiamiamo, al culmine della sua espressione, fuoco di Kundalini.
 
Ricordiamo che un filo dell’Attività creativa: “Dal corpo fisico-vitale-emozionale considerato come unità al corpo mentale, passando dal centro frontale (Ajna) al centro della testa. Un’estremità è ancorata nella testa e l’altra nei petali di conoscenza del Loto egoico, ed è provocata da un atto di volontà”.
 
Il Maestro D.K. quando ci dice che il lavoro dello studioso consiste nel trasferire la forza o energia dai due centri inferiori, il centro alla base della spina dorsale e il plesso solare, ai tre superiori, presume che il discepolo abbia già trasferito o stia trasferendo l’energia degli organi della generazione al centro del desiderio, il plesso solare, con lo scopo di guidarlo ancora più in alto, al centro della gola.
 
Quando il corpo del desiderio e la natura mentale cominciano a funzionare come un’unità, e anche l’anima è collegata coscientemente un prolungamento di questo filo quintuplice (i due fondamentali e i tre umani), è portato al centro della gola; quando ciò avviene, l’uomo può diventare un creatore cosciente sul piano fisico. I fuochi di Kundalini, della materia salgono (uniti) lungo il canale eterico spinale, vengono in contatto con il fuoco di Manas che irradia dal centro della gola dai 16 petali.
 
Quando anche il terzo filo dell’Attività Creativa è completato, l’uomo diventa più attivo nel suo mondo, può esteriorizzare le sue idee, come un artista, può creare grande musica, divenire un abile chirurgo, un uomo di stato, perché la sua bellezza interiore ha modo di esprimersi sul piano fisico. I veri artisti sono coloro che hanno costruito i ponti dentro di sé e sono diventati un canale per portare in espressione le energie creative e le visioni.
 
Quando la parte inferiore del ponte o dell’antahkarana è completata si compie la prima grande unificazione cosciente. L’uomo è allora una personalità integrata, conscia, vivente. Il filo della continuità tra i tre aspetti inferiori è stabilito e può essere usato. Il canale energetico parte dal centro del capo e sale alla mente, che a sua volta è un centro di energia nel mondo del pensiero. Nello stesso tempo, l’Antahkarana s’intreccia con il Sutratma, il filo della Vita, che emerge dal centro del cuore. Lo scopo dell’evoluzione della forma è ora relativamente raggiunto. Quando l’antahkarana è finalmente ultimato, ciascuno dei tre aspetti della Triade Spirituale trova, nell’organismo eterico dell’iniziato che vive sul piano fisico, un punto di contatto. L’iniziato è ora una fusione di anima e personalità attraverso la quale può riversarsi la vita piena e completa della Monade:
 
1.        Il centro della testa diviene il punto di contatto per la volontà spirituale, Atma.
2.        Il centro del cuore diviene lo strumento dell’amore spirituale, Buddhi.
3.        Il centro della gola diviene l’espressione della mente universale, Manas.
 
Durante il processo evolutivo nella vita dell’uomo si verificano due fasi importanti:
·       Stadio della prima grande fusione o affermazione di dominio da parte dell’anima. È il momento in cui si attiva il centro Ajna.
·      Stadio del risveglio spirituale, il centro alla base della spina dorsale entra in rapporto con tutti i centri del corpo eterico. Questa fase precede l’iniziazione e indica che il nucleo centrale di potere esistente nel cuore di ogni centro è attivo, cioè il punto centrale entra in attività dinamica, e il corpo di forza interiore si connette con tutte le sue parti e comincia a funzionare con armonia. Negli stadi precedenti, presero a muovere di moto crescente solo i petali dei centri o vortici di forza mentre è quiescente il punto focale.
 
Il centro alla base è attivato con un atto di volontà vale a dire della mente, che agisce con forza sotto l’influsso dell’uomo spirituale, per mezzo del cervello.
 
 
PROBLEMI CONNESSI CON IL TRASFERIMENTO DELL’ENERGIA E IL RISVEGLIO DEI CENTRI
 
 
o  L’energia di volontà, forza o potere, tramite il centro della testa, proviene dalla Monade tramite l’anima. Fin dalla terza iniziazione l’aspetto volontà dovrebbe governare la personalità, giungendo al centro della testa attraverso il corpo mentale. La linea seguita da questa corrente di forza è: Atma – petali volontà – corpo mentale – centro della testa nel corpo eterico – sistema nervoso e cervello.
 
o  L’energia di amore – saggezza, tramite il centro del cuore, il risveglio di questo centro conduce all’espansione di coscienza e introduce l’uomo alla sua vita di gruppo, con tutte le anime in ogni forma della natura, quindi con l’Anima Universale. La linea seguita dalla corrente di forza che proviene dalla Monade è: Buddhi – amore spirituale – intuizione – petali amore – corpo astrale – centro del cuore – corrente sanguigna.
 
o  L’energia di intelligenza attiva, che anima l’aspetto forma e crea forme conformi ai propositi soggettivi dell’intelligenza che presiede Dio e l’uomo, umana e divina. La linea seguita da questa corrente di forza, che proviene dalla Monade è: Manas – intelligenza spirituale – mente superiore – petali della conoscenza – corpo eterico che permea il corpo fisico – centro della gola – cellule del corpo.
 
Le difficoltà derivanti dal risveglio dei centri del cuore e del plesso solare, perché strettamente connessi, hanno un potente effetto sulla corrente sanguigna. Trasferire nel cuore le energie accumulate nel centro del plesso solare, può provocare molto sovente difficoltà gravi; ecco perché tanti uomini progrediti muoiono per malattie cardiache.
 
L’attività del centro del plesso solare produce nell’uomo medio problemi nella tratta intestinale con le sue connessioni sia sotto sia sopra il diaframma. Nell’uomo progredito produce tensione nei centri superiori, con definite ripercussioni nel cuore e il nervo vago. La stimolazione del plesso solare è una ricca sorgente di disturbi allo stomaco, al fegato, nonché infermità intestinali.
 
L’attività del centro del cuore influenza potentemente il nervo vago e il sistema nervoso autonomo. Il timo, ghiandola poco compresa, spiega gran parte di ciò che riguarda attività e controllo del nervo vago. L’attuale diffusione dei disturbi cardiaci, soprattutto fra gli intellettuali, i professionisti e gli uomini d’affari, è dovuta al risveglio di questo centro e alla scoperta dell’ignorata capacità umana di coscienza e servizio di gruppo.
 
Il risveglio del centro sacrale, se non si è già imparato a dominarlo, nella coscienza esso ha assunto una proporzione equilibrata rispetto agli altri istinti naturali, via via che giunge alle vette del contatto spirituale e attira l’energia dell’anima nella personalità, quell’energia invece di arrestarsi al centro della gola come dovrebbe, scende direttamente al centro sacrale. Il risultato sono perversioni, perdite del controllo o immaginazione sessuale. Negli scritti e nelle esperienze di molti mistici del Medioevo si trovano molti esempi di questa psicologia sessuale. La causa sta nel trasferimento. Le energie inferiori sono trasferite in due stadi: prima nel plesso solare, poi alla gola. Questo centro durante tale periodo non è ancora abbastanza attivo e desto da assorbire e utilizzare le energie sacrali. In qualche caso la loro ascesa è arrestata, e temporaneamente sono trattenute nel centro del cuore, producendo i fenomeni di stimoli sessuali, di erotismo religioso, al celibato fanatico o sessualità vera e propria. L’odierno trasferimento collettivo delle forze del centro sacrale in quello del plesso solare è causa di molte infermità della razza umana come la diminuzione della natalità.
 
Il risveglio del centro alla base della spina dorsale, comporta pericoli alla colonna vertebrale e quindi i nervi che da essa si diramano in tutte le direzioni, malattie delle vertebre, infiammazioni dei tessuti e infermità cerebrali.
 
L’attività del centro della gola è oggi in continuo aumento per l’attività creativa e il genio inventivo. Tale attività è la causa fisiologica di gran parte dei disturbi dell’apparato respiratorio. L’energia è portata alla gola ma non è usata adeguatamente, per cui insorgono congestioni e simili conseguenze. Gran parte delle difficoltà che riguardano il complesso dell’apparato respiratorio sono connesse a condizioni di gruppo. Molti disturbi al risveglio del centro della gola possono provocare problemi sul cuore e sul metabolismo. Le difficoltà sono accresciute, e questo centro superiore creativo è indebitamente stimolato fino a costituire un pericolo, dal celibato, cosicché manca l’occasione di usare (bene o male) l’energia del centro sacrale, che sale prematuramente alla gola, ove induce un’intensa stimolazione e l’organismo non è ancora in grado di volgerla al lavoro creativo in qualche settore.
 
Il risveglio del centro Ajna che ha come effetto lo sviluppo della personalità che giunge all’integrazione, può portare seri disturbi della vista e dell’udito, nevriti e disturbi nervosi in varie parti del corpo. L’attività del centro Ajna produce seri problemi connessi al cervello e agli occhi. Il centro frontale focalizza l’energia astratta dei cinque centri della colonna vertebrale ed è sede del potere della personalità.
 
L’attività del centro della testa può produrre ipertensione e certi disturbi cerebrali e disordini nervosi, ma soprattutto pronunciati effetti psicologici.
 
Le difficoltà attinenti alla rivelazione della Luce e del Potere, si riscontrano soltanto in chi ha i centri della gola e Ajna in fase di risveglio. I problemi della luce si possono suddividere in due gruppi: l’uno attinente alla percezione fisica della luce nella testa, l’altro all’acquisizione di conoscenza. La percezione di luce entro il cranio è connessa al rapporto fra il centro della testa e l’Ajna. L’effetto vibratorio di questi due centri può farsi così potente che le due vibrazioni, possono invadere i rispettivi campi d’azione, fino a stabilire un unico campo magnetico di tale potenza, splendore e rilievo che il discepolo, a occhi chiusi, può vederlo chiaramente. Agisce sul nervo ottico, per evocare l’aspetto più sottile della vista, la visione eterica, ossia si può vedere la controparte eterica di tutte le forme tangibili.
 
[1] A.A. Bailey Trattato di Magia Bianca, pag. 593.
[2] A.A. Bailey, Il Trattato del Fuoco Cosmico, Stanza I.
[3] Il nervo vago parte dal midollo allungato e si porta, attraverso il foro giugulare, verso il basso nel torace e nell’addome. Il nervo vago si divide in 2 nervi vaghi destro e sinistro che sono tra i più importanti del corpo nonché i più lunghi e i più ramificati tra i nervi cranici. Due centri potenti sono connessi al nervo vago: il centro del cuore e quello alla base della spina dorsale.
[4] Trattato del Fuoco Cosmico pag. 860.
[5] S.D., I, 115, 116.
[6] La tiroide espressione fisica del centro della gola, era anticamente chiamata il terzo ovario.
 
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